venerdì 31 ottobre 2014

Frase dal Gosho - 31 ottobre 2014

"Benché in questa esistenza il prete laico non abbia dimostrato una forte fede nel Sutra del Loto, ora che il karma del passato gli ha causato questa lunga malattia, sta ricercando la via giorno e notte. Le colpe minori commesse in questa esistenza sono già sicuramente scomparse; anche il grave male dell'offesa alla Legge scomparirà poiché si è convertito al Sutra del Loto. Se dovesse salire adesso al Picco dell'Aquila, si sentirebbe felice come se fosse sorto il sole illuminando le diecidirezioni e si chiederebbe come una morte prematura possa essere così gioiosa."

Dal Gosho "La buona medicina per tutti i mali" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 834)

giovedì 30 ottobre 2014

Accendi la lampada


Nichiren Daishonin nel Gosho Il raggiungimento della Buddità in questa esistenza afferma: "Invocare il nome del Budda, recitare il sutra o semplicemente offrire fiori e incenso, sono tutte azioni virtuose che apportano benefici alla tua vita: Pratica con questa convinzione" (SND, vol.4, pag.5). Pregare per la realizzazione di kosen-rufu, e agire per esso sono le nobili pratiche buddiste. Le attività nella Soka Gakkai dedicate alla Legge, alle persone e alla società diverranno benefici che torneranno a noi, alle nostre famiglie e parenti. Questa è la solenne legge di causa ed effetto della vita. Il Daishonin stesso lo spiega a parole semplici: "Se accendi la lampada per illuminare la strada a un'altra persona, illuminerai anche la strada davanti a te" (GZ, pag. 1598). Inoltre anche se si è cagionevoli di salute ma si ha un forte ichinen di agire per kosen-rufu, e di lottare insieme ai compagni di fede, emergerà dalla nostra vita una forza vitale infinita. Non c'è alcun dubbio che sia la nostra condizione vitale che il fisico avanzeranno verso la buona salute. Voi tutti vi state inpegnando al massimo per kosen-rufu. Anche se gli altri non lo vedono, sicuramente al Budda e ai bodhisattva delle dieci direzioni non è sfuggito. Anche se gli altri non lo sanno, le infinite divinità protettrici senza alcun dubbio vi staranno lodando e proteggendo. "Il beneficio è in me" decidere con questo spirito e adempiere alla propria missione, questo è Buddismo.

Nichiren Daishonin scrive: "Il Buddismo può essere correttamente propagato soltanto da uma persona di suprema saggezza" SND, vol. 4, pag. 159). Se non si è una persona di suprema saggezza non è possibile propagare la corretta legge e il movimento di kosen-rufu. voi tutti siete coloro che, ereditando lo spirito di Nichiren Daishonin, state realizzando kosen-rufu come persone di suprema saggezza.

Estratto da Seikyo shimbun del 9 settembre 2003 (foto di Silvano Bottaro)

Frase dal Gosho - 30 ottobre 2014

"È impossibile sondare il proprio karma. Una bella spada si ottiene battendo il ferro incandescente. I santi e i saggi sono messi alla prova dagli insulti. Il mio attuale esilio non è dovuto ad alcun crimine mondano; è per permettermi di espiare in questa esistenza le mie gravi offese passate ed essere libero dai tre cattivi sentieri nell'esistenza futura."

Dal Gosho "Lettera da Sado" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 269)

mercoledì 29 ottobre 2014

Angi ha detto...

dossier le storia del budda

Cercavo su internet il libro "giorno per giorno" di Daisaku Ikeda per fare un regalo ad un amico che pratica questo tipo di buddismo da diversi anni e mi sono ritrovata qui. Io non sono buddista, ma ormai ogni giorno vengo a leggere i post quotidiani e peccato non aver scoperto questo sito prima! Mi sta aprendo un nuovo mondo cioè me stessa! Ecco, questo è il mio saluto... Ciao e grazie!

(commento del 20 dicembre 2012)

Frase dal Gosho - 29 ottobre 2014

"È stata una gioia per me sapere che la tua consueta prudenza e il tuo coraggio, così come la tua salda fede nel Sutra del Loto, ti hanno permesso di uscirne illeso. Quando una persona ha esaurito la propria fortuna, qualsiasi strategia sarà inutile. Quando avrà esaurito le proprie ricompense karmiche, neanche i suoi uomini la seguiranno più. Tu sei sopravvissuto perché possiedi ancora sia fortuna che ricompense. Inoltre, nel capitolo "Affidamento" gli dèi celesti e le divinità benevolenti promisero di proteggere i devoti del Sutra del Loto."

Dal Gosho "La strategia del Sutra del Loto" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 888)

martedì 28 ottobre 2014

La lunga lotta per una vita


Non riusciva nemmeno a pensare a se stessa, con tutti i suoi problemi e le sue malattie. Fin quando non ha sentito il desiderio di aiutare gli altri. E allora tutto è diventato più chiaro, tutto più facile da realizzare: anche il sogno impossibile di appendere un fiocco rosa alla porta.

Un’amica mi parlò del Buddismo in un periodo in cui la mia sofferenza era molto profonda. Era la primavera del 1999 e mi stavo separando. L’idea di affrontare la vita da sola mi spaventava. E poi non riuscivo a capire dove mai avessi sbagliato. Dopo una settimana di incertezza, decisi di provare a praticare con l’obiettivo di recitare un milione di Daimoku per ritrovare la serenità interiore, ricostruire una famiglia e una casa. A luglio conobbi Marco, un incontro strano, che mi lasciò per un po’ confusa. A settembre, tuttavia, decidemmo di andare a vivere insieme e di comprare una casa, nella quale poco dopo ci trasferimmo.

Frase dal Gosho - 28 ottobre 2014

"Le radici della fortuna non dipendono dal fatto che le offerte siano grandi o piccole. I meriti acquisiti differiranno in vari modi a seconda del paese, della persona e del tempo. Per esempio, se qualcuno essicca del letame, lo sbriciola, lo setaccia e lo modella a forma di albero di sandalo, di donna, di dea celeste o di Budda, quando lo brucerà non emanerà altra fragranza che la puzza del letame. Allo stesso modo, se una persona uccide o ruba per impadronirsi delle primizie del raccolto altrui e le offre per acquisire merito e fortuna, vedrà quell'offerta trasformarsi in una cattiva azione."

Dal Gosho: "Le radici della fortuna" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 978)

lunedì 27 ottobre 2014

Il Sutra del Loto #195

Il meraviglioso lavoro della mente

Il brano che va da “costantemente popolata di dèi e di uomini” a “cosparge il Budda e la gente” è come un poema che serve a rincuorarci quando recitiamo il capitolo Juryo mattina e sera. È una parata di immagini reali e abbaglianti, di forme, colori e suoni che gareggiano fra loro in bellezza. Il mondo del Budda del Sutra del Loto è gioioso, vivo e splendente. Tenendo una lezione su questo brano, Toda aveva uno sguardo di vera esultanza. Sembrava abbracciare ogni persona con la sua voce calda e compassionevole.
Erano gli anni Cinquanta. Tutti erano poveri e pieni di difficoltà; “Si consuma in un grande fuoco” era davvero la descrizione più calzante della loro vita.
Pertanto, sebbene mattina e sera leggessero “Le sale, i palazzi nei suoi giardini e nei boschi, sono adornati di gemme di varia natura”, a loro sembrava solo una bella fiaba.
Ma il presidente Toda spiegò: «Non dobbiamo pensare che questo brano non abbia niente a che fare con noi. Anche poveri, possiamo ugualmente condurre una splendida vita quotidiana, in cui “le sale, i palazzi nei suoi giardini e nei boschi, sono adornati di gemme di varia natura”.
«Intendo dire che se piantate dei germogli in una cassetta da frutta, e annaffiandoli provate gioia, non è forse come avere uno splendido giardino? Le nostre case, anche se piccole, sono come sale e palazzi, e mantenendo questo atteggiamento le possiamo adornare con ogni tipo di gioielli. «Quando un bambino porta a casa una bella pagella, se i genitori, contenti, la incorniciano, stanno adornando il loro palazzo con una gemma del loro figlio. I tesori con cui noi adorniamo i nostri palazzi sono quelli del cuore».
Nel sentirlo commentare il brano in modo così vigoroso, ognuno di noi sentì il cuore aprirsi e risplendere, e commentò: «Anche se sono povero, nella mia casa felice non manca niente».
Un semplice fiore in una stanza desolata può trasformarne l’atmosfera. L’importante è possedere lo spirito e la determinazione di cambiare e migliorare quello che ci circonda. Anche solo un po’.
Inoltre, è assolutamente impossibile che una persona con una fede sincera non riesca a diventare ricca e felice, o che il suo ambiente non si rivitalizzi. Questo è il principio universale del Buddismo. Grazie alla natura mistica della vita, il vostro cuore può cambiare tutto. È la pura verità. Il filosofo svizzero Carl Hilty (1833- 1909) incluse nel suo libro di detti Bausteine: «Anziché irritarci perché la rosa ha le spine, dovremmo rallegrarci del fatto che una pianta così spinosa possa far sbocciare fiori». Le cose cambiano talmente a seconda delle proprie percezioni, che anche la situazione più sgradevole può diventare fantastica.
Il Daishonin parla “del meraviglioso lavoro della mente” (Gosho Zenshu, pag. 717). Nella mente di una persona che crede nel Gohonzon esistono un potere e una attività meravigliosi. Una volta attivata l’energia fondamentale della mente, i meccanismi dei tremila fenomeni si mettono immediatamente in moto. Tutto cambia, e possiamo usare ogni situazione per creare speranza e beneficio. “Adornata da vari tipi di gioielli” si può anche riferire alla cura che dedichiamo ai nostri Centri culturali. I membri delle varie associazioni nel mondo adornano i centri con bellissimi fiori e alberi possenti. La loro sincerità è di per sé “il gioiello supremo”. Inoltre, i nostri compagni Bodhisattva della Terra dalla mente pura, si riuniscono con gioia in questi “palazzi della Legge”, ricercando insieme un corretto modo di vivere. Questi sono i giardini colmi di gioia per l’assemblea di “dèi e uomini” descritti nel sutra. La SGI è un’assemblea di persone brillanti e con un alto stato vitale. “Costantemente popolata di dèi e di uomini” rende molto bene l’immagine di questa associazione.
L’intento della SGI è di trasformare le case e le comunità, il mondo e questo prezioso pianeta Terra in un “paradiso adornato da vari tipi di gioielli”.
Quando siamo nel profondo stato vitale del Budda, noi, il nostro ambient e la nostra terra, brilliamo tutti di speranza e di felicità. Questo è il potere di Nam-myoho-renge-kyo dell’ichinen sanzen pratico, il principio dinamico del cambiamento. Basandoci su questo grande insegnamento, stiamo lottando in mezzo alla società per trasformare il mondo in un paradiso di felicità. Questo è il movimento di kosen-rufu. (foto di Silvano Bottaro)

Frase dal Gosho - 27 ottobre 2014

"Un albero che è stato trapiantato non crollerà, anche in presenza di forti venti, se vi è un solido palo che lo sostiene. Ma anche un albero cresciuto nella sua sede naturale può crollare se le sue radici sono deboli. Anche una persona debole non cadrà se coloro che la sostengono sono forti, ma una persona di notevole forza, se si trova sola, potrebbe cadere lungo un sentiero accidentato."

Dal Gosho "I tre maestri del Tripitaka pregano per la pioggia" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 531)

domenica 26 ottobre 2014

Frase dal Gosho - 26 ottobre 2014

"«I sapienti sanno percepire l'origine delle cose, come i serpenti conoscono la via dei serpenti». Se il cielo è sereno, la terra è illuminata. Similmente, se si conosce il Sutra del Loto si può comprendere il significato degli affari di questo mondo."

Dal Gosho "L'oggetto di culto per l'osservazione della mente" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 336)

sabato 25 ottobre 2014

Frase dal Gosho - 25 ottobre 2014

"La vita in ogni singolo istante permea l'intero regno dei fenomeni e si manifesta in ognuno di essi. [...] Tuttavia, se reciti e credi in Myoho-rengekyo, ma pensi che la Legge sia al di fuori di te, stai abbracciando non la Legge mistica, ma un insegnamento inferiore."

Dal Gosho "Il conseguimento della Buddità in questa esistenza" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 3)

venerdì 24 ottobre 2014

Frase dal Gosho - 24 ottobre 2014

"L'uovo di un uccello all'inizio contiene solo acqua, ma da questa acqua, senza l'intervento di nessuno, si sviluppano un becco, due occhi e tutto il resto e infine un uccello che vola nel cielo. Anche noi, benché abbiamo un corpo vile chiuso nel guscio dell'ignoranza, covati dalla recitazione di Nam-myoho-renge-kyo, sviluppiamo il becco delle trentadue caratteristiche maggiori del Budda e le piume degli ottanta segni minori e possiamo volare nel cielo del vero aspetto di tutti i fenomeni e della realtà di tutte le cose."

Dal Gosho "Lettera a Niiike" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 914)

giovedì 23 ottobre 2014

Il risveglio ritrovato

Raggiungere la Buddità in questa esistenza sarebbe dunque impossibile. Quindi, quando invochi la Legge mistica e reciti il Sutra del Loto devi raccogliere la profonda fede che Nam-myohorenge-kyo è la tua vita stessa (…) Una volta compreso che la tua vita stessa è la Legge mistica, comprenderai che lo è anche la vita di tutti gli altri.

Dal Gosho Il raggiungimento della Buddità

Come si fa a scoprire che Nam-myoho-renge-kyo è la mia vita? Come si fa a sentire il Budda dentro di noi? Io, queste domande me le sono fatte per circa nove anni. Troppo? Fin dagli inizi della mia pratica, ho avvertito uno strano “feeling” con questo Gosho. Parlo di feeling, non di una scelta razionale. Lo leggevo, lo rileggevo e più mi affascinava più lo percepivo incomprensibile, anzi impraticabile.
Sempre più impantanata nelle mie illusioni, paure e sfiducie, il Gohonzon era sì il mio principale punto di riferimento ma per “redimermi”, per “espiare”. Un po’ austero come atteggiamento. E i benefici? Di visibili alcuni e marginali; il grosso della vita, quello ancora non cambiava. Ma la ricerca, a volte senza sapere in realtà come dovrebbe essere, lo cercavo in certi momenti disperatamente sforzandomi di credere che fra tutti i miei errori e l’immagine così negativa che avevo di me stessa, vi fosse un angolo remoto e pulito ove albergava il “mio” Budda. Prima o poi io l’avrei incontrato.
Non avrei mai pensato che si sarebbe manifestato così. Successe un giorno, dopo una delle tante umiliazioni che subivo sul lavoro. Qualcosa in me si ribellò. Mi “costrinse” a difendermi. Parole di ribellione mi uscivano di bocca con veemenza, mentre nel mio cuore sentivo una inconsueta compassione e tanto rispetto per la mia persona che, da tanto tempo, non solo offendeva la mia dignità, ma anche quella di tutti. Stava offendendo la Legge mistica! E tornando a casa, recitando, sentivo e decidevo, imperativamente, di non permettere a nessuno di calpestare la vita, la mia vita, la sua… Che fosse questo quel mistico kyo che cita Nichiren Daishonin per spiegare che se si comprende la Legge nella nostra vita, poi si comprende anche quella presente negli altri?
Io, quel giorno, ho percepito che al di là di tutto il mio “male”, quella “presenza” nuova, dall’angolo remoto, era diventata me. Era uno “strano” qualcuno che mi voleva bene facendomi credere (e convincere) che la mia vita poteva “essere”. Essere “buona”, potente e decisiva. Anche per amore degli altri. Francamente, non so perché si sia risvegliato (il Budda) in quel modo così inequivocabile, e non prima. Che sia perché ogni tanto si smette di dubitare?
Ora sto imparando a conviverci bene e quando lo “invoco” sento di poterci contare, e di fidarmi se ancora i fantasmi si affacciano nel tentativo di spaventarmi. Difficile abbandonarlo adesso, impossibile. Non mi resta che ringraziarlo, scusarmi per averlo trascurato, ascoltarlo e proteggerlo in ogni istante. Per sempre.

Patrizia Cevoli (foto di Silvano Bottaro)

Frase dal Gosho - 23 ottobre 2014

"Chi eccelle in questo mondo suscita la gelosia e l'invidia di tutti, persino di coloro che sono ritenuti santi o saggi. [...] Tuttavia, dopo averti più volte privato del tuo feudo, mi dici che ora ti ha di nuovo assegnato delle terre.
È straordinario! Questo precisamente vuol dire «virtù invisibili portano ricompense visibili». Ciò deve essere accaduto a causa della tua profonda sincerità nel cercare di condurre il tuo signore alla fede nel Sutra del Loto."

Dal Gosho "Più lontana la sorgente, più lungo il corso del fiume" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 835)

mercoledì 22 ottobre 2014

Fabrizio Arcese ha detto...

dossier le storia del budda

Un saluto, mentre passo di qui... non per caso :-)

(commento del 18 dicembre 2012)

Frase dal Gosho - 22 ottobre 2014

"Dapprima solo Nichiren recitò Nam-myoho-renge-kyo, ma poi due, tre, cento lo seguirono, recitando e insegnando agli altri. La propagazione si svilupperà così anche in futuro. Non vuol dire ciò "emergere dalla terra"?"

Dal Gosho "Il vero aspetto di tutti i fenomeni" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 341)

martedì 21 ottobre 2014

Il giudizio che separa


La mia storia personale purtroppo mi aveva fatto condurre una vita sempre al di sotto delle mie capacità e aspettative; non avevo mai potuto coltivare sufficiente autostima e perseguire veramente la felicità. Non potevo quindi vincere subito. Prima dovevo guarire.

Dopo circa un anno che avevo ricevuto il Gohonzon, riuscii ad avere il coraggio di chiedere la separazione da mio marito, con il quale ero stata insieme in tutto circa quattordici anni. Il matrimonio era finito da un pezzo e, nonostante avessi fatto tutti i tentativi per tenerlo in piedi compreso l'aver iniziato a praticare questo Buddismo (è stato il motivo scatenante), mi trovai a dover prendere una tra le decisioni più sofferte della mia vita. Sapevo che lui non voleva e che mi avrebbe dato battaglia, ma non mi sarei aspettata quello che poi è successo. Al momento dell'udienza venni a conoscenza della sua istanza, nella quale mi addebitava interamente la colpa della fine del matrimonio elencando una lunga serie di accuse assolutamente infondate e travisando la realtà dei fatti.

Frase dal Gosho - 21 ottobre 2014

Porta avanti la tua fede nel Sutra del Loto. Se ti fermi a metà strada non potrai mai far scaturire il fuoco dalla pietra focaia. Fai sgorgare il potere della fede così che tutti gli abitanti di Kamakura, umili e potenti, e tutta la gente del Giappone, parlino di te come di «Shijo Kingo, Shijo Kingo della scuola del Loto».
Una cattiva fama si diffonderà in lungo e in largo, ma una buona reputazione andrà anche più lontano, specialmente se è una reputazione di devozione al Sutra del Loto."

Dal Gosho "Le illusioni e i desideri sono illuminazione" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 283)

lunedì 20 ottobre 2014

Il Sutra del Loto #194

Il mondo visto dal Budda

Qual è lo scopo della vita? La felicità. E così pure quello di una religione. Cos’è allora questa felicità? Che cosa significa vita felice? Se significasse solo piacere effimero, allora ne sarebbe pieno il mondo, e dedicarsi al divertimento sarebbe la cosa giusta da fare. Ma, considerata dal punto di vista della vita eterna presente, passata e futura, una tale felicità è solo illusione e alla lunga si rivelerà inconsistente.
Il Buddismo ci insegna a realizzare una felicità indistruttibile o, come affermava Toda, “uno stato vitale di felicità assoluta”.
Il brano che studiamo oggi ci chiarirà il significato di questo punto.
“Per innumerevoli cicli di eoni sono sempre rimasto sul Picco dell’Aquila e ho vissuto in varie altre terre”, significa letteralmente che il Budda ha dimorato sul Picco dell’Aquila per un periodo estremamente lungo e che è anche apparso in altri mondi delle dieci direzioni.
Dal punto di vista del Buddismo del Daishonin, invece, indica che il Gohonzon esiste dentro di noi da sempre, che il Gohonzon è sempre “con noi”, “al nostro fianco” e non ci abbandona neanche un istante. Imprimiamo queste parole nel cuore.
La frase successiva descrive due mondi totalmente diversi.
“Quando gli uomini assistono alla fine di un eone e tutto si consuma in un grande fuoco” mostra un mondo di sofferenze che si riflette nella vita delle persone, una condizione infernale di paura e dolore; ma dal verso “Questa, la mia terra, rimane salva e illesa”, la scena cambia completamente. Qui regnano pace, tranquillità e armonia; allegria, musica e cultura vi abbondano. È così che il Budda percepisce il mondo dall’alto del suo stato vitale.
Questi due mondi in realtà sono uno solo, che i comuni mortali e il Budda vedono e sperimentano in modi completamente diversi. Nichiren Daishonin dice che l’incendio cui le persone assistono è il “grande fuoco” dei desideri terreni. (Gosho Zenshu, pag. 757).
Non è il mondo a essere consumato dalle fiamme, ma le loro vite, cosa che le spaventa a morte. Il Budda però le incoraggia, dicendo: «Cosa avete da temere? La verità non è solo quello che vedete!» e anche «La terra dove io dimoro è eternamente tranquilla». Con queste poche parole egli scaccia le loro illusioni, aprendo la loro vita oscurata.
Sono parole di grande compassione, che esprimono il desiderio del Budda di elevare tutto il genere umano al grande stato vitale della Buddità. Gli insegnamenti precedenti spiegavano che il Budda e gli esseri umani vivono in “mondi diversi”, che le persone devono passare da questo mondo, il mondo di saha, all’ “altro mondo”, dove pare dimori il Budda; e ciò è possibile solo dopo aver svolto lunghe pratiche.
Ma il capitolo Rivelazione dice che il Budda ha sempre esposto la Legge in questo mondo di saha, che è la terra del Budda, dove dimorano sia il Budda che le persone comuni.
In un Gosho il Daishonin afferma: «Gli spiriti affamati vedono il fiume Gange come fuoco, gli esseri umani vi vedono l’acqua e gli esseri celesti lo vedono come amrita. L’acqua è sempre uguale, ma appare diversamente secondo la capacità karmica degli individui» (Gli scritti di Nichiren Daishonin, vol. 4, pag. 147). Ciò che noi vediamo varia a seconda dello stato vitale, e quando quest’ultimo cambia, anche il “mondo” in cui viviamo cambia. È il principio di ichinen sanzen, celato nel Sutra del Loto.
Il Daishonin, a proposito della sua vita piena di persecuzioni, dice: «Giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno, ho subìto ripetute persecuzioni. Le persecuzioni minori sono troppo numerose per poterle enumerare, ma le persecuzioni maggiori sono quattro» (Gli scritti di Nichiren Daishonin, vol. 1, pag. 109). Durante il terribile esilio a Sado egli proclamò con tranquillità: «Provo una gioia senza limiti anche se adesso sono in esilio» (Gli scritti di Nichiren Daishonin, vol. 4, pag. 234). Con il suo stato vitale, grande come l’universo, egli accettò tutto con calma imperturbabile.
Tsunesaburo Makiguchi, presidente fondatore della Soka Gakkai, sopportò la prigione pensando: «In confronto alle sofferenze del Daishonin a Sado, le mie non sono niente». E in una lettera scrisse anche: «A seconda del nostro atteggiamento, possiamo sperimentare gioia anche all’inferno».
Un alto stato vitale è frutto di una profonda umanità. Ricordo, ad esempio, l’aspetto del presidente Toda il giorno in cui la sua casa editrice, per una serie di difficoltà, dovette infine chiudere i battenti. Ho descritto la scena ne La rivoluzione umana. Avevo ventun’anni e, pieno di entusiasmo, ero redattore del mensile Boy’s Japan. All’improvviso il giornale fallì, e fu come stare a bordo di un jet fermo per aria. Ma quando cercai Toda, lo trovai che giocava tranquillamente a shogi1 con un amico. Sul momento non capii come potesse farlo in un momento simile, ma un attimo più tardi compresi: «Sta proprio bene, per lui non è cambiato niente. Il suo aspetto dice che continuerà la lotta». Il senso di ispirazione che sentii allora è ancora vivido in me.
Per quanto violente siano le tempeste che ci possono assalire, il nostro spirito combattivo dovrà tener duro fino all’ultimo. La nostra fede non può essere distrutta. “Questa, la mia terra, salva e illesa” descrive proprio questo stato vitale. Io sono discepolo di Josei Toda. Da quando ho cominciato a seguirlo, all’età di diciannove anni, fino ad oggi, ho attraversato mezzo secolo di storia, fra bufere e mari in tempesta. Così ho sviluppato la forza per affrontare a piè fermo ogni difficoltà.
Toda spiegava: « “Questa, la mia terra, è salva e illesa” si riferisce alle case dove è custodito il Gohonzon; le nostre case diventeranno “salve e illese” come risultato della nostra pratica».
Qualunque cosa accada, non dobbiamo mai essere sconfitti. Avanziamo con coraggio e spirito incrollabile. (foto di Silvano Bottaro)

Frase dal Gosho - 20 ottobre 2014

"Nessuno di voi che vi dichiarate miei discepoli deve essere codardo. [...] Forse qualche volta avete cominciato a praticare il Sutra del Loto, ma, quando siete stati perseguitati, siete caduti e avete smesso di vivere secondo il sutra. E` come bollire acqua solo per versarla nell'acqua fredda o come cercare di accendere un fuoco e rinunciare a metà strada.
Ognuno di voi deve esser certo nel profondo del cuore che sacrificare la vita per il Sutra del Loto è come scambiare sassi con oro o immondizia con riso."

Dal Gosho "Le azioni del devoto del Sutra del Loto" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 678)

domenica 19 ottobre 2014

Frase dal Gosho - 19 ottobre 2014

"Come i fiori sbocciano e producono frutti e la luna appare e invariabilmente diventa piena, come la lampada diventa più luminosa quando vi si aggiunge olio e le piante e gli alberi prosperano con la pioggia, così gli esseri umani prosperano immancabilmente se pongono buone cause."

Dal Gosho "Il terzo giorno dell'anno nuovo" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 899)

sabato 18 ottobre 2014

Frase dal Gosho - 18 ottobre 2014

"Sto pregando con tanta convinzione come se dovessi accendere il fuoco con legna bagnata o estrarre l'acqua dal terreno riarso, affinché, nonostante questa sia un'epoca di disordini, il Sutra del Loto e le dieci fanciulle demoni proteggano ciascuno di voi."

Dal Gosho "Rimproverare l'offesa alla Legge e cancellare le colpe" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 395)

venerdì 17 ottobre 2014

Frase dal Gosho - 17 ottobre 2014

"Tra tutti coloro che sin dall'inizio del nostro attuale kalpa sono incorsi nella disapprovazione dei propri genitori e dei propri sovrani e sono stati esiliati in terre lontane, nessuno può traboccare di gioia quanto noi. Per questo, ovunque dimoriamo praticando l'unico veicolo, quel luogo sarà la capitale della Luce Eternamente Tranquilla. E, senza dover muovere un passo, i nostridiscepoli e sostenitori laici possono vedere il Picco dell'Aquila in India e, giorno e notte, andare e venire dalla Terra della Luce Eternamente Tranquilla che esiste originariamente. Quando ci penso, provo una gioia inesprimibile!"

Dal Gosho "Risposta a Sairen-bo" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 278)

giovedì 16 ottobre 2014

Prova concreta

I figli del re danno una straordinaria prova concreta della propria rivoluzione umana. Il Daishonin dice: "Niente vale più della prova concreta" e "Io Nichiren, credo che i metodi migliori siano la prova teorica e la prova documentaria. Ma ancora migliore di queste è la prova concreta". In particolare i membri della nostra famiglia hanno bisogno di vedere una prova concreta perchè essi ci conoscono meglio di chiunque altro. Per quanto grandi possiamo appparire fuori di casa, essi ci vedono come siamo in realtà. Ovviamente, è molto probabile che ci siano alcuni lati di noi stessi che i nostri familiari sono gli ultimi a conoscere. In ogni caso, i genitori possono valutare i progressi dei loro figli, e una moglie si accorge quando il marito è cambiato. All'epoca del Daishonin, il fatto che i fratelli Ikegami riuscirono a convertire il proprio padre che si era opposto accaniotamente alla loro fede, domostra che erano diventati splendide persono che non si facevano intimidire dalle minacce del padre.

estratto dal vol.4 de "La saggezza del Sutra del Loto" (foto di Silvano Bottaro)

Frase dal Gosho - 16 ottobre 2014

"Ti insegnerò come diventare facilmente un Budda. Insegnare qualcosa a un altro è come oliare le ruote di un pesante carro così che possano girare, o come far galleggiare una barca sull'acqua così che possa procedere senza difficoltà. Il modo per diventare facilmente un Budda non è niente di straordinario: è come dare dell'acqua a un assetato in tempo di siccità, come dare del fuoco a una persona intirizzita dal freddo o come dare a un altro l'unico esemplare che si possiede di qualcosa, oppure offrire in elemosina ciò da cui dipende la propria vita."

Dal Gosho "Il ricco Sudatta" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 963)

mercoledì 15 ottobre 2014

Anna ha detto...

dossier le storia del budda

Buongiorno a tutti, sono un membro della SGI dal 2001 e la fede buddista mi ha dato molto fino ad oggi. Ci sono momenti duri la vita è fatta così ma la fede deve rimanere incrollabile questa è la vera vittoria, felici qualunque cosa accada.
NMRK

(commento del 30 novembre 2012)

Frase dal Gosho - 15 novembre 2014

"Credi nel Gohonzon, il supremo oggetto di culto in tutto Jambudvipa. Rafforza costantemente la tua fede e ricevi la protezione di Shakyamuni, di Molti Tesori e dei Budda delle dieci direzioni. Impegnati nelle due vie della pratica e dello studio. Senza pratica e studio non può esservi Buddismo. Devi non solo perseverare tu, ma anche insegnare agli altri. Sia la pratica che lo studio sorgono dalla fede. Insegna agli altri come meglio puoi, anche una sola frase o un solo verso"

Dal Gosho "Il vero aspetto di tutti i fenomeni" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 342)

Frase dal Gosho - 15 ottobre 2014

"Se qualcuno risveglia la fede degli uomini in un insegnamento come questo, è il loro padre e la loro madre, è il loro buon amico. Quest'uomo è una persona dotata di saggezza. Poiché corregge le vedute errate e i pensieri perversi e fa sì che le persone intraprendano la vera via, egli possiede una fede pura nei tre tesori e le sue azioni virtuose conducono gli altri all'illuminazione"

Dal Gosho: "Il problema da meditare notte e giorno" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 553)

martedì 14 ottobre 2014

Difficile, non impossibile


Cominciai una grande lotta cercando di collegare ogni attività buddista che facevo a un aspetto della mia vita, coltivando sempre di più lo spirito dell'offerta e la gratitudine per la Soka Gakkai.

Mi ha parlato di questo Buddismo nel 1995 l'insegnante della scuola materna di mia figlia Anita. È da allora, trentaduenne, che ho cominciato a prendere la mia vita in mano. Ero sfiduciata di tutto e tutti e recitavo un ruolo di moglie, di madre e di figlia che non era autentico, attribuendo tutta la responsabilità di ciò a mia madre. Apparentemente potevo sembrare una persona forte, ma dentro ero molto fragile e di conseguenza mi ammalavo frequentemente. Cercando di trovare una calma interiore ho provato di tutto, dalle tecniche di rilassamento alle strategie orientaleggianti, senza grandi risultati. Tutto nella speranza di riuscire a superare la paura che mi investiva: avevo sposato una persona violenta e dopo la nascita di mia figlia avevo deciso di separarmi. Vivevo situazioni molto pesanti tra tribunali dei minori e indagini psicologiche.

Frase dal Gosho - 14 ottobre 2014

"Per tutti coloro che credevano nel Sutra del Loto ma non riuscivano a credere del tutto, il quinto volume espose il cuore dell'intero sutra, la dottrina del conseguimento della Buddità nella propria forma presente. Era come se un oggetto nero fosse diventato bianco, come se la lacca nera fosse diventata simile a neve, come se una cosa sporca fosse diventatapulita e pura o il gioiello che esaudisce i desideri fosse stato gettato nell'acqua torbida [per renderla limpida]. Vi si narra di come la fanciulla drago divenne Budda nella sua forma di serpente. E a quel punto nessuno poteva più dubitare che tutti gli uomini potessero conseguire la Buddità. Per questo affermo che l'illuminazione delle donne viene esposta come modello."

Dal Gosho: "Il sutra della vera riconoscenza" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 827)

lunedì 13 ottobre 2014

Il Sutra del Loto #193

Il Budda è come il sole fra la gente

Il Budda appare ovunque ci siano persone con spirito di ricerca e illumina le loro vite come il sole. Uno dei discepoli di Shakyamuni compose una poesia, lodando la grandezza del suo Maestro: «Contemplate lo splendore del grande maestro! Non brilla forse come il sole?» Il sole splende sempre, anche se a volte può essere oscurato dalle nuvole e non visibile dalla terra. Anche il Budda è sempre presente nel mondo.
«Sono sempre qui e non muoio» descrive il vero aspetto della vita del Budda. Ma se egli dovesse rimanere costantemente accanto alle persone, esse ne diverrebbero dipendenti. E quindi, per rendere liberi i suoi discepoli, Shakyamuni, usando il potere degli espedienti, a volte sembra essere morto, a volte no. Cioè si fa credere a volte morto, a volte vivo. Che il sole sia oscurato dalle nuvole in un posto, non significa che lo sia in un altro.
«Altri mondi», come dice il brano, indica che la luce del sole della compassione del Budda risplende anche altrove. «Se ci sono in altri mondi persone riverenti e sincere nella fede, anche tra loro insegno la più alta di tutte le leggi». Questo indica che il Budda appare e propaga la Legge suprema dove esistono persone che sinceramente credono in lui, ovunque esse possano essere.
Nei termini del Buddismo di Nichiren Daishonin, il Budda che è sempre al mondo e che non muore mai è il Gohonzon, o Tathagata di Nammyoho-renge-kyo. La Legge che questo Budda eterno propaga non è altro che Nam-myoho-renge-kyo. Quando recitiamo Daimoku con fede risoluta, le nostre voci divengono la voce del Budda che è sempre qui a propagare la grande Legge. Raccontando le esperienze, per esempio, questa voce del Budda ci insegna il grande potere della Legge mistica.
«Vedo una massa di persone annegare in un mare di sofferenza» significa che la grande luce della compassione del Budda illumina tutti coloro la cui vita è immersa nel mare delle sofferenze. La Legge buddista illumina la società, che è il mare della sofferenza, con la luce del sole di gioia eterna.
In occasione di una lezione sul Sutra del Loto, Toda disse: «Credo che fra tutti gli adulti della società, nessuno forse possa dire inequivocabilmente e sinceramente che la vita nel mondo reale sia “gioiosa”». La vera gioia nella vita non è semplicemente una questione di aver denaro o essere in buona salute; è uno stato vitale dove la gioia scaturisce dalle profondità del proprio essere.
La preghiera del presidente Toda era che tutti i membri potessero raggiungere quello stato di felicità assoluta in cui vivere è di per sé gioia. La preghiera del Budda è che tutte le persone possano sviluppare il suo stesso stato vitale, e il Sutra del Loto è la scrittura in cui egli rivela il sentiero che porta a questa meta. «Desidero che ognuno di voi abbia al pari di me un’esistenza fulgida come il sole» questo è lo spirito di Shakyamuni espresso nel capitolo Rivelazione.
Il Buddismo di Nichiren Daishonin è l’insegnamento che ci permette di diventare come un “sole”, ci rivela il sentiero per la libertà.
Il poeta Russo Alexandr Pusˇkin (1799-1837) canta:

All’apparire dell’alba luminosa
tremolerà fino a spegnersi
anche ogni fallace argomentazione
dissipata dall’immortale
scintilla della ragione.
Salutate il sole,
e svanisca la tenebra.

La vita non è fatta solo di luce. Ci sono cieli plumbei, giorni freddi e umidi. Ci sono tempi in cui ci sentiamo gelare come per una folata di neve. Ma sempre, qualunque cosa accada, avanziamo serbando in cuore il sole. Anche nei freddi mesi invernali, il sole di primavera si avvicina, e con l’arrivo della primavera anche la più spessa coltre di ghiaccio si scioglierà, diventando acqua che irrora la terra e fa sbocciare fiori dappertutto. (foto di Silvano Bottaro)

Frase dal Gosho - 13 ottobre 2014

"Sviluppa sempre più la tua fede fino all'ultimo momento della tua vita, altrimenti avrai dei rimpianti. Per esempio, il viaggio da Kamakura a Kyoto dura dodici giorni: se viaggi per undici giorni e ti fermi quando ne manca uno solo, come puoi ammirare la luna sopra la capitale? Qualunque cosa accada, rimani vicino al prete che conosce il cuore del Sutra del Loto, continua a imparare sempre più da lui i princìpi del Buddismo e prosegui il viaggio della fede."

Dal Gosho: "Lettera a Niiike" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 911)

domenica 12 ottobre 2014

Frase dal Gosho - 12 ottobre 2014

"Al momento l'intero corpo dell'Onorevole Abutsu è composto dei cinque elementi di terra, acqua, fuoco, vento e spazio. Questi cinque elementi sono anche i cinque caratteri del daimoku. Perciò Abutsu- bo è la torre preziosa stessa, e la torre preziosa è Abutsu-bo stesso. Al di fuori di questa consapevolezza tutto il resto è inutile. È la torre preziosa adornata dai sette tipi di gemme: ascoltare l'insegnamento corretto, credere in esso, osservare i precetti, meditare, praticare assiduamente, rinunciare ai propri attaccamenti e riflettere su se stessi. Potresti pensare di aver fatto offerte alla torre preziosa del Tathagata Molti Tesori, ma non è così. Le hai offerte a te stesso. Tu stesso sei un Tathagata da sempre illuminato e dotato dei tre corpi. Dovresti recitare Nam-myoho-renge-kyo con questa convinzione."

Dal Gosho "La torre preziosa" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 264)

sabato 11 ottobre 2014

Frase dal Gosho - 11 ottobre 2014

"Nel venerare tutte le divinità e i Budda, si fa precedere la parola namu ai loro nomi. Ma qual è il significato di namu? Namu è una parola che viene dall'India e che in Cina e in Giappone si traduce con [lo stesso carattere che si pronuncia] kueiming in cinese e kimyo in giapponese. Cosa significa kimyo? Significa dedicare la propria vita al Budda.
Alcuni hanno moglie, figli, seguito, possedimenti, oro, argento o altri tesori, a seconda della loro condizione. Altri non possiedono nulla. Comunque, che uno sia ricco o no, niente è più prezioso del tesoro che chiamiamo vita"

Dal Gosho "L'offerta del riso" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 997)

venerdì 10 ottobre 2014

Frase dal Gosho - 10 ottobre 2014

"Poiché io ho esposto questo insegnamento, sono stato esiliato e quasi ucciso.
Come dice il proverbio: «Un buon consiglio irrita l'orecchio». E tuttavia non sono scoraggiato. Il Sutra del Loto è il seme, il Budda il seminatore e la gente il campo."

Dal Gosho: "Gli elementi essenziali per conseguire la Buddità" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 664)

giovedì 9 ottobre 2014

Armiamoci e partiamo

Ma è poi vero che per creare itai doshin è necessario recitare Daimoku insieme, fare cose insieme, magari andare al cinema insieme, e così via? In queste pagine è già abbondantemente spiegato che, se è vero che un team sportivo non può prescindere dal ripetere dieci, cento, mille volte gli schemi collettivi per assimilarli, per “giocare a memoria”, nel Buddismo il discorso è molto diverso. L’unità che il Daishonin auspica fra i suoi discepoli ruota intorno a punti focali che si chiamano jihi, la famosa – e purtroppo intraducibile – compassione buddista, kosen-rufu, una pace mondiale – altra traduzione quantomeno riduttiva – di tale immensità che, al confronto, la semplice eliminazione delle guerre appare una facile esercitazione per apprendisti della diplomazia. Altra cosa è vincere una partita di calcio.
Il punto è quindi questo: è più importante provare e riprovare gli schemi del collettivo o, per non abbandonare il paragone sportivo, concentrarsi sull’approfondimento dei fondamentali di tecnica individuale? In altre parole, ha più significato puntare sul “fare insieme”, preoccupandosi solo marginalmente del livello di consapevolezza, o al contrario è proprio la consapevolezza il presupposto irrinunciabile per essere – buddisticamente parlando – uniti? Pur rendendoci conto che la ragione non è mai da una parte sola, propenderemmo per la seconda ipotesi.

Sembra suffragare questa scelta anche il noto esempio che, per spiegare il concetto di unità, usava il secondo presidente Toda: un gruppo di membri della Divisione giovani donne troverà facile sentirsi unito intorno a un’appetitosa torta, così come un gruppo di giovani uomini intorno a una bottiglia di sakè (naturalmente, in epoca di pari opportunità è valido anche il contrario). Ma che fare della ragazza a dieta e del ragazzo astemio? Sono proprio loro che mettono in evidenza la debolezza del sistema, perché sono quelli che non condividono lo scopo comune. Mentre ciascun elemento del gruppo possiede di per sé il desiderio di azzannare il dolce o di scolare la bottiglia, ed è quindi a priori adatto a unirsi con i suoi simili, le nostre “pecore nere” non ne hanno materialmente la possibilità.
A questo punto si riaffaccia il ricordo di una lezione tenuta dal direttore generale Mitsuhiro Kaneda durante un corso estivo di alcuni anni fa. Il senso generale del discorso era più o meno questo: l’unità è un qualcosa che si costruisce prima di tutto a livello individuale, approfondendo la propria fede, acquistando una personale, crescente consapevolezza di cosa stiamo facendo e del perché lo facciamo. È quindi il singolo individuo che, fortemente motivato dalla grandezza e dall’importanza degli obiettivi della pratica buddista, si sentirà naturalmente disposto a collaborare con chi condivide gli stessi scopi «…senza alcun pensiero di sé o dell’altro, di questo o di quello». Senza per questo dover venire meno alle proprie, insostituibili, caratteristiche individuali.

Frase dal Gosho - 9 ottobre 2014

"Domanda: Che cos'è l'entità di Myoho-renge-kyo?
Risposta: Tutti gli esseri e i loro ambienti in ciascuno dei Dieci mondi sono le entità di Myoho-renge-kyo.
Domanda: Se è così, allora possiamo dire che anche tutti gli esseri viventi, come noi, sono entità della Legge mistica nella sua interezza?
Risposta: Certamente. Il sutra afferma: «Questa realtà [il vero aspetto di tutti i fenomeni] consiste di aspetto, natura [...] e della loro coerenza dall'inizio alla fine»1 e il Gran Maestro Miao-lo commenta: «Il vero aspetto si manifesta invariabilmente in tutti i fenomeni e tutti i fenomeni si manifestano invariabilmente nei dieci fattori. I dieci fattori si manifestano invariabilmente nei Dieci mondi e i Dieci mondi si manifestano invariabilmente in "corpo e terra"»"

Dal Gosho "L'entità della Legge mistica" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 370)

mercoledì 8 ottobre 2014

Susanna ha detto...

dossier le storia del budda

Eccomi, mi chiamo Susanna e sono di Torino.
Mi piace questo blog e vorrei seguirlo.
Ho praticato la filosofia buddista anni fa e poi smessa per una mia sfida personale che non sto qui a spiegare ma siccome non ho mai dimenticato questa così bella filosofia di vita, ora sento la necessità di ricominciare a praticarla.
Un saluto a lei ed a tutti.

(commento del 24 novembre 2012)

Frase dal Gosho - 8 ottobre 2014

"Più le autorità governative si accaniscono contro di me, più grande è la mia gioia. Per esempio, vi sono alcuni bodhisattva hinayana non ancora liberati dalle illusioni, che assumono volontariamente un cattivo karma [per adempiere al loro voto di compassione]. Così se uno di essi vede sua madre e suo padre caduti nell'inferno e in grande sofferenza, deliberatamente creerà il karma appropriato nella speranza di poter anch'egli cadere nell'inferno, condividere le loro sofferenze e assumerle su di sé; per lui sarà una gioia e per me è lo stesso. Sebbene io adesso debba affrontare prove che posso a malapena sopportare, gioisco quando penso che nel futuro eviterò di nascere nei cattivi sentieri."

Dal Gosho "L'apertura degli occhi" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 216)

martedì 7 ottobre 2014

E così sono diventata Buddista

di Giulietta

Fino a due anni fa non sapevo nulla del Buddismo: questa parola si concretizzava nell'immagine di un grosso budda seduto a gambe incrociate, di cui sapevo ben poco.
Cresciuta in una famiglia cattolica praticante, un po' alla volta mi ero allontanata dalla pratica: sentivo che la mia fede era debole e incerta e alla fine ero approdata all' “agnosticismo”, una specie di stand by in attesa di chissà che cosa, perchè non avevo nemmeno il coraggio di definirmi “atea”.
Pensavo di poter vivere senza un credo religioso, mi basavo su una mia morale non sempre in accordo con il mio imprinting iniziale e mi sentivo bene così, o almeno lo pensavo.
Col passare del tempo, quello stato di benessere e di soddisfazione che mi era bastato fino a quel momento, cominciò a vacillare per lasciare il posto a una sorte di “vuoto interiore” legato spesso a domande senza risposte. Non accettavo il tempo che passava, il cambiamento mi spaventava, il futuro ancora di più. Per non parlare del problema della morte, assolutamente inaffrontabile.
Quando si trascura la propria spiritualità, rimandando i disagi, le paure, i dubbi; quando si vive “alla giornata”, concedendosi la soddisfazione di “sani egoismi”, illudendosi di stare meglio e di avere aggiunto conferme per il proprio ego, quando ci si accorge di non sopportare il tempo che passa e che si accorcia davanti a te, senza intravvedere alcun rimedio...a quel punto credo che la vita possa prendere solo due direzioni: subentrano rassegnazione e ci si affida al fatalismo, perchè tanto non si possono cambiare le cose, lasciando così via libera a rabbia, delusione, impotenza.

Frase dal Gosho - 7 ottobre 2014

"Ora io, Nichiren, non sono un saggio né tanto meno penso di essere un santo, sono la persona più irragionevole del mondo. Tuttavia, le mie azioni sembrano essere in perfetto accordo con ciò che il sutra insegna. Perciò ogni volta che incontro grandi difficoltà sono più felice di quanto lo sarei se i miei genitori tornassero in vita"

Dal Gosho "L'opera di Brahma e Shakra" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 710)

lunedì 6 ottobre 2014

Il Sutra del Loto #192

La solenne assemblea al picco dell'aquila non si è ancora sciolta

Come ho già detto, il Jigage è uncanto che richiama le persone dopo la morte di Shakyamuni, e il brano sopracitato rivela in particolare la chiave perché le persone dell’Ultimo giorno raggiungano la Buddità.
Tale chiave è contenuta nell’«unico ardente desiderio». Il Buddismo di Nichiren Daishonin ci chiarisce e ci dà il segreto di “avere una mente sola” sotto forma di Nam-myoho-rengekyo delle tre grandi Leggi segrete.
Quindi, nella Lettera a Gijo-bo il Daishonin afferma: «Il Jigage del capitolo Juryo dice: “Con unica mente desiderano vedere il Budda e non risparmiano la propria vita”. Grazie a questa frase io, Nichiren, ho fatto apparire la Buddità nella mia vita, cioè ho realizzato le tre grandi Leggi segrete, il “reale ichinen sanzen” del capitolo Juryo» (Gli scritti di Nichiren Daishonin, vol. 5, pagg. 3-4).
Chiarisce poi il significato implicito di “con unica mente” dicendo: «Desiderare di vedere il Budda con unica mente è concentrare la mente nel vedere il Budda, e se si vede la propria mente, si vede il Budda» (Gli scritti di Nichiren Daishonin, vol. 5, pag. 4).
Il Daishonin interpreta «con un unico ardente desiderio» come «se si vede la propria mente, si vede il Budda». Indica quindi che la mente di una persona comune che ricerca il Budda diventa e si manifesta come “la mente del Budda”. Dice cioè che percepire la Buddità dall’interno della nostra mente è raggiungere l’effetto del Budda eternamente dotato delle tre proprietà illuminate.
Ecco il segreto più profondo della vita. In questa mente della fede, la persona comune è un Budda che rappresenta i principi mistici del mutuo possesso dei dieci mondi e la realtà dei tremila regni in ogni singolo momento della vita, ichinen sanzen.
Per tutti noi dell’Ultimo giorno della Legge, il Daishonin manifestò la “mente del Budda” e “l’effetto del Budda eternamente dotato delle tre proprietà illuminate” che possedeva nella sua vita sotto forma del Gohonzon. Nell’Ultimo giorno il Budda che dovremmo ricercare con una sola mente non è altro che il Gohonzon.
Quindi, i versi che seguono, «allora io e l’assemblea dei monaci appariamo insieme sul Picco dell’Aquila» spiegano l’avvento del Gohonzon. Lo stesso Ongi kuden dice: «Il Gohonzon è la realizzazione e la manifestazione di questo brano» (Gosho Zenshu, pag. 575).
La Cerimonia al Picco dell’Aquila nel Sutra del Loto è la cerimonia della vita che rivela il mondo di Buddità esistente nel cuore di Shakyamuni. Rivela la vita del Budda, vasta come l’universo.
In questo brano, «io» indica Shakyamuni o il mondo di Buddità, l’«assemblea dei monaci» si riferisce ai bodhisattva o alle persone dei due veicoli, e «insieme» significa tutti gli esseri dei dieci mondi. In breve, la cerimonia al Picco dell’Aquila rivela la vita del Budda che comprende i mistici principi del mutuo possesso dei dieci mondi e ichinen sanzen.
Il Daishonin descrive la Cerimonia al Picco dell’Aquila (la Cerimonia nell’aria) manifestando il mondo di Buddità che esiste nella sua stessa vita, la vita del Budda eternamente dotato delle tre proprietà illuminate, nella forma del Gohonzon. Quindi dice: «Questo brano si riferisce all’assemblea al Picco dell’Aquila che continua solennemente e ancora non si è ancora sciolta» (Gosho Zenshu, pag. 757). La Cerimonia al Picco dell’Aquila, quindi, non è ancora finita e va solennemente avanti.
Il Daishonin afferma: «Ovunque pratichiamo l’unico Veicolo, quel luogo sarà la capitale della Luce Eternamente Tranquilla. E senza muovere un passo, coloro che sono nostri discepoli e sostenitori laici possono vedere il Picco dell’Aquila in India e giorno e notte attraverseranno la terra della Luce Eternamente Tranquilla che da sempre esiste» (Major Writings, vol. 7, pag. 27).
Quando recitiamo Daimoku al Gohonzon, stiamo prendendo posto alla solenne Cerimonia dell’Assemblea del Picco dell’Aquila. Quando recitiamo Daimoku sinceramente, il Picco dell’Aquila nei nostri cuori risplende ed illumina la nostra vita. La nostra stessa esistenza diventa la Cerimonia nell’Aria, le nostre attività quotidiane divengono la condotta di una persona che si è riunita al Picco dell’Aquila.
Mentre era in carcere, Toda comprese di essere stato alla Cerimonia nell’aria del Sutra del Loto come Bodhisattva della Terra. Provò con la sua stessa vita di essere stato presente all’assemblea al picco dell’Aquila, e la realizzazione della sua missione come Bodhisattva della Terra divenne il punto di partenza dello sviluppo della Soka Gakkai nel dopoguerra.
Quando lui morì, Nichijun Shonin, sentendoci giurare che saremmo avanzati con un’unica mente per realizzare kosen-rufu, osservò: «Mi sembra che la Soka Gakkai rappresenti davvero “l’assemblea al Picco dell’Aquila che continua solennemente e non si è ancora sciolta”. Questa organizzazione è la vera Pura terra del Picco dell’Aquila, la grande riunione del Budda, e questo mi induce a rispettarla profondamente». (foto di Silvano Bottaro)

Frase dal Gosho - 6 ottobre 2014

"Anche se una persona dovesse cadere nell'inferno, poiché ha ascoltato il Sutra del Loto che conduce alla Buddità, ha ricevuto il seme e sicuramente diventerà un Budda."

Dal Gosho "Come coloro che inizialmente aspirano alla via possono conseguire la Buddità attraverso il Sutra del Loto" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 748)

domenica 5 ottobre 2014

Frase dal Gosho - 5 ottobre 2014

"In sostanza, l'apparizione della torre preziosa indica che quando udirono il Sutra del Loto i tre gruppi di ascoltatori della voce percepirono per la prima volta la torre preziosa dentro la loro vita. Adesso i discepoli e i seguaci laici di Nichiren stanno facendo lo stesso. Nell'Ultimo giorno della Legge, non esiste altra torre preziosa che gli uomini e le donne che abbracciano il Sutra del Loto."

Dal Gosho "La torre preziosa" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 264)

sabato 4 ottobre 2014

Frase dal Gosho - 4 ottobre 2014

"Se vi preoccupate anche solo un po' della vostra sicurezza personale, dovreste prima di tutto pregare per l'ordine e la tranquillità in tutti e quattro i quadranti del paese."

Dal Gosho "Adottare l'insegnamento corretto per la pace nel paese" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 25)

venerdì 3 ottobre 2014

Distinzioni

Sembra che le distinzioni polari fra alto e basso, Cielo e Terra e simili, siano più antiche e profonde delle elaborazioni di certe religioni che vedono una netta separazione fra gli opposti, di solito prefigurati come bene e male. Per citare un esempio vicino, il termine utilizzato nel buddhismo di 'Illuminazione' si riferisce al sole e agli astri, mentre tradizionalmente l'oscurità è terrestre o sotterranea. Anche 'Risveglio' allude all'aprire gli occhi (luce, sole) e sollevarsi (cielo, sole) da una posizione di raccoglimento, riposo, sonno, possibile soltanto abbandonando il corpo al suolo (terra). Naturalmente mi riferisco a questi concetti nel senso simbolico, analogico, non necessariamente per come sono stati integrati nelle varie religioni. E' molto interessante, comunque, riscontrarne la presenza in tutte le culture antiche, anche se con gradazioni e modalità differenti. Una delle più belle e profonde elaborazioni di queste simbologie è quella taoista, con lo yin-yang e il Tao, quest'ultimo integrazione e trascendimento delle opposizioni polari. Anche il buddhismo, particolarmente quello Mahayana, non propone una separazione fra i termini delle opposizioni polari, ma una loro fusione, un equilibrio. Così il Buddha non esaspera la tendenza ascetica, ma trova una mediazione con quella mondana. La divinità nel senso buddhista, se così si può dire, è più simile ad un Assoluto, presente sia in Cielo che in Terra e in ogni manifestazione della vita.

[via | Maurizio]

Frase dal Gosho - 3 ottobre 2014

"Credere nel mutuo possesso dei Dieci mondi è difficile quanto credere che il fuoco esista in una pietra o i fiori all'interno di un albero, eppure nelle giuste condizioni questi fenomeni si manifestano, e allora ci crediamo. La cosa più difficile da credere è che il mondo di Buddità esista nel mondo umano, com'è difficile credere al fuoco dentro l'acqua o all'acqua dentro il fuoco. Tuttavia, si dice che il drago produca il fuoco dall'acqua e l'acqua dal fuoco e, benché non lo capiamo, ci crediamo quando lo vediamo accadere. Tu ormai credi che il mondo umano contiene gli altri otto mondi, perché dunque non riesci a includervi anche la Buddità?"

Dal Gosho: "L'oggetto di culto per l'osservazione della mente" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 318-319)

giovedì 2 ottobre 2014

Il rispetto in pratica


di Gianna Mazzini

Ciò che impedisce di rispettare una persona è non vederla per quello che è. E' catalogarla, giudicarla, farne un'astrazione riconducibile a un modello sulla base del quale costruire regole. Ma il vero rispetto si basa sull'eccezione.

Quel ponte tra realtà e immaginazione

Quando ho iniziato a praticare ero incapace di concepire obiettivi. Non sentivo neppure i miei desideri. Figurarsi arrivare a "progettare". Ero totalmente passiva. Come se la mia vita non mi appartenesse. Troppa paura per poter scegliere, troppa insicurezza per determinare. Poiché non mi muovevo non mi conoscevo. Non avevo idea a cosa volessi dedicare la mia vita. E a forza di non agire la mia vita si era completamente bloccata.
La realtà era qualcosa di separato, lontana e impenetrabile come un macigno. Quanto a me, tanto la mia vita scorreva altrove, proiettata sullo schermo della mia immaginazione.
La verità è che soffrivo terribilmente. Di una rabbia feroce contro me stessa, e di impotenza. Mi odiavo per non avere la forza di reagire, di salvarmi, di uscire. Jigoku è il termine giapponese che esprime lo stato vitale di Inferno: una "gabbia". Quando l'ho letto per la prima volta sono rimasta folgorata dall'esattezza della definizione.
Poi, un giorno, ho iniziato a praticare. Fin da subito recitando molto Daimoku. Avidamente. Come una medicina che ho sentito mi avrebbe salvata. Senza disporre di una mappa. Senza una meta precisa. Spinta da un istinto quasi cieco di sopravvivenza. Navigando a vista. Guidata dal filo di quell'unico disperato desiderio di uscire dal buio, di guarire, di smettere semplicemente di soffrire. Pezzi di mondo cominciavano a sgretolarsi, dentro e fuori di me, come un cristallo che si incrina. Il potere di Nam-myoho-renge-kyo esplodeva dentro la mia vita. A volte mi sembrava di impazzire. Eppure continuavo a praticare.
«Vi siete persi nella giungla - scrive il presidente Ikeda - e volete trovare un sentiero per raggiungere l'oceano, ma non sapete quale direzione scegliere. Che fare? La cosa giusta è continuare ad avanzare seguendo il corso del fiume fino a valle. Alla fine si raggiunge il mare» (D. Ikeda I protagonisti del XXI secolo, Esperia, p. 4).
La mia esperienza è stata così. La perseveranza nello sforzo come unica misura del mio avanzare. Fino ad accorgermi un giorno di aver aperto un sentiero nella giungla. Fino a scoprire che anni di perseveranza nel Daimoku e nell'attività - tanta, sempre tanta attività: ciò che chiamiamo "pratica per gli altri", ed è la cura più efficace per la nostra vita - mi avevano condotta fuori. Come quella mosca bianca che monta sulla coda di un cavallo lanciato al galoppo.
Grande, grandissimo è stato il mio sollievo nel verificare che la compassione del Budda era tale da poter abbracciare anche me, così com'ero. Sfocata, ondivaga e indeterminata. Perché la mia natura è anche questo. Impaziente, versatile e indecisa. E ogni volta proprio questa è la mia lotta. La mia sfida.
Ne vale la pena. Perché è vero che determinare è un atto di fede nel potere infinito della nostra vita. Che porsi un obiettivo è un impegno ad agire. Che andare fino in fondo richiede coraggio. Che fino a che non decido tutto sembra inutile. Ma nel momento esatto in cui decido l'universo si spalanca, e ogni cosa diventa possibile.
Nella profondità insondabile del Gohonzon si rimargina la mia antica ferita. I miei desideri non sono più una fuga. Sono la chiave che trasforma il mondo. Costruiscono ponti tra realtà e immaginazione. Ponti per poterci realmente camminare. Bonno soku bodai...
Come nella favola della lepre e della tartaruga. Alcuni sono lepri, altri tartarughe. Ma i veri vincitori sono coloro che avanzano con coerenza per la propria strada finché non arrivano a tagliare la linea del traguardo.

Frase dal Gosho - 2 ottobre 2014

"Accettare è facile, continuare è difficile. Ma la Buddità si trova nel mantenere la fede. Colui che abbraccia questo sutra dovrebbe essere pronto a incontrare difficoltà. È comunque certo che "conseguira` rapidamente l'insuperata via del Budda". "Mantenere la fede" vuol dire serbare nel cuore Nam-myoho-renge-kyo, il principio più importante per tutti i Budda delle tre esistenze."

Dal Gosho "La difficoltà di mantenere la fede " (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 417)

mercoledì 1 ottobre 2014

Alessia ha detto...

dossier le storia del budda

Ciao, mi chiamo Alessia ed è da qualche mese che seguo il tuo blog... e continuo a seguirlo... 
Pratico da tre anni e sono grata a tutto quello che questo buddismo offre... Ho 23 anni e ho suggerito questo sito a molte persone. 
Grazie mille! Ciao

(Commento del 15 novembre 2012)

Frase dal Gosho - 1 ottobre 2014

"Il cuore di tutti gli insegnamenti della vita del Budda è il Sutra del Loto e il cuore della pratica del Sutra del Loto si trova nel capitolo "Mai Sprezzante".
Cosa significa il profondo rispetto del Bodhisattva Mai Sprezzante per la gente?
Il vero significato dell'apparizione in questo mondo del Budda Shakyamuni, il signore degli insegnamenti, sta nel suo comportamento da essere umano."

Dal Gosho "I tre tipi di tesori" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 756)