Glossario

A

Ajatashatru. Re di Magadha in India. Istigato da Devadatta uccise il padre, il re Bimbisara, seguace di Shakyamuni. Salì al trono e divenne il più potente sovrano del suo tempo. Colpito da una terribile malattia e spinto dal rimorso per le sue azioni si convertì al Buddismo, offrendo il suo sostegno al Primo concilio buddista.

Amida (sans. Amitayus o Amitabha). Budda della Pura Terra di Perfetta Beatitudine, venerato dagli aderenti alla scuola della Pura terra.

Annotazioni su "Grande concentrazione e visione profonda". Commentario di Miao-lo su Grande concentrazione e visione profonda, una delle tre opere maggiori di T'ien-t'ai.

Annotazioni su "Parole e frasi del Sutra del Loto". Commentario di Miao-lo su Parole e frasi del Sutra del Loto, una delle tre opere maggiori di T'ien-t'ai.

Annotazioni su "Significato profondo del Sutra del Loto". Commentario di Miao-lo su Significato profondo del Sutra del Loto, una delle tre maggiori opere di T'ien-t'ai.

Arhat (sans.). Chi ha ottenuto lo stadio supremo dell'Illuminazione hinayana. Arhat significa "degno di rispetto".

Ascoltatori della voce (sans. shravaka). Discepoli del Budda Shakyamuni che ascoltano la sua predicazione e si sforzano di ottenere l'Illuminazione. Sono gli appartenenti al mondo di Studio.

Ashoka (268-232 a.C.). Terzo re della dinastia indiana dei Maurya, riuscì nell'impresa di unificare l'India. Ashoka fu inizialmente un tiranno ma in seguito si convertì al Buddismo e prese a governare in modo compassionevole, in accordo con gli ideali buddisti.

Asura. Demone della mitologia indiana. Rissosi e collerici, gli asura sono in perenne conflitto con il dio Shakra, o Indra. Il mondo di asura (o di Collera) è uno dei sei sentieri.

B

Bodhisattva (sans.). Individuo che aspira all'Illuminazione e svolge pratiche altruistiche. Il Mahayana formulò l'ideale del bodhisattva, che ricerca l'Illuminazione sia per sé sia per gli altri.

Bodhisattva della Terra. Un'innumerevole schiera di bodhisattva che appaiono nel capitolo del Sutra del Loto Emergere dalla terra, ai quali Shakyamuni affida la propagazione della Legge mistica dopo la sua morte, nell'Ultimo giorno della Legge.

Brahma. Divinità che nella mitologia indiana era considerata la personificazione del principio universale fondamentale (Brahman). Fu incorporato nel Buddismo come una delle due maggiori divinità tutelari, insieme a Shakra.

Budda originale. Detto anche vero Budda. Il Budda che ha rivelato la sua vera identità.

Buddità. Condizione, definita anche con la parola Illuminazione, caratterizzata da una saggezza senza limiti e da infinita compassione. È uno stato di perfetta libertà, nel quale si è risvegliati all'eterna e suprema verità, alla realtà fondamentale di tutte le cose. La Buddità è il fine ultimo della pratica buddista.

C

Cattivi sentieri. I mondi di sofferenza nei quali cadono coloro che commettono azioni malvagie. Sono i mondi di inferno, degli spiriti affamati, degli animali e degli asura.

Cerimonia nell'aria. Cerimonia descritta nel Sutra del Loto. Il momento in cui, mentre tutti i presenti sono sollevati nell'aria al di sopra del mondo di saha, hanno luogo la rivelazione dell'Illuminazione originale del Budda Shakyamuni avvenuta nel remoto passato e la trasmissione dell'essenza del sutra ai Bodhisattva della Terra.

Cinque aggregati. Detti anche cinque componenti. Elementi costituenti che si uniscono temporaneamente per formare ogni singolo essere vivente. Sono forma, percezione, concezione, volizione e coscienza. Costituiscono il primo dei tre regni dell'esistenza.

Cinque elementi. I cinque costituenti di tutte le cose nell'universo: terra, acqua, fuoco, vento e spazio vuoto.

Cinque impurità. Impurità dell'epoca, del desiderio, degli esseri viventi, del pensiero e della vita stessa.

D

Dai-Gohonzon (giapp.). Grande oggetto di devozione. Il Gohonzon che il Daishonin iscrisse il 12 ottobre 1279, dedicato a tutta l'umanità.

Daimoku (giapp.). (1) Il titolo di un sutra, in particolare il titolo del Sutra del Loto della Legge meravigliosa (giapp. Myoho-renge-kyo). (2) Negli insegnamenti di Nichiren, l'invocazione di Nam-myoho-renge-kyo.

Daishonin (giapp.). Letteralmente "grande santo". Titolo onorifico attribuito a Nichiren in quanto Budda apparso nell'Ultimo giorno della Legge per salvare tutta l'umanità.

Dengyo (767-822). Noto anche come Saicho o Gran Maestro Dengyo. Nell'804 si recò in Cina per studiare la dottrina di T'ien-t'ai e l'anno successivo fece ritorno in Giappone, dove fondò la scuola Tendai. Il termine Tendai è la pronuncia giapponese del termine cinese T'ien-t'ai.

Devadatta. Cugino di Shakyamuni, prima lo seguì come discepolo, ma in seguitò divenne suo nemico tentando di ucciderlo per usurparne la posizione. Si narra che, a causa delle sue azioni, cadde nell'inferno ancora vivo. Tuttavia, nel capitolo Devadatta del Sutra del Loto, Shakyamuni predice che in futuro otterrà l'Illuminazione.

Devoto del Sutra del Loto. Colui che pratica e propaga il Sutra del Loto in esatto accordo con i suoi insegnamenti.

Dharma (sans.). Termine di fondamentale importanza nel Buddismo. Alcuni dei significati più comuni sono: (1) (spesso in maiuscolo) la Legge, o verità fondamentale; (2) l'insegnamento del Budda che rivela la Legge; (3) (spesso al plurale) manifestazioni della Legge, ovvero fenomeni, cose, fatti, esistenze e così via.

Dieci direzioni. L'intero universo, tutto lo spazio fisico; sono le otto direzioni della bussola più l'alto e il basso.

Dieci fattori. I fattori comuni a tutti i fenomeni in ognuno dei dieci mondi. Sono: aspetto, natura, entità, potere, azione, causa interna, relazione, effetto latente, retribuzione e loro coerenza dall'inizio alla fine.

Dieci mondi. Dieci regni distinti o categorie di esseri. Dal più basso al più elevato sono i regni di inferno; spiriti affamati; animalità; asura (collera); umanità; esseri celesti; ascoltatori della voce; risvegliati all'origine dipendente; bodhisattva; Buddità. I dieci mondi sono interpretati come stati vitali.

Diversi corpi, stessa mente (giapp. itai doshin). Concetto che descrive l'unità ideale.

Dodecupla catena della causalità. Detta anche dodecupla catena dell'origine dipendente. È una delle prime dottrine del Buddismo, che mostra la relazione causale tra ignoranza e sofferenza.

Due veicoli. Insegnamenti esposti per gli ascoltatori della voce e i risvegliati all'origine dipendente.

F

Figlia del re drago. La figlia di otto anni di uno degli otto grandi re draghi che vivevano in un palazzo sul fondo del mare. Nel capitolo Devadatta del Sutra del Loto la fanciulla drago ode il bodhisattva Manjushri predicare il sutra ed è colta dal desiderio di ottenere l'Illuminazione. Quando appare di fronte all'assemblea del Sutra del Loto, il bodhisattva Accumulo di Saggezza e Shariputra sostengono che le donne sono incapaci di ottenere la Buddità, ma lei offre una gemma al Budda, si trasforma in uomo e porta istantaneamente a termine la pratica del bodhisattva. Poi appare in una terra a sud e manifesta lo stato di Buddità senza cambiare la sua forma femminile di drago.

Fusione di realtà e saggezza. Fusione della realtà oggettiva, o verità, e della saggezza soggettiva per realizzare tale verità, che è la natura di Budda inerente alla vita di ciascuno. Questa fusione rappresenta il conseguimento della Buddità.

G

Gohonzon (giapp.). Grande oggetto di devozione. L'oggetto di culto nel Buddismo di Nichiren Daishonin e la materializzazione della Legge mistica che permea tutti i fenomeni. È un mandala iscritto su carta o legno.
Gosho. Nome dato ai singoli scritti di Nichiren Daishonin e alla loro intera raccolta, realizzata dal suo successore Nikko Shonin. In giapponese, go è un prefisso onorifico e sho significa scritto.

Grande concentrazione e visione profonda. Una delle tre maggiori opere di T'ien-t'ai. L'opera espone il principio dei tremila mondi in un singolo istante di vita, basato sul Sutra del Loto, e spiega il metodo di meditazione per osservare la propria mente e realizzare tale principio dentro di sé.

H

Hei no Saemon. Alto funzionario del clan Hojo, detto anche Hei no Saemon-no-jo oppure Taira no Yoritsuna. Fu al servizio di due reggenti, Hojo Tokimune e Hojo Sadatoki ed esercitò un'enorme influenza come vice capo degli affari politici e militari. Ebbe un ruolo attivo nel perseguitare Nichiren e i suoi seguaci.

Hinayana. Insegnamento che mira al raggiungimento dello stato di arhat. La denominazione Hinayana, letteralmente "piccolo veicolo", era originariamente un termine peggiorativo usato dai buddisti mahayana che consideravano i praticanti di quelle dottrine come preoccupati solo di ottenere la propria emancipazione personale e indifferenti rispetto alla salvezza degli altri. Gli insegnamenti hinayana sono rappresentati dalle dottrine delle quattro nobili verità e della dodecupla catena della causalità; considerano le illusioni e i desideri come la causa delle sofferenze e affermano che la sofferenza si elimina solo sradicando i desideri.

I

Icchantika (sans.). Persona di incorreggibile miscredenza che non aspira all'Illuminazione e, quindi, non ha alcuna possibilità di conseguire la Buddità. Molti sutra sostengono che gli icchantika sono intrinsecamente incapaci di ottenere l'Illuminazione, ma in alcuni sutra mahayana si legge che anch'essi possono diventare Budda.

Illusioni e desideri (giapp. bonno). Termine generico per indicare tutti i processi negativi della vita inclusi i desideri e le illusioni in senso generale, che sono causa di sofferenze spirituali o psicologiche e ostacolano la ricerca dell'Illuminazione.

Inferno. Il regno della massima sofferenza e il primo e il più basso dei dieci mondi. È una condizione vitale di estrema sofferenza mentale e fisica, caratterizzata da un impulso di rabbia autodistruttiva.

Insegnamenti provvisori. Secondo la classificazione di T'ien-t'ai, tutti gli insegnamenti esposti prima del Sutra del Loto durante i primi quarantadue anni dall'Illuminazione di Shakyamuni.

J - K

Jambudvipa. Uno dei quattro continenti situati nelle quattro direzioni attorno al monte Sumeru. Jambudvipa è il continente meridionale, dove i Budda appaiono. Viene spesso usato per indicare il mondo intero.

Kalpa (sans.). Un periodo di tempo molto lungo. I kalpa si dividono in due grandi categorie: di durata misurabile e non misurabile. I kalpa misurabili sono piccolo, medio e maggiore, e un kalpa piccolo equivale approssimativamente a sedici milioni di anni.

Kosen-rufu (giapp.). Ampia diffusione, o proclamare e diffondere ampiamente.

L

Legge. Nell'insegnamento di Nichiren Daishonin indica in senso specifico la Legge di Nam-myoho-renge-kyo e in senso generale gli insegnamenti del Budda.

Legge mistica. La verità fondamentale della vita e dell'universo, la Legge di Nam-myoho-renge-kyo.

M

Mahayana. Insegnamento del grande veicolo. Spiega l'ottenimento dell'Illuminazione da parte di tutti e mira alla salvezza di tutti gli esseri viventi. Spiega la pratica del bodhisattva come mezzo per ottenere l'Illuminazione per sé e per gli altri, in contrasto con il Buddismo hinayana il cui insegnamento mira solo alla salvezza personale, o conseguimento dello stato di arhat.

Mai Sprezzante. Una precedente incarnazione di Shakyamuni che appare nel capitolo Il bodhisattva Mai Sprezzante del Sutra del Loto. Mai Sprezzante esprimeva il proprio rispetto a tutte le persone per la loro innata natura di Budda e perseverava nonostante venisse per questo insultato e attaccato con bastoni e pietre. Come conseguenza purificò i sei sensi e alla fine ottenne la Buddità. Negli scritti di Nichiren Daishonin il bodhisattva Mai Sprezzante viene citato come esempio del vero spirito con cui condurre la pratica del bodhisattva.

Mandala (sans.). Oggetto di culto sul quale sono raffigurati i Budda e i bodhisattva oppure sul quale è espressa la dottrina mistica. In cinese si traduce con «perfettamente dotato» oppure «accumulo di benefici». Negli scritti di Nichiren Daishonin il Gohonzon è chiamato mandala poiché incorpora tutte le pratiche di tutti i Budda e le virtù che ne derivano.

Medio giorno della Legge. Il secondo dei tre periodi successivi alla morte del Budda nel quale l'insegnamento del Budda diventa più formale, il legame delle persone con esso si indebolisce e sono sempre meno le persone capaci di conseguire l'Illuminazione attraverso la sua pratica.

Miao-lo (711-782). Sesto patriarca della scuola T'ien-t'ai in Cina considerato come il restauratore di questa scuola. Compilò alcuni commentari sulle principali opere di T'ien-t'ai, contribuendo al risveglio dell'interesse verso gli insegnamenti della scuola.

Molti Tesori (giapp. Taho). Un Budda che appare nel Sutra del Loto seduto nella Torre preziosa durante la Cerimonia nell'aria per dar credito agli insegnamenti di Shakyamuni.

Mondo di saha. Questo mondo che è pieno di sofferenza. Nelle versioni cinesi delle scritture buddiste saha viene tradotto con "sopportazione".

Mutuo possesso dei dieci mondi. Principio secondo il quale ognuno dei dieci mondi li contiene in sé potenzialmente tutti e dieci. Questo significa che lo stato vitale di ciascun individuo può essere trasformato e tutti gli esseri dei nove mondi possiedono la potenzialità della Buddità.

Myoho-renge-kyo (giapp.). (1) La Legge mistica. (2) Il Sutra del Loto della Legge meravigliosa, traduzione del Sutra del Loto in cinese di Kumarajiva. "Myoho-renge-kyo" è la pronuncia giapponese del titolo cinese.

N

Nagarjuna. Filosofo mahayana che visse nell'India meridionale tra il 150 e il 250. Scrisse vari e importanti trattati su molti sutra e ordinò i fondamenti teorici del pensiero mahayana. È ricordato in modo particolare per la sua sistematizzazione della dottrina della non sostanzialità.

Nam-myoho-renge-kyo. Legge o verità suprema che permea tutti i fenomeni dell'universo. Anche l'invocazione, o Daimoku, del Buddismo di Nichiren Daishonin.

Nembutsu. Termine giapponese che significa in senso generale meditare sul Budda Amida o invocare il suo nome: Namu Amida Butsu. Il termine indica anche la scuola della Pura terra.

Nikko Shonin (1246-1333). Detto anche Hoki-bo. Discepolo più vicino e successore di Nichiren Daishonin. Nel 1258, all'età di tredici anni, divenne suo discepolo e lo accompagnò negli esili di Izu e Sado. A Minobu trascrisse le lezioni del Daishonin sul Sutra del Loto e le compilò con il titolo La raccolta degli insegnamenti orali. Dopo la morte del Daishonin si dedicò a raccogliere e copiare gli scritti del suo maestro, che chiamò Gosho, e fondò il tempio Taiseki-ji per custodire il Dai-Gohonzon.

Nirvana (sans.). Illuminazione, lo scopo della pratica buddista. In sanscrito significa "spento", ed è tradotto con estinzione, emancipazione, oppure non-rinascita. Era in origine considerato come lo stato in cui si estinguono tutte le illusioni e i desideri e di conseguenza anche il ciclo di nascita e morte. Nel Buddismo mahayana il nirvana significa non tanto la fuga dal mondo fenomenico quanto un risveglio alla vera natura dei fenomeni. Il termine nirvana viene usato anche per riferirsi alla morte di un Budda.

Nove coscienze. Nove livelli di discernimento. Le prime cinque corrispondono ai cinque sensi. La sesta integra le percezioni raccolte dalle prime cinque in immagini coerenti e formula giudizi sul mondo esterno. La settima corrisponde al mondo interiore e spirituale. L'ottava, la coscienza alaya, accoglie gli effetti delle azioni buone e cattive, immagazzinandoli come potenzialità karmiche o "semi". La nona coscienza, chiamata amala, libera dalle impurità del karma, è identificata come vero aspetto della vita o natura di Budda.

O

Oscurità fondamentale. Detta anche ignoranza fondamentale. L'illusione più profondamente radicata, inerente alla vita, che fa emergere tutte le altre illusioni e desideri. È l'incapacità di riconoscere la vera natura della vita propria e altrui, la natura di Budda.

Ottantaquattromila insegnamenti. Corpus degli insegnamenti del Budda Shakyamuni esposti durante la sua vita. Tale cifra non va intesa in senso letterale, bensì viene usata per indicare semplicemente un numero enorme.
Paramita (sans.). Pratiche che i bodhisattva devono osservare per ottenere l'Illuminazione. In generale, il termine paramita è tradotto con "perfezione" o "aver raggiunto la riva opposta".

P

Parole e frasi del Sutra del Loto. Una delle tre opere maggiori di T'ien-t'ai. In quest'opera T'ien-t'ai divide il Sutra del Loto in due parti, l'insegnamento transitorio e l'insegnamento originale e chiarisce alcune profonde dottrine del sutra come la sostituzione dei tre veicoli con l'unico veicolo e la rivelazione dell'Illuminazione originale del Budda.

Picco dell'Aquila (sans. Gridhrakuta). Piccola montagna sita a nord-est di Rajagriha, capitale del Magadha nell'antica India. È nota per essere stata il luogo dove Shakyamuni ha predicato il Sutra del Loto. Il Picco dell'Aquila simboleggia anche la terra del Budda o la condizione di Buddità.

Pratiche Illimitate (giapp. Muhengyo). Una delle quattro guide dei Bodhisattva della Terra.

Pratiche Pure (giapp. Jyogyo). Una delle quattro guide dei Bodhisattva della Terra.

Pratiche Salde (giapp. Anryugyo). Una delle quattro guide dei Bodhisattva della Terra.

Pratiche Superiori (giapp. Jogyo). Una delle quattro guide dei Bodhisattva della Terra, al quale, nel capitolo del Sutra del Loto Poteri sovrannaturali, Shakyamuni trasferisce l'essenza del sutra.

Prete laico (giap. nyudo). Credente che ha preso la tonsura come prete buddista ma che continua a vivere nella società come laico. Nyudo letteralmente significa "intraprendere la via", cioè "intraprendere la via del Budda".

Primo giorno della Legge. Primo dei tre periodi successivi alla morte di Shakyamuni. In questo tempo, l'insegnamento, la pratica e la prova degli insegnamenti di Shakyamuni sono tutti presenti e coloro che praticano il Buddismo conseguono l'Illuminazione.

Pura terra. Terra piena di gioia e libera dall'impurità. La terra di un Budda. Il termine è usato in contrapposizione con "terra impura", che sta a indicare il mondo di saha contaminato dalla sofferenza e dal desiderio.

Pura terra (scuola della). La scuola della Pura terra - denominata anche scuola Nembutsu - insegna come ottenere la rinascita nella Pura terra del Budda Amida tramite l'invocazione del suo nome. Il suo fondatore in Giappone è Honen.

Q

Quattro mondi nobili. I più elevati dei dieci mondi: gli ascoltatori della voce, i risvegliati all'origine dipendente, i bodhisattva e i Budda.

Quattro nobili verità. Dottrina fondamentale del Buddismo che spiega la causa della sofferenza e il modo di emanciparsi da essa. Le quattro nobili verità sono: l'esistenza è dolore; il dolore è causato dai desideri; i desideri possono essere estirpati portando alla cessazione del dolore e permettendo il conseguimento del nirvana; la via per realizzare ciò è la disciplina dell'ottuplice sentiero, che consiste in corretta visione, corretto pensiero, corretto discorso, corretta azione, corretto stile di vita, corretto sforzo, corretta consapevolezza e corretta meditazione.

Quinto periodo di cinquecento anni. Ultimo dei periodi di cinquecento anni successivi alla morte di Shakyamuni. Esso corrisponde all'inizio dell'Ultimo giorno della Legge. È un periodo di dispute e conflitti in cui gli insegnamenti di Shakyamuni sono oscurati e perduti.

R

Re demone del sesto cielo. Il re dei demoni, che dimora nel più alto dei sei cieli del mondo del desiderio. Servito da innumerevoli seguaci, si adopera per ostacolare la pratica buddista e gode nel risucchiare la forza vitale di altri esseri. È anche considerato la manifestazione dell'oscurità fondamentale inerente alla vita.

Ryokan (1217-1303) Detto anche Ninsho. Prete della scuola dei Precetti-Vera parola in Giappone. Capo dei preti del tempio Gokuraku, durante la grande siccità del 1271 fu sfidato dal Daishonin a pregare per la pioggia, ma ne uscì sconfitto. In seguito complottò per far accusare Nichiren di varie imputazioni.

S

Sei organi di senso. Detti anche sei organi sensoriali. Occhi, orecchie, naso, lingua, corpo e mente.

Sei paramita. Sei pratiche richieste ai bodhisattva per poter conseguire la Buddità: la donazione, l'osservanza dei precetti, la tolleranza, l'assiduità, la meditazione e l'ottenimento della saggezza.

Sei sentieri. Detti anche sei sentieri dell'esistenza. I regni o mondi in cui trasmigrano ripetutamente gli esseri non illuminati. Sono i primi sei dei dieci mondi.

Sette disastri. Disastri che si dice siano causati dall'offesa al corretto insegnamento. Il Sutra del Maestro della Medicina definisce i sette disastri come: pestilenze; invasione straniera; lotte intestine; cambiamenti straordinari nei cieli; eclissi lunari e solari; tempeste fuori stagione e siccità fuori stagione. I sette disastri sono spesso citati insieme alle tre calamità nell'espressione "le tre calamità e i sette disastri".

Shakra. Noto anche come Indra. Uno dei due principali dèi tutelari del Buddismo, insieme a Brahma.

Shakubuku (giapp.). Metodo di esposizione del Buddismo che consiste nel confutare gli attaccamenti di un'altra persona agli insegnamenti erronei e condurla così al corretto insegnamento. Shakubuku significa anche sconfiggere il male nella propria mente e far emergere il bene. In senso profondo, il male qui sta a significare l'oscurità fondamentale della vita o ignoranza, mentre il bene indica la natura di Budda o natura dell'Illuminazione. Questa autoriforma diventa possibile attraverso la fede nell'insegnamento corretto. Il termine shakubuku è usato in contrapposizione a shoju.

Shakyamuni. Fondatore del Buddismo. Secondo la tradizione buddista cinese e giapponese visse tra il 1029 a.C. e il 949 a.C., ma studi recenti collocano la sua nascita circa cinquecento anni più tardi. Figlio del re degli Shakya, una piccola tribù il cui regno era situato ai piedi dell'Himalaya, rinunciò al rango e partì per ricercare la soluzione alle sofferenze di nascita e morte. Si narra che vicino alla città di Gaya sedette sotto l'albero della bodhi, entrò in meditazione e ottenne l'Illuminazione. Per condurre gli altri alla stessa condizione illuminata, nei successivi cinquant'anni espose numerosi insegnamenti che più tardi furono compilati in forma di sutra buddisti.

Shariputra. Uno dei dieci principali discepoli del Budda, noto per la sua eccellenza nella saggezza.

Shoju (giapp.). Metodo di esposizione del Buddismo in cui si conducono gradualmente le persone all'insegnamento corretto secondo le loro capacità. Il termine è usato in contrapposizione a shakubuku.

Shramana (sans.). Cercatore della via.

Significato profondo del Sutra del Loto, (Il). Una delle tre principali opere di T'ien-t'ai che fornisce una spiegazione dettagliata del significato del titolo del
Sutra del Loto.

Spiriti affamati. Gli spiriti dei defunti che, come descritti nelle scritture buddiste, soffrono la fame come retribuzione karmica per l'avidità e l'egoismo che hanno dimostrato in vita. Il regno degli spiriti affamati è uno dei cattivi sentieri, ed è considerato come uno stato in cui si è tormentati fisicamente e spiritualmente da una brama incessante.

Sumeru, monte. Nell'antica cosmologia indiana è la montagna che si trova al centro del mondo. Si diceva che raggiungesse un'altezza di 84.000 yojana (1 yojana equivale approssimativamente a 7 chilometri). Nel mare più esterno che circonda il monte
Sumeru sono situati i quattro continenti e quello meridionale è Jambudvipa.

Sutra del Loto. Sutra mahayana che rivela il vero aspetto di tutti i fenomeni e la vera identità di Shakyamuni come Budda che raggiunse l'Illuminazione in un remotissimo passato. È una delle più popolari scritture buddiste, nella quale si afferma che tutte le persone possono raggiungere la Buddità. Il titolo originale sanscrito è Saddharma-pundarika-sutra. La traduzione cinese di Kumarajiva, che è largamente apprezzata, è intitolata Myoho-renge-kyo, il Sutra del Loto della Legge meravigliosa. Nichiren Daishonin spesso usa il termine Sutra del Loto nei suoi scritti per indicare Nam-myoho-renge-kyo, la Legge che egli definì come essenza del
Sutra del Loto.

Sutra del Nirvana. Raccolta degli insegnamenti esposti da Shakyamuni poco prima della sua morte. Nel testo si insegna che tutti gli esseri viventi possiedono la natura di Budda e che persino gli icchantika, o persone di incorreggibile miscredenza, possono conseguire la Buddità.

T

T'ien-t'ai (538-597). Noto anche come Chih-i. Fondatore della scuola T'ien-t'ai in Cina. Dopo aver studiato sotto la guida di Nan-yüeh sul monte Ta-su, divenne famoso per le sue profonde lezioni sul Sutra del Loto. Classificò tutti i sutra di Shakyamuni nei "cinque periodi e otto insegnamenti" per dimostrare la superiorità del Sutra del Loto. In Grande concentrazione e visione profonda espose il principio dei tremila regni in un singolo istante di vita e la pratica della meditazione per comprenderlo.

Tathagata (sans.). Uno dei dieci titoli onorifici di un Budda, che significa "colui che è giunto dal regno della realtà assoluta". Questo titolo significa che un Budda esprime la verità fondamentale di tutti i fenomeni e che ha compreso la legge di causalità.

Tendai, (scuola). Scuola fondata da Dengyo in Giappone nell'806. Il suo tempio principale è l'Enryaku-ji, sul monte Hiei.

Terra del Budda. La terra dove dimora un Budda. Indica anche la condizione di Illuminazione o assoluta felicità goduta da un Budda e non indica quindi necessariamente un paradiso o una pura terra al di fuori del mondo reale.

Torre preziosa. Una torre adorna di tesori che appare spesso nelle scritture buddiste. Negli scritti di Nichiren Daishonin la torre preziosa indica primariamente la torre del Budda Molti Tesori che appare nel capitolo Apparizione della Torre preziosa del Sutra del Loto.

Trattato sulla grande perfezione della saggezza. Voluminoso commentario al Sutra della Grande perfezione della saggezza tradizionalmente attribuito a Nagarjuna. Quest'opera spiega i concetti di saggezza, di non sostanzialità o vacuità, l'ideale del bodhisattva e le sei paramita. Contiene anche concetti derivanti dal Sutra del Loto e da altri sutra mahayana ed è considerata una delle più importanti opere generali del pensiero mahayana.

Tre calamità. Guerra, epidemie e carestia, spesso citate insieme ai sette disastri.

Tre corpi. Tre tipi di corpo posseduti da un Budda. Sono: il corpo del Dharma, che indica la verità fondamentale, o Legge, cui un Budda si è risvegliato; il corpo di retribuzione o ricompensa, che indica la saggezza; il corpo manifesto, ovvero le azioni compassionevoli di un Budda per salvare le persone e la forma fisica che egli assume a tale scopo.

Tre esistenze. Passato, presente e futuro. I tre aspetti dell'eternità della vita, legati dalla legge di causa ed effetto.

Tre grandi Leggi segrete. Princìpi fondamentali del Buddismo di Nichiren Daishonin: l'oggetto di culto; l'invocazione o Daimoku di Nam-myoho-renge-kyo; il santuario ovvero il luogo in cui si recita il Daimoku davanti all'oggetto di culto.

Tre ostacoli e quattro demoni. Vari ostacoli e impedimenti alla pratica buddista. I
tre ostacoli sono: l'ostacolo delle illusioni e dei desideri; l'ostacolo del karma, che può riferirsi anche alle opposizioni da parte del proprio coniuge o dei figli; l'ostacolo della retribuzione, che si riferisce anche agli ostacoli causati da parte dei propri superiori come i governanti o i genitori. I quattro demoni sono: il "demone" o impedimento dovuto ai cinque aggregati; il "demone" o impedimento dovuto alle illusioni e ai desideri; il "demone" o impedimento della morte, perché la propria morte prematura impedisce la pratica del Buddismo, oppure la morte prematura di un altro praticante provoca dubbi; l'impedimento del re demone del sesto cielo.

Tre potenti nemici. Tre tipi di persone che perseguitano coloro che propagano il Sutra del Loto dopo la morte del Budda Shakyamuni, descritti nel capitolo Esortazione alla devozione del Sutra del Loto. Essi sono: persone laiche ignoranti del Buddismo che parlano male dei devoti del Sutra del Loto e li attaccano con spade e bastoni; preti arroganti e astuti che calunniano i devoti; preti rispettati dall'opinione pubblica che, temendo di perdere fama o profitto, inducono le autorità secolari a perseguitare i devoti del Sutra del Loto.

Tre regni dell'esistenza. Una componente del principio dei tremila regni in un singolo istante di vita. Sono: il regno dei cinque aggregati; il regno degli esseri viventi; il regno dell'ambiente.

Tre sentieri. Le illusioni e i desideri, il karma e la sofferenza. Sono chiamati "sentieri" perché ognuno di essi conduce agli altri. Le illusioni includono l'avidità, la collera, la stupidità, l'arroganza e il dubbio, che danno origine ad azioni che creano cattivo karma. L'effetto di questo karma negativo poi si manifesta come sofferenza. La sofferenza aggrava le illusioni e i desideri, portando a ulteriori azioni sconsiderate che a loro volta provocano nuovamente cattivo karma e sofferenza.

Tre tesori. Tre elementi fondamentali del Buddismo: il Budda, la Legge (l'insegnamento del Budda) e l'ordine o sangha (la comunità dei credenti).

Tre veicoli. Insegnamenti esposti per gli ascoltatori della voce, per i risvegliati all'origine dipendente e per i bodhisattva. "Veicolo" significa un insegnamento che conduce qualcuno a un certo stato. Il termine "tre veicoli" è usato in contrasto con "l'unico veicolo", ovvero il veicolo che conduce tutte le persone alla Buddità. Nel Sutra del Loto, i tre veicoli sono compresi e unificati nell'unico veicolo.

Tre veleni. Avidità, collera e stupidità. I mali fondamentali inerenti alla vita, che danno origine alla sofferenza delle persone.

Tre verità. Le verità della non sostanzialità, dell'esistenza temporanea e della Via di mezzo, tre aspetti della verità spiegati da T'ien-t'ai. La verità della non sostanzialità significa che tutti i fenomeni non hanno sostanza. La verità dell'esistenza temporanea significa che tutti i fenomeni possiedono una realtà temporanea che è in costante cambiamento. La verità della Via di mezzo significa che la vera natura dei fenomeni è che essi non sono né non sostanziali né temporanei, anche se apparentemente mostrano le qualità di entrambi.

Tre virtù. (1) Le virtù del sovrano, del maestro e del genitore possedute da un Budda. La virtù del sovrano è il potere di proteggere tutti gli esseri viventi, la virtù del maestro è la saggezza di istruirli e condurli all'Illuminazione, mentre la virtù del genitore è la compassione di nutrirli e sostenerli. (2) Le tre virtù del corpo del Dharma, della saggezza e dell'emancipazione, possedute da un Budda. Il corpo del Dharma indica la verità che un Budda ha compreso; la saggezza è la capacità di comprendere questa verità; l'emancipazione è lo stato di libertà dalle sofferenze di nascita e morte.

Tremila regni in un singolo istante di vita (giapp. ichinen sanzen). Sistema filosofico elaborato da T'ien-t'ai, secondo il quale in un singolo istante di vita sono contenuti tutti i fenomeni e un singolo istante di vita li permea tutti.
"Tremila regni" indica i vari aspetti e fasi che la vita assume in ogni istante. La vita in qualsiasi momento manifesta uno dei dieci mondi, ognuno dei quali li possiede in sé potenzialmente tutti e dieci. Ognuno di questi cento mondi è dotato dei dieci fattori e opera all'interno dei tre regni dell'esistenza, creando così tremila regni.

Triplice mondo. Mondo degli esseri non illuminati che trasmigrano nei sei sentieri dell'esistenza. Esso è costituito da: il mondo del desiderio, governato da vari desideri; il mondo della forma, i cui abitanti sono liberi dai desideri e dai bisogni ma sono soggetti ad alcune restrizioni materiali; il mondo della non forma, dove gli esseri sono liberi sia dai desideri sia dalle restrizioni materiali.

U

Ultimo giorno della Legge. Ultimo dei tre periodi successivi alla morte del Budda, in cui si riteneva che vi sarebbe stata confusione fra gli insegnamenti buddisti, che avrebbero perso la capacità di condurre le persone all'Illuminazione. In Giappone si credeva che l'Ultimo giorno fosse iniziato nel 1052 e che sarebbe durato diecimila anni e più.

Ultimo periodo di cinquecento anni. Il quinto periodo di cinquecento anni, cioè i primi cinquecento anni dell'Ultimo giorno della Legge.

Unico veicolo. Insegnamento che conduce tutte le persone alla Buddità.

V

Vero aspetto di tutti i fenomeni. La verità o realtà ultima che permea tutti i fenomeni e che non è in alcun modo separata da essi.

Via di mezzo. La via che trascende i poli estremi. Il termine Via di mezzo indica anche la vera natura di tutte le cose che non può essere definita tramite le categorie assolute di esistenza e non esistenza.

Vimalakirti. Mercante della città di Vaishali che appare nel Sutra di Vimalakirti. Rappresenta l'ideale del credente laico del Buddismo mahayana.

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Buddismo
Insieme all'Islam, al Cristianesimo e all'Induismo, è una delle grandi religioni mondiali. Nato in India con Shakyamuni, si è in seguito sviluppato con le tre principali correnti (Mahayana, Hinayana e Vajrayana) in Cina, Tibet, Sud-est asiatico e Giappone. Più recentemente si è affermato anche nei Paesi occidentali.
L'insegnamento di Nichiren Daishonin fa parte della corrente mahayana e più precisanmente individua nel titolo del Sutra del loto l'essenza dell'insegnamento del Budda.
Non è una divinità nè un qualcosa da adorare, ma l'essere umano che percepisce la "vera entità di tutti i fenomeni" e conduce le persone a raggiungere la sua staessa illuminazione. Questo appellativo i fenomeni della vita.

Buddità
E' una condizione vitale potenzialmente presente in tutti gli esseri viventi. Nella filosofia buddista è considerata la più alta che si possa raggiungere.

Siddaharta
Conosciuto anche come Shakyamuni - fondatore del Buddismo - visse in India intorno al quinto-sesto a.C. Benchè di nobili natali e di famiglia ricca, fin da giovane si preoccupò delle sofferenze che affliggono gli esseri umani (riconducendole alle quattro fondamentali sofferenze di nascita, vecchiaia, malattia e morte) e si dedicò alla ricerca di una via per sconfiggerle. A questo scopo abbandonò gli agi della vita di palazzo e praticò per molti anni le austerità e le privazioni viaggiando e predicando. Gli ultimi anni della sua vita furono dedicati alla predicazione del sutra del Loto, l'insegnamento definitivo che contiene i cardini della sua dottrina.

Sutra del loto
E' l'insegnamento che Shakyamuni predicò durante gli ultimi otto anni della sua vita ed è considerato (all'interno della corrente Mahayana) la più elevata delle scritture buddiste. tra le altre cose, rivela per la prima volta che tutte le persone possono manifestare la loro inerente Buddità risvegliandosi alla realtà fondamentale della vita.

Karma
E' una parola sanscrita che indica l'energia potenziale che risiede nella realtà interiore della vita e si manifesta con diversi risultati nel futuro. La parola originariamente indicava semplicemente "azione", ma nel Buddismo venne utilizzata per significare sia un'azione mentale, cioè il pensiero, sia un'azione verbale, cioè la parola, sia l'azione fisica vera e propria. Ogni azione, sia essa buona o malvagia, in ciascuno dei tre livelli, imprime un'influenza latente nella vita individuale. Il karma, quando viene attivato da uno stimolo esterno, produce un effetto corrispondente. Il karma, dunque, è quella forza potenziale che creiamo continuamente e che influenza la nostra vita attuale e futura.

Gohonzon
Honzon, in giapponese, significa "oggetto cui si deve il rispetto più profondo". Go è un prefisso onorifico. Nichiren Daishonin materializzò la sua vita illuminata nella forma di un "mandala", il Gohonzon, davanti al quale, recitando Nam-myoho-renge-kyo, ogni essere umano può risvegliare la proria natuta illuminata.

Daimoku
Letteralmente significa "titolo" e si riferisce in particolare al titolo del Sutra del Loto, Myoho-renge-kyo. Nel Buddismo di Nichiren Daishonin indica l'invocazione di Nam-myoho-renge-kyo, la fondamentale Legge della vita e dell'universo che permea tutti i fenomeni, proclamata da Nichiren Daishonin il 28 aprile 1253.

Gongyo
Letteralmente "gon" significa "praticare con costanza" e "gyo" "continuare con disciplina". L'espressione si potrebbe quindi tradurre con "pratica assidua". Questa è composta dalla recitazione del Daimoku, che è la pratica fondamentale del Buddsiomo di Nichiren Daishonin, e dalla lettura dei capitoli Hoben e Juryo del Surra del Loto, la pratica di supporto che aiuta a manifestare e a stabilizzare i benefici del Daimoku. Gongyo si recita due volte al giorno, al mattino e alla sera.

Kosen-rufu
Letteralmete significa "dichiarare e diffondere estesamente (il Buddismo)". Questo termine appare nel ventitreesimo capitolo del Sutra del Loto e indica la propagazione del vero Buddismo, gli insegnamenti di Nichiren Daishonin, a livello mondiale. Implica anche, come risultato concreto di questa diffusione, lo stabilirsi di una duratutra pace sociale.

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Abbreviazioni: sans. = sanscrito; giapp. = giapponese

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