lunedì 31 agosto 2015

Creare valore #4

Poiché la Legge mistica è la fonte della forza vitale e della saggezza per superare le difficoltà della vita, Nichiren afferma che non c’è vera felicità al di fuori del recitare Nam myoho renge kyo.
La realtà è dura. Dovete sfidare coraggiosamente le severe realtà della vita e vincere, e vincere ancora, in ogni cosa – nella vostra vita quotidiana, nel lavoro, a scuola e in famiglia.
Il Buddismo e la fede sono la forza motrice per un miglioramento illimitato.
Se una persona possiede la saggezza e la forza vitale che derivano dalla fede, può orientare ogni cosa in una direzione positiva e incoraggiante, verso un crescente splendore. Una persona veramente saggia è quella che entra nel ritmo della vittoria, invece di limitarsi a filosofeggiare su di essa, e consegue una vittoria dopo l’altra.
“La pianticella del riso fiorisce e produce i chicchi, ma il suo spirito rimane nel terreno. Per questo lo stelo nuovamente fiorisce e produce chicchi.”
Questo brano si riferisce specificatamente alla profonda relazione tra maestro e discepolo esposta dal Buddismo, ma oggi vorrei ampliarne il significato agli aspetti generali della nostra vita.
L’erba e gli alberi non possono crescere senza la terra. La “terra” che nutre la nostra crescita include i nostri genitori, i nostri inseganti e i nostri superiori. E anche la patria, la cuola, la comunità o la ditta per cui lavoriamo. In ogni caso, tutti sono cresciuti in qualche luogo e sono stati allevati da qualcuno. Gli esseri umani possono crescere grazie alla fertile “terra” in cui esprimono le loro capacità e fanno sbocciare i fiori della loro vita, proprio come lo spirito della pianta del riso ritorna al terreno e lo stelo fiorisce nuovamente e produce i chicchi. Dovremmo ripagare i debiti di gratitudine verso la “terra” che ci ha fatto crescere. Solo in questo modo svilupperemo interamente la nostra vita. La nostra vera umanità non fiorirà mai se pensiamo soltanto a noi stessi.
Nella Raccolta degli insegnamenti orali, parlando del capitolo del Sutra del Loto I benefici di chi risponde con gioia, Nichiren dice: “Si proverà gioia insieme agli altri per il possesso della saggezza e della compassione.”
Gioia non significa semplicemente la nostra egoistica felicità personale. Né significa rendere felici gli altri a spese della nostra felicità. Noi e gli altri che gioiamo insieme, noi e gli altri che diventiamo felici insieme: questa è la Legge mistica e la meraviglia del regno di kosen rufu.

Frase dal Gosho - 31 agosto 2015

"«Sia l'essere vivente sia il suo ambiente manifestano sempre Myoho-renge-kyo». [...] Spiegazioni così precise non lasciano spazio a dubbi. Quindi, l'intero regno dei fenomeni non è diverso dai cinque caratteri di Myoho-renge-kyo."

Dal Gosho "Il vero aspetto di tutti i fenomeni" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 339)

domenica 30 agosto 2015

Frase dal Gosho - 30 agosto 2015

"Poiché io ho esposto questo insegnamento, sono stato esiliato e quasi ucciso. Come dice il proverbio: «Un buon consiglio irrita l’orecchio». E tuttavia non sono scoraggiato. Il Sutra del Loto è il seme, il Budda il seminatore e la gente il campo."

Dal Gosho "Gli elementi essenziali per conseguire la Buddità" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 664)

sabato 29 agosto 2015

Frase dal Gosho - 29 agosto 2015

"il Sutra dell’Osservazione della mente come la terra afferma: «Se vuoi conoscere le cause del passato, guarda gli effetti del presente; se vuoi conoscere gli effetti del futuro, guarda le cause del presente»."

Dal Gosho "L'apertura degli occhi" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 252)

venerdì 28 agosto 2015

Mondo libero...

Il reale significato del raggiungimento di un mondo libero dalle armi nucleari non si limita affatto alla loro eliminazione fisica. Piuttosto, coinvolge la trasformazione della vera natura degli stati e delle relazioni tra stati. Albert Einstein insisteva sul fatto che dovremo affrontare la questione degli armamenti nucleari nello stesso modo in cui agiremo "se un'epidemia di peste bubbonica stesse minacciando il mondo intero". (D. Ikeda)

Frase dal Gosho - 28 agosto 2015

"In sostanza, l’entità di Myoho-renge è il corpo fisico che i discepoli e i seguaci di Nichiren, che credono nel Sutra del Loto, hanno ricevuto dai loro genitori alla nascita. Queste persone che, scartando onestamente gli espedienti, hanno fede unicamente nel Sutra del Loto e recitano Nam-myoho-renge-kyo, trasformeranno i tre sentieri delle illusioni e i desideri, del karma e della sofferenza nelle tre virtù del corpo del Dharma, della saggezza e dell’emancipazione. La triplice contemplazione e le tre verità si manifesteranno immediatamente nella loro mente e il luogo in cui vivono diventerà la Terra della Luce Eternamente Tranquilla."

Dal Gosho "L’entità della Legge mistica" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 373)

giovedì 27 agosto 2015

Flessibilità...


Shakyamuni non si rivolgeva mai alla gente in modo autoritario. Sapeva intonare il suo cuore alle emozioni di chi lo ascoltava. Ovunque predicasse, esponeva la Legge con flessibilità, in modo da corrispondere alle capacità di chi lo ascoltava.


estratto da "La Nuova Rivoluzione Umana" vol. 3 pag. 149

Frase dal Gosho - 27 agosto 2015

"Sto pregando con tanta convinzione come se dovessi accendere il fuoco con legna bagnata o estrarre l’acqua dal terreno riarso, affinché, nonostante questa sia un’epoca di disordini, il Sutra del Loto e le dieci fanciulle demoni proteggano ciascuno di voi."

Dal Gosho "Rimproverare l’offesa alla Legge e cancellare le colpe" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 395)

mercoledì 26 agosto 2015

Spirito originale

Il desiderio di diventare felici insieme agli altri è il puro ed eterno desiderio di tutte le persone. E' lo "Spirito originale" che agisce nelle profondità della nostra vita. Chi si risveglia a esso e vive di conseguenza è un Budda. (D. Ikeda)

Antonella ha detto...

dossier le storia del budda

Ho letto il libretto che spiega il Gohonzon e sulla pagina della traduzione degli ideogrammi ho scoperto che il secondo da destra in alto è una maledizione: "A chi offende la Legge sia tagliata la testa in sette pezzi" Come si spiega questo visto che il buddismo è compassione? Io non voglio maledire né riferirmi a un oggetto che manda maledizioni: Forse è sbagliata la traduzione italiana?
Grazie

(Commento del 5 febbraio 2014)

Frase dal Gosho - 26 agosto 2015

"Proprio mentre stavo pensando che, anche se non mi fossi ammalato, sarei sicuramente morto di fame, è arrivato il grano che tu hai mandato. È più meraviglioso dell'oro e più prezioso dei gioielli. Il miglio di Rida si trasformò in un uomo d'oro. Come potrebbe allora il grano di Tokimitsu non trasformarsi nei caratteri del Sutra del Loto? Questi caratteri del Sutra del Loto diventeranno il Budda Shakyamuni e poi un paio d'ali per il tuo defunto padre, che lo porteranno in volo fino alla pura terra del Picco dell'Aquila. Al ritorno, ricopriranno il tuo corpo e ti guideranno."

Dal Gosho "Risposta a Tokimitsu" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 824)

martedì 25 agosto 2015

La mia opportunità

Durante la mia carica ho proposto e seguito molti progetti fra cui la possibilità di prenotare il servizio taxi con veicoli adatti ai disabili e la presenza di eventuali accompagnatori, oltre a una importante campagna di sensibilizzazione per le disabilità.

Ho incontrato il Buddismo nel 1994 a trentun'anni. A parlarmene fu un'amica che, rivedendomi dopo molto tempo, rimase impressionata dalla malattia che mi aveva colpito e dall'amarezza che avevo nei confronti della vita. Fin da piccola avevo un carattere insicuro e pauroso, due eventi molto dolorosi influenzarono ancora di più questa tendenza: un gravissimo incidente stradale che coinvolse mia madre quando avevo tredici anni - e che mi portò per tutto il periodo della sua degenza e riabilitazione a fare da mamma al mio fratellino di due anni - e l'insorgere della mia malattia dopo i diciannove anni, anche questo evento scatenato in seguito a un incidente stradale. Negli anni successivi, nonostante mi rendessi conto che c'era qualcosa che non andava nel mio equilibrio motorio, negavo a me stessa la possibilità di avere qualcosa di serio e il calvario medico che ho affrontato per arrivare alla diagnosi è stato terribile, anche perché mio padre era assorbito dal lavoro e dalle costanti cure che mia madre continuava a richiedere.

Frase dal Gosho - 25 agosto 2015

""Continua a praticare senza mai abbandonare la fede fino all’ultimo istante della vita e quando giungerà quel momento, ammira! Quando salirai sulla vetta della perfetta illuminazione e guarderai attentamente in ognuna delle quattro direzioni, con tua grande meraviglia vedrai che l’intero regno dei fenomeni è la Terra della Luce Tranquilla: il terreno è fatto di lapislazzuli, gli otto sentieri sono delimitati da cordoni dorati, dal cielo piovono quattro tipi di fiori e una musica risuona nell’aria. Tutti i Budda e i bodhisattva si dilettano carezzati dalle brezze di eternità, felicità, vero io e purezza. Si avvicina rapidamente il momento in cui anche noi saremo enumerati nella loro schiera. Ma se la nostra fede è debole, non giungeremo mai in quel luogo meraviglioso."

Dal Gosho "Le quattordici offese" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 675)

lunedì 24 agosto 2015

Creare valore #3

Quando recitiamo Nam myoho renge kyo, da dentro di noi emergono la speranza e la forza per vivere la nostra vita. Il Buddismo insegna che “le illusioni e i desideri sono illuminazione”. Attraverso la fede possiamo trasformare tutto ciò che di negativo resiste nella nostra vita in qualcosa di positivo. Possiamo trasformare qualunque problema in felicità, qualunque sofferenza in gioia, e qualunque preoccupazione nella pace della mente. Non ci troveremo mai davanti a un muro che non siamo in grado di oltrepassare.
Nichiren scrive: “Myo significa rivitalizzazione, rivitalizzare significa resuscitare”.
E’ l’immenso potere della Legge mistica che infonde nuova vita in ogni cosa, inclusi gli individui, le organizzazioni, le società e le nazioni.
Per quanto vi siano varie scuole buddiste, il vero scopo dell’insegnamento buddista è permettere a tutte le persone – che siano preti o laici, di alta o di bassa posizione sociale – di liberarsi dalla sofferenza e di raggiungere la felicità nella vita presente e nelle vite future.
Perché crediamo nell’insegnamento buddista, lo studiamo e lo pratichiamo? Per poter vivere, da ora e fino all’eterno futuro, con la massima gioia e ambizione.
Riguardo al conseguimento di questa meta, tutti sono eguali. Il Budda originale, Nichiren Daishonin, stabilì la grande Legge nella forma del Gohonzon allo scopo di realizzare questa eguaglianza tra gli esseri umani. Non c’è alcun tipo di discriminazione davanti al Gohonzon, che è la materializzazione della grande e imparziale saggezza del Budda.
A chi abbraccia la Legge mistica Nichiren dice: “Diventerai più giovane e accumulerai fortuna”.
L’insegnamento di Nichiren è assolutamente privo di ogni falsità. Anche il Sutra del Loto promette perpetua giovinezza e vita eterna, dichiarando che chi lo pratica “non conoscerà né vecchiaia né morte”.
Sicuramente questa frase si riferisce a una vita che è stata temprata e forgiata per mezzo di un’instancabile pratica buddista.
Shakyamuni dichiara: “Le persone coscienziose non muoiono; le persone negligenti è come se fossero già morte.” Questo è assolutamente vero. La diligenza assidua – lo sforzo coraggioso e vigoroso – nella nostra pratica buddista infonde nella nostra vita la grande forza vitale del Budda eterno. Per contro, le persone che cercano di cavarsela nella vita con l’astuzia e l’inganno non sono altro che “morti viventi”.
Non c’è vera felicità per gli esseri umani al di fuori del recitare Nam myoho renge kyo. Il sutra afferma: “e la gli esseri viventi sono felici e a proprio agio”.
“Felici e a proprio agio” in questa frase significa essere liberi di vivere il tipo di vita che desideriamo e di godere la vita incondizionatamente.
Se possedete forza vitale e saggezza in abbondanza , potrete godervi la sfida di superare le difficoltà della vita, proprio come un surfista si diverte a cavalcare le onde o un alpinista a scalare una montagna ripida.

Frase dal Gosho - 24 agosto 2015

"Il Sutra del Loto è il bastone che sostiene tutti i Budda delle tre esistenze quando decidono di aspirare all'illuminazione. Dovresti tuttavia affidarti a Nichiren e farne il tuo bastone e il tuo pilastro. Se usiamo un bastone non cadremo lungo gli scoscesi sentieri di montagna o sulle strade accidentate e se ci prendono per mano non inciamperemo. Nam-myoho-renge-kyo sarà il tuo bastone nella montagna della morte."

Dal Gosho "Le spade del bene e del male" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 400)

domenica 23 agosto 2015

Frase dal Gosho - 23 agosto 2015

"Ciò che chiamiamo fede non è niente di straordinario. Aver fede significa riporre fiducia nel Sutra del Loto, in Shakyamuni e Molti Tesori, nei Budda e bodhisattva delle dieci direzioni, negli dèi celesti e nelle divinità benevolenti, e recitare Nam-myoho-renge-kyo, così come una donna ama il marito, come un uomo dà la vita per sua moglie, come i genitori rifiutano di abbandonare i figli o un figlio rifiuta di lasciare la madre."

Dal Gosho "Il significato della fede" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 920)

sabato 22 agosto 2015

Frase dal Gosho - 22 agosto 2015

"Un fuoco brucia più alto quando si aggiungono dei ceppi e un forte vento fa gonfiare il kalakula. Il pino vive diecimila anni, perciò i suoi rami si piegano e si contorcono. Il devoto del Sutra del Loto è come il fuoco e il kalakula, mentre le sue persecuzioni sono come i ceppi e il vento. Il devoto del Sutra del Loto è il Tathagata la cui durata della vita è incommensurabile; non c'è da stupirsi che la sua pratica sia ostacolata, proprio come i rami del pino sono piegati o spezzati. D'ora in avanti, ricorda sempre le parole: "Questo sutra è difficile da sostenere"."

Dal Gosho "La difficoltà di mantenere la fede" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 417)

venerdì 21 agosto 2015

Il mezzo

Poco più di cent'anni fa Tsunesaburo Makiguchi, il presidente fondatore della Soka Gakkai, propose un nuovo metodo di competizione, la "competizione umanitaria" - in cui "facendo del bene agli altri se ne fa anche a se stessi" - come mezzo per superare il conflitto tra le nazioni. (D. Ikeda)

Frase dal Gosho - 21 agosto 2015

"Non credo che Shariputra, Maudgalyayana e gli altri grandi ascoltatori della voce abbandonerebbero i praticanti che lodano uno qualsiasi degli insegnamenti esposti dal Budda nella sua vita, [...] Perciò non può esserci alcun dubbio che tutte le persone dei due veicoli proteggeranno i praticanti del Sutra del Loto. Persino umili animali sanno ripagare i loro debiti di gratitudine. Un uccello, l’oca selvatica, adempie i doveri filiali verso la madre quando quest’ultima è sul punto di morire. E la volpe non dimentica la sua collinetta. Se perfino gli animali agiscono così, a maggior ragione devono farlo gli esseri umani."

Dal Gosho "Sulle preghiere" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 299)

giovedì 20 agosto 2015

Il voto

La vera pace e sicurezza esistono in un forte io, quell'io che possiamo forgiare facendo un grande voto. (...) Vivere per un voto è l'essenza della nostra umanità. Quando viviamo basandoci sul grande voto del Budda, allora, qualsiasi vicissitudine possiamo incontrare, saremo sempre protetti e le nostre vite inizieranno a risplendere di una luce sempre più intensa.

estratto da Il mondo del Gosho, vol.1 pag. 14-15

Frase dal Gosho - 20 agosto 2015

"Come lo specchio del Sutra del Loto ritrae una persona che nel malvagio mondo dell’ultima epoca crede negli insegnamenti del Sutra del Loto esattamente come sono esposti nel sutra? È una persona che nelle vite passate ha già fatto offerte a centomila milioni di Budda."

Dal Gosho "La conferma del Sutra del Loto" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 983)

mercoledì 19 agosto 2015

Kosen-rufu

Kosen-Rufu si svilupperà soltanto attraverso la vittoria sull'oscurità fondamentale che è il nucleo di tutti i conflitti e di tutti le discordie, una vittoria che si ottiene con una forte fede nella legge mistica. (D. Ikeda)

Gilberto Moneta ha detto...

dossier le storia del budda

Vado ai piedi del Loto dove siede il Budda. Vado ai piedi del suo limite per udire la sua voce, che narra di Paesi Lontani... di Verità difficili... e di Leggi senza fine...

(Commento del 1° febbraio 2014)

Frase dal Gosho - 19 agosto 2015

"Un commentario [della scuola] T’ien-t’ai afferma: «È come chi cade al suolo, che si rialza appoggiandosi al suolo stesso». Chi cade al suolo si rialza appoggiandosi a esso e le persone che hanno insultato il Sutra del Loto, benché cadano sul suolo dei tre cattivi sentieri o dei mondi umano e celeste, possono alla fine conseguire la Buddità con l’aiuto del Sutra del Loto."

Dal Gosho "La conferma del Sutra del Loto" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 983)

martedì 18 agosto 2015

Non fermarsi mai

«Le grandi sfide che affrontai rappresentano ancora le solide basi della mia vita. Mi considero molto fortunata ad aver passato la mia gioventù allenandomi alla creazione di valore».

Prima di praticare questo Buddismo ero una ragazzina triste e chiusa. Mio fratello maggiore era tossicodipendente, mia mamma piangeva sempre e io non sapevo cosa fare per aiutarla. Poi mio padre morì: avevo dieci anni e la mamma subentrò nel suo posto di lavoro. La solitudine che ne seguì fu schiacciante e passai gli anni successivi cercando l'affetto che mi era mancato nelle relazioni con i ragazzi. Ma quando mio fratello cominciò a praticare il Buddismo, grazie al cambiamento che vidi in lui e al tempo che finalmente mi dedicava, mi avvicinai anch'io alla pratica buddista sfidando l'opposizione dell'altro mio fratello. A sedici anni, la speranza si affacciava nella mia vita. Subito mi sentii più leggera, felice e più sicura di me stessa. A Pescara, la mia città, cominciai a fare attività di protezione (byakuren) e presto divenni responsabile di gruppo, concentrandomi sulla pratica per gli altri prima di ogni altra cosa. Nei cinque anni che seguirono, le grandi sfide che affrontai rappresentano ancora le solide basi della mia vita. Mi considero molto fortunata ad aver passato la mia gioventù allenandomi alla creazione di valore nella Soka Gakkai.

Frase dal Gosho - 18 agosto 2015

"Myoho-renge-kyo è paragonato al loto. [...] il loto è l’unica in cui il fiore e il frutto compaiono simultaneamente. I benefici di tutti gli altri sutra sono incerti perché insegnano che prima bisogna creare buone cause e solo dopo, in un tempo successivo, si può diventare un Budda. Invece, per quanto riguarda il Sutra del Loto, se lo si prende in mano, la mano diventa subito Budda, se lo si recita con la bocca, quella bocca stessa è il Budda. È come la luna che, sorgendo da dietro le montagne orientali, immediatamente si riflette sull’acqua o come il suono e l’eco che si producono contemporaneamente."

Dal Gosho "Wu-lung e I-lung" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 974)

lunedì 17 agosto 2015

Creare valore #2

La Legge mistica è la legge fondamentale dell’universo. Quando viviamo secondo questa Legge e dedichiamo a essa la nostra vita, il nostro stato vitale diventa vasto come l’universo stesso. Possiamo allora raggiungere la felicità e la gloria eterna sia per noi stessi che per gli altri. Questo è il supremo modo di vivere e il sentiero verso la vera vittoria.
Cosa permise Shijo Kingo di superare le numerose crisi che dovette affrontare, tra cui diversi attentati alla sua vita da parte di nemici?
Nichiren lo lodò con queste parole: “E’ stata una gioia per me sapere che la tua consueta prudenza e il tuo coraggio, così come la tua salda fede nel Sutra del Loto, ti hanno permesso di uscire illeso”.
La prima qualità che Nichiren elenca è la “prudenza”; in altre parole, avere sempre una grande attenzione e prepararsi mentalmente con assoluta accuratezza a ogni possibile eventualità. Questo tipo di saggezza nasce dalla serietà del proprio impegno e della propria determinazione. La seconda qualità è il “coraggio”, mentre la terza è una “fede salda”. Se uno possiede tutte e tre queste qualità, non ha nulla da temere. Avanzerà senza dubbio lungo la strada della vittoria.
Nichiren raccomanda anche a Shijo Kingo di continuare a progredire con costanza e accortezza dicendpogli. “Usa la strategia del Sutra del Loto prima di ogni altra. Allora come afferma il sutra, “Riuscirai … a sconfiggere tutti gli altri nemici”. Queste auree parole non saranno mai contraddette”.
Per quanto malvagi siano i complotti orditi contro di noi, non esiste strategia più grande del Sutra del Loto. Dobbiamo essere convinti di ciò e vivere con la fierezza e la compostezza di un leone.
Nel Buddismo non esistono punti morti. Nulla può essere paragonato al potere del daimoku. Recitando Nam myoho renge kyo possiamo indirizzare ogni cosa nella miglior direzione possibile, trasformando tutto in gioia.
La nostra lotta per mettere in grado ogni membro di assaporare la felicità assoluta e il supremo modo di vivere, come descritto nel sutra, è una lotta che ci mette in grado perfezionare e realizzare la nostra stessa vita.
Nella vita accadono molte cose. Proviamo dolore e sofferenza. Tutti i giorni affrontiamo cose che non ci piacciono o che ci infastidiscono. Una coppia può litigare, o addirittura arrivare al divorzio e all’infelicità che ne consegue. Ma anche se in una coppia c’è armonia, uno dei partner potrebbe ammalarsi, o potrebbe ammalarsi un loro figlio. Sono possibili tutti i tipi di sofferenze e problemi. Le sfide della vita sono davvero ardue!
La fede è il motore che ci permette di perseverare nella vita fino alla fine, di penetrare attraverso le nubi della sofferenza con la potente energia di un razzo e di prendere quota innalzandoci nel cielo della felicità e volando serenamente sempre più in alto, senza confini. La fede è il propellente che fa volare il razzo.

Frase dal Gosho - 17 agosto 2015

"Né la pura terra né l’inferno esistono al di fuori di noi; entrambi si trovano soltanto nel nostro cuore. Chi è risvegliato a questo è chiamato Budda, chi è illuso è chiamato persona comune. Il Sutra del Loto ci risveglia a questa verità e chi abbraccia il Sutra del Loto comprenderà che l’inferno stesso è la Terra della Luce Tranquilla."

Dal Gosho "L’inferno è la Terra della Luce Tranquilla" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 403)

domenica 16 agosto 2015

Frase dal Gosho - 16 agosto 2015

"Tra tutti coloro che sin dall'inizio del nostro attuale kalpa sono incorsi nella disapprovazione dei propri genitori e dei propri sovrani e sono stati esiliati in terre lontane, nessuno può traboccare di gioia quanto noi. Per questo, ovunque dimoriamo praticando l’unico veicolo, quel luogo sarà la capitale della Luce Eternamente Tranquilla. E, senza dover muovere un passo, i nostri discepoli e sostenitori laici possono vedere il Picco dell’Aquila in India e, giorno e notte, andare e venire dalla Terra della Luce Eternamente Tranquilla che esiste originariamente. Quando ci penso, provo una gioia inesprimibile!"

Dal Gosho "Risposta a Sairen-bo" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 278)

sabato 15 agosto 2015

Frase dal Gosho - 15 agosto 2015

"Le sfortune di Kyo’o Gozen si trasformeranno in fortuna. Raccogli tutta la tua fede e prega questo Gohonzon. Allora, che cosa non può essere realizzato? Credi nel Sutra del Loto quando dice: «Questo sutra può [...] esaudirne i desideri, proprio come una fresca e limpida fonte può soddisfare tutti coloro che sono assetati» e: «Godranno di pace e sicurezza nell’esistenza presente e nasceranno in circostanze favorevoli nelle successive»."

Dal Gosho "Risposta a Kyo’o" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 366)

venerdì 14 agosto 2015

Il dialogo...

I nostri sforzi sono basati sull'idea che ad aprire i cuori sia principalmente il dialogo. Per quanto lento possa apparire questo processo, siamo convinti che costituisca il sentiero più sicuro verso la pace mondiale. (D. Ikeda)

Frase dal Gosho - 14 agosto 2015

"Sviluppa sempre più la tua fede fino all’ultimo momento della tua vita, altrimenti avrai dei rimpianti. Per esempio, il viaggio da Kamakura a Kyoto dura dodici giorni: se viaggi per undici giorni e ti fermi quando ne manca uno solo, come puoi ammirare la luna sopra la capitale? Qualunque cosa accada, rimani vicino al prete che conosce il cuore del Sutra del Loto, continua a imparare sempre più da lui i princìpi del Buddismo e prosegui il viaggio della fede."

Dal Gosho "Lettera a Niiike" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 911)

giovedì 13 agosto 2015

Costruire

Come si costruisce una piena realizzazione nella vita? Come comportarsi per assaporare la vera soddisfazione? È una questione molto importante. Una realizzazione non si costruisce facendo qualcosa perché qualcuno ci dice di farlo, ma si raggiunge creandosi uno scopo e avendo poi il coraggio di sfidare le difficoltà fino a completarlo. Dobbiamo continuare a sforzarci con tenacia e nel corso di questo processo assisteremo allo sviluppo delle nostre capacità personali e del nostro carattere. Nel mondo del Buddismo non dobbiamo mai trovarci di fronte a un punto morto. Quanto è grande la missione dedicata alla felicità degli altri e alla realizzazione di kosen-rufu che riesci a costruirti? È questo il punto su cui poggia la vittoria o la disfatta nella vita. (D. Ikeda)

Frase dal Gosho - 13 agosto 2015

"In che modo bisogna prendere fede nel Sutra del Loto? Praticare gli insegnamenti di questo sutra senza fede è come entrare in una montagna piena di tesori senza mani [per raccoglierli] o come cercare di compiere un viaggio di mille miglia senza gambe. Afferra la fede che è ti lontana attraverso la prova concreta che ti è vicina."

Dal Gosho "Lettera a Horen" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pagg. 454-455)

mercoledì 12 agosto 2015

Esseri...

Tutti gli esseri umani sono degni di rispetto perchè sono dotati della natura di Budda che è sorgente d'infinito coraggio, speranza e saggezza. (D. Ikeda)

Giusi ha detto...

dossier le storia del budda

Leggere giornalmente queste pagine è una coccola all'anima... grazie!
Giusi

(Commento del 4 gennaio 2014)

Frase dal Gosho - 12 agosto 2015

"Che cosa ispirò Shakyamuni a dedicarsi per un numero di kalpa equivalenti ai granelli di polvere alla pratica religiosa nell’intento di conseguire la Buddità? Nient’altro che la devozione filiale. Tutti gli esseri viventi dei sei sentieri e delle quattro forme di nascita sono nostri padri e madri. Per questo Shakyamuni, finché non fu in grado di trattarli con devozione filiale, si astenne dal diventare un Budda. [...] Tra gli esseri viventi dei sei sentieri e delle quattro forme di nascita vi sono uomini e donne. In qualche punto delle nostre passate esistenze, tutti questi uomini e donne sono stati nostri genitori e perciò finché anche uno solo di loro manca di conseguire la Buddità, anche noi non possiamo diventare Budda."

Dal Gosho "Lettera a Horen" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 456)

martedì 11 agosto 2015

Mi stavo perdendo qualcosa

Ho iniziato a praticare alla fine del 2001, stavo malissimo e mi sono attaccata alla pratica come un naufrago che trova un salvagente durante una tempesta. Seguivo tutte le indicazioni e i consigli sulla pratica buddista, pur mantenendo un atteggiamento cauto e vigile nei confronti dell'organizzazione: avevo avuto esperienze negative in questo campo e volevo capire bene con chi avevo a che fare. Mi aspettavo, per esempio, che prima o poi mi venissero chiesti soldi, invece tutto quello che i miei compagni di fede facevano era invitarmi con gentilezza alle riunioni e regalarmi le nostre riviste. Cominciai a provare i primi benefici della pratica e a costruire la mia fede; le persone che frequentavo mi piacevano sempre di più, mi sentivo circondata da autentico calore umano. L'unica cosa che proprio non potevo sopportare era il "martellamento" continuo a proposito del presidente Ikeda. Lì la mia arroganza esprimeva il meglio di sé e poi il "loro" sensei somigliava al mio ex suocero e questo non mi aiutava di certo. L'ambiente ce la metteva tutta per scoraggiarmi, sentivo fare affermazioni spesso discutibili. Non ho mai manifestato apertamente i miei pensieri, ma quello che passava nella mia mente ve lo lascio immaginare...
Il mio rapporto con il maestro ha avuto diverse fasi: sono passata piano piano dal vedere questa relazione come un "pericoloso culto della personalità" al pensare che era una "cosa da giapponesi", di cui io, occidentale e laureata in filosofia, non avevo certo bisogno. La scintilla è scattata a un corso a Trets, quando, durante il "solito martellamento", mi è venuto il dubbio che forse mi stavo perdendo qualcosa. Tornata a casa ho cominciato a desiderare di capire meglio e a fare azioni coerenti con questo desiderio. Cercavo di leggere gli scritti di Ikeda con meno superficialità; in particolare, grazie alla Nuova rivoluzione umana questa figura ha cominciato ad assumere una connotazione diversa: altro che culto della personalità, erano narrate anche le brutte figure di questo gruppo di persone, che per la prima volta si allontanava dal Giappone per propagare il Buddismo, e quindi pasticciava col fuso orario, sbagliava aeroporto e così via. Ho anche conosciuto gli sforzi e le sfide del presidente Ikeda, che era malato e aveva spesso la febbre. Nel frattempo mi avevano affidato la responsabilità di un gruppo, composto da me e da un altro membro del mio paese. Appena sono comparsi i primi principianti l'attività è cresciuta a ritmi febbrili, leggevamo Gongyo lentamente per insegnarlo alle varie persone e recitavamo tanto Daimoku. La mia vita era ancora un gran guazzabuglio, le persone nuove andavano sostenute, e recitando Nam-myoho-renge-kyo per la loro felicità ho sentito che stavo facendo quello che il presidente Ikeda faceva per me. In quel momento è cambiato qualcosa nella mia vita, qualcosa che ha continuato a crescere e spero possa continuare a crescere sempre.
Nella mia vita personale, uno dei benefici era stato la possibilità di andare in pensione anticipatamente e a un'età decisamente giovane, grazie a una causa di servizio. Avevo il desiderio di trovare un nuovo lavoro, per utilizzare le energie e le capacità che, grazie a una pratica costante e a tanta attività, emergevano dalla mia vita, ma concretamente non sapevo cosa fare e mi sarebbe piaciuto non buttare al vento tutto quello che avevo studiato in gioventù. Comunque il mio desiderio persisteva, anche se non aveva mai una forma definita, forse perché in fondo recitavo sempre per qualcosa di più urgente o più importante.
Poi due anni fa mi sono trovata in uno dei momenti più drammatici della mia vita (drammatico ma, grazie alla pratica buddista, non disperato) e mi sono sentita sola e abbandonata da tutti. Esaurite, per fortuna in breve tempo, rabbia e lamentela, mi sono detta che io, comunque, avevo tutto quello di cui avevo bisogno: il Gohonzon, il Gosho e il mio maestro accanto a me! Leggevo e rileggevo le guide come uno che cerca aria per non soffocare, ed è così che ho trovato una semplice citazione, di quelle che ogni tanto sensei sembra lasciar cadere lì casualmente, a disposizione di chi può averne bisogno; si trattava di una frase del libro di Lou Marinoff dal titolo Platone è meglio del Prozac. Così sono andata a leggermi quest'opera, ed è stata una rivelazione, era la risposta a quel desiderio finito in fondo alla lista dei miei obiettivi: la filosofia di cui si parlava nel libro aveva raggiunto campi concreti di applicazione nel settore delle relazioni di aiuto. Poiché nel libro c'era anche l'indirizzo e il numero di telefono di una scuola di Milano, ho chiamato. Mi sento dire che il corso ha la durata di tre anni e che bisogna frequentare un week-end al mese: per me che abito in Molise e che ho problemi di deambulazione era la cosa più complicata che ci fosse! Ho cominciato a raccogliere informazioni sui mezzi di trasporto possibili, aereo compreso, ma diventava tutto estremamente costoso. Continuando a recitare Daimoku capisco che voglio diventare felice, non complicarmi la vita più di quanto non sia già, e lascio perdere.
Intanto ho partecipato a due corsi, con tanto Daimoku e tantissima attività per gli altri. Al ritorno mi dico: «Ma perché devo rinunciare sempre alle cose a cui tengo? Se sono io che non decido perché poi accuso gli altri di avermi rovinato la vita?». Così chiamo di nuovo la scuola e scopro, tra le altre cose, che la stessa scuola a breve sarebbe stata attivata a Terni o a Perugia. A questo punto mi sono dovuta confrontare con l'ostacolo vero, la paura di non essere capace: «Ma dove vado, che tanto non posso camminare? Ho lasciato l'università da più di trent'anni, non mi ricordo niente... Figurati se questi mi accettano...». E poi recitando mi sono detta: «Beh, se non mi prendono, me lo dovranno dire loro!». Il risultato, per farla breve, è che a cinquantadue anni sono tornata a scuola per prepararmi alla nuova professione, devo sostenere gli esami del secondo anno e sto imparando a usare gli strumenti del counselling filosofico nelle relazioni di aiuto. Mi è stato chiesto di scrivere un articolo sul presidente Makiguchi per una rivista di counselling filosofico. E l'hanno chiesto a me, proprio a me che non sono all'altezza, che ho lasciato l'università da trent'anni e così via. Di nuovo la paura di non essere capace è tornata a farsi sentire, ma adesso so come superarla. Al fianco del maestro quale paura potrà essere di ostacolo? (L.D.G.)(dati modificati)

Frase dal Gosho - 11 agosto 2015

"Ma c’è una differenza fra i benefici del daimoku recitato da un santo e i benefici del daimoku che recitiamo noi?. Per risponderti, nessuno dei due è in alcun modo superiore o inferiore all'altro. L'oro posseduto da uno stolto non è differente dall'oro posseduto da un sapiente; il fuoco acceso da uno stolto è uguale al fuoco acceso da un sapiente. Tuttavia c'è una differenza se si recita il daimoku e allo stesso tempo si va contro l'intento di questo sutra."

Dal Gosho "Le quattordici offese" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 670)

lunedì 10 agosto 2015

Creare valore #1

Nichiren scrive: “Shakyamuni insegnò che il superficiale è facile da abbracciare, ma il profondo è difficile. Scartare il superficiale e abbracciare il profondo richiede coraggio.”
Queste sono parole del gran maestro Dengyo, attraverso le quali Nichiren ci insegna che dovremmo cercare di abbracciare gli insegnamenti più profondi.
In ogni campo c’è il superficiale e il profondo, e la vita stessa non fa eccezione. State vivendo solo per voi stessi o per uno scopo e un valore più grandi? E’ facile vivere pensando solo a se stessi, ma vivere per un grande ideale richiede coraggio e un impegno costante. Il fatto che abbiate questa determinazione e questo coraggio oppure no, rivela il vostro vero valore di individui.
“Il Tathagata dei tre corpi, la durata della sua vita, la distinzione dei benefici, i benefici di chi risponde con gioia, sono tutte questioni che riguardano la propria persona.”
Nel Buddismo ogni parola e ogni frase si riferisce alla realtà della propria vita. Il Buddismo non espone mai idee e concetti astratti. Come insegna Nichiren, la nostra fede e la nostra pratica fanno emergere realmente all’interno della nostra vita la suprema condizione vitale di “assoluta libertà”.
Se recitiamo e diffondiamo coraggiosamente la Legge mistica, potremo raggiungere una libertà reale ed eterna. In questo modo diventiamo persone veramente risvegliate e libere. Vi chiedo di risplendere di una condizione vitale luminosa, vasta e priva di impedimenti, e di seguire il sentiero di un’esistenza libera, così da godere pienamente la gioia suprema e la felicità assoluta. A questo fine, non dovete mai abbandonare la fede, qualunque cosa accada.
Se portate avanti le attività della Soka Gakkai gioiosamente e con la determinazione di accumulare fortuna e di diventare più forti fisicamente, allora, come dice Nichiren, “coloro che credono nel Sutra del Loto attireranno la fortuna da diecimila miglia lontano.”
Avere un atteggiamento negativo o lamentoso, invece, cancella la nostra fortuna.
Nichiren afferma anche : “Secondo una sutra, in un solo giorno una persona ha otto milioni e quattromila pensieri”.
Questo mostra quanto sottilmente il cuore umano cambia da un istante all’altro. Per dirigere il proprio cuore verso la gioia, la speranza e la giustizia bisogna vivere con saggezza, in accordo con il principio che la fede si manifesta nella vita quotidiana.
Vivere per kosen rufu e per il bene degli altri porta alla vittoria eterna. Poco dopo essermi unito alla Soka Gakkai rimasi profondamente commosso leggendo questo brano del Gosho: “Alla fine, nessuno può sfuggire alla morte. Le sofferenze a quel tempo saranno esattamente uguali a quelle che stiamo affrontando oggi. Poiché la morte è la stessa in entrambi i casi, dovresti essere disposto a offrire la tua vita per il Sutra del Loto. Pensa a questa offerta come a una goccia di rugiada che si unisce di nuovo all’oceano, o come a un granello di polvere che ritorna alla terra”.

Frase dal Gosho - 10 agosto 2015

"Il mezzo meraviglioso per porre veramente fine agli ostacoli fisici e spirituali di tutti gli esseri viventi non è altro che Nam-myoho-renge-kyo."

Dal Gosho "Il meraviglioso mezzo per superare gli ostacoli" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 747)

domenica 9 agosto 2015

Frase dal Gosho - 9 agosto 2015

"Se la compassione di Nichiren è veramente grande e omnicomprensiva, Nam-myoho-renge-kyo si diffonderà per diecimila anni e più, per tutta l’eternità, perché ha il benefico potere di aprire gli occhi ciechi di ogni essere vivente del Giappone e sbarrare la strada che conduce all’inferno di incessante sofferenza. I suoi benefici superano quelli di Dengyo e di T’ien-t’ai e anche quelli di Nagarjuna e Mahakashyapa. I benefici di cento anni di pratica nella Terra della Perfetta Beatitudine non si possono paragonare ai benefici ottenuti in un solo giorno di pratica in questo mondo impuro."

Dal Gosho "Ripagare i debiti di gratitudine" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 658)

sabato 8 agosto 2015

Frase dal Gosho - 8 agosto 2015

"Budda rivelò che aveva ottenuto l’illuminazione nel remoto passato e gli ascoltatori ne furono sconcertati come se avesse detto che un vecchio di cent’anni era figlio di un uomo di venticinque. Egli espose anche la dottrina dei tremila regni in un singolo istante di vita, secondo la quale i nove mondi possiedono la Buddità e la Buddità possiede i nove mondi. Perciò una sola parola di questo Sutra del Loto è come il gioiello che esaudisce i desideri e una sua singola frase è il seme di tutti i Budda."

Dal Gosho "La scelta del tempo" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 480)

venerdì 7 agosto 2015

Frase dal Gosho - 7 agosto 2015

"«Dopo la mia estinzione dovrebbe abbracciare e sostenere questo sutra. Tale persona sicuramente, senza alcun dubbio, conseguirà la via del Budda». Pertanto, coloro che diventano discepoli di Nichiren e credenti laici devono rendersi conto della profonda relazione karmica che condividono con lui e propagare il Sutra del Loto con il suo stesso atteggiamento."

Dal Gosho "Lettera a Jakunichi-bo" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 883)

giovedì 6 agosto 2015

Determina...

Determina al di là del tuo stato d'animo, al di là del limiti della tua mente, nell'affidamento totale alla Legge Mistica. Pilota i tuoi scopi attraverso il tuo daimoku e non farti condizionare dalle circostanze della vita. Non cercare di trarre conclusioni sulla base della realtà degli eventi, poichè non esiste niente di definitivo e irreversibile. Considera ostacoli e sofferenze come grandi occasioni. Abbraccia il Gohonzon per tutta la vita, qualunque cosa accada. (D. Ikeda)

Frase dal Gosho - 6 agosto 2015

"Il Buddismo insegna che la fragranza interna otterrà protezione esterna. Questo è uno dei suoi princìpi più importanti. Il Sutra del Loto dice: «Nutro per voi un profondo rispetto» e il Sutra del Nirvana dice: «Tutte le creature viventi possiedono la natura di Budda». Il risveglio della fede nel Mahayana di Ashvaghosha afferma: «Poiché la Legge vera e costante permea continuamente la sua stessa vita esercitandovi la sua influenza, le illusioni spariscono istantaneamente e il corpo del Dharma si manifesta». Il Trattato sugli stadi della pratica dello Yoga del Bodhisattva Maitreya contiene un’affermazione simile. Ciò che è nascosto si trasforma in virtù manifesta."

Dal Gosho "I tre tipi di tesori" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 752)

mercoledì 5 agosto 2015

Luogo...

Shin'ichi annuì e disse: "Capisco questo è molto importante. Se non ci piace il luogo in cui viviamo, non possiamo portare avanti pienamente la nostra missione. Se siamo infelici, non faremo che desiderare di andare da qualche parte, svilupperemo un atteggiamento negativo e non riusciremo a impegnarci fino in fondo nel nostro lavoro. Possiamo iniziare a creare valore quando ci sforziamo di guardare gli aspetti positivi che ci permettono di amare e di apprezzare il luogo in cui viviamo.

estratto da "La Nuova Rivoluzione Umana vol. 10 pag. 110

Marina ha detto...

dossier le storia del budda

Buongiorno. Mi sono accostata da poco alla pratica buddista, con tutto il mio bagaglio di domande, dubbi, perplessità... ciò che per ora so è che ancora non sento l'esigenza di recitare, ma esco ogni volta dagli zadankai con un senso di benessere che mi fa riflettere e desiderare di approfondire lo studio del buddismo. Penso passerò spesso da queste parti :-) Buona giornata a tutti!
(Commento del 6 dicembre 2013)

Frase dal Gosho - 5 agosto 2015

"Qui io faccio un grande voto. Anche se mi offrissero il governo del Giappone a patto che aneli a rinascere nella Pura terra abbandonando il Sutra del Loto e aderendo alle dottrine di un sutra come quello della meditazione o simili, anche se minacciassero di decapitare mio padre e mia madre se non recito il Nembutsu, qualunque difficoltà possa incontrare, a meno che uomini sapienti non provino che i miei insegnamenti sono falsi, io non accetterò mai! Tutti gli altri problemi per me non sono altro che polvere al vento. Io sarò il pilastro del Giappone. Io sarò gli occhi del Giappone. Io sarò il grande vascello del Giappone. Questo è il mio voto, e io non lo infrangerò mai!"

Dal Gosho "L’apertura degli occhi" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 254)

martedì 4 agosto 2015

Il libro della mia vita

In Argentina nel 1999 la mia migliore amica, Anna, mi diede un bigliettino con scritto questa frase: Nam-myoho-renge-kyo. Non ero stupita, con lei avevo letto, fatto e provato le cose più strane che si possono fare. «Ripetilo quindici volte al giorno – mi disse – o anche cinque, a condizione che sia tutti i giorni, chiedendo tutto quello che vuoi: cose materiali, amore, aiuto». Le domandai da dove veniva e che cosa significasse questa frase. Mi rispose che non lo sapeva, che glielo aveva dato un'amica, ma garantiva che funzionava. A. aveva cominciato da una settimana e aveva avuto già dei risultati concreti, perciò cominciai subito anch’io. Recitavo Daimoku prima di dormire, mentre cucinavo, anche in corriera. Quello che sentivo mentre recitavo a occhi chiusi (non sapevo che esistesse il Gohonzon) era una connessione diretta con l’universo, un collegamento con l’energia originale che mi caricava e mi tranquillizzava allo stesso tempo.
Nel 2002 cercavo un lavoro normale, visto che la mia professione di ballerina classica non mi dava soddisfazioni economiche, e mi presentai a un concorso per rappresentante di profumi francesi nel Duty Free Shop dell’aereoporto di Buenos Aires. Non avevo speranza di vincere: io soffro di talassemia, una malattia congenita del sangue che mi provoca un’anemia forte e costante, e il concorso prevedeva una visita medica. Infatti, all’indomani delle analisi, il dottore mi chiamò per dirmi che se non c’era stato un errore nel conteggio dei globuli rossi, io ero la fidanzata di Dracula! Mi chiese di rifarli la mattina seguente, e così quella sera io e Anna abbiamo recitato Daimoku insieme. Due giorni dopo mi telefonò il dottore per dirmi che avevo quasi quattro milioni di globuli rossi, anche troppi! Ebbi quel lavoro e guadagnai molti soldi. L’aereporto – inoltre – dista un’ora e mezzo dalla capitale e io recitavo Daimoku tutto il viaggio, tre ore tutti i giorni.
Nel 2006 mi ero già trasferita in Italia e mio figlio, che aveva un anno, si ammalò di salmonellosi. Fu ricoverato d’urgenza all’ospedale di Bologna e il suo stato era grave. Con mio marito passammo notti e giorni a tenergli le manine perchè non si staccasse la fleboclisi e io persi cinque chili in due settimane. A un tratto tutto mi divenne molto chiaro, lasciai mio figlio nel lettino e, cercando di non curarmi del suo pianto, cominciai a recitare Nammyoho-renge-kyo. Da quella notte lui cominciò a reagire e nel giro di quindici giorni è tornato a casa sano e salvo.
Ma, nonostante questa gioia, ero triste perchè da quando stavo in Italia ero riuscita ad avere una sola cara amica, abituata come ero in Argentina ad avere tanti amici con cui parlare, discutere, studiare. Mi sentivo isolata e a volte anche emarginata.
Nel febbraio del 2006 è venuta a trovarmi dall’Argentina un’amica. Una mattina l’ho sentita recitare Nam-myoho-renge-kyo, e così ho saputo del Buddismo di Nichiren Daishonin, del presidente Ikeda, della Soka Gakkai, delle riunioni e del Gongyo quotidiano. Una volta rimasta sola ero confusa per le troppe novità, non sapevo da dove cominciare, ma avevo fiducia in lei e nel Daimoku. La prima cosa che feci fu Gongyo, e subito ebbi la peggiore crisi depressiva degli ultimi anni. Mi sentivo sola, facevo Gongyo piangendo e ci mettevo delle ore, mi sembrava una tortura, ma continuavo. Un giorno, in una libreria specializzata in mistica ed esoterismo dove mi ero recata per cercare – senza trovarlo – un rosario buddista come quello che avevo visto alla mia amica, il titolare mi diede il numero di telefono di un suo cliente che praticava il Buddismo. Così conobbi tutta la gente di cui avevo tanto bisogno, che mi diede conforto e informazioni. Soprattutto, avevo trovato un maestro nel presidente Ikeda. I suoi libri mi colpivano, ogni sua frase mi dava speranza e saggezza. Mi bastava andare in biblioteca (dove ho trovato parecchi suoi libri) per sentirmi meglio. Ho recitato Daimoku per molto tempo, ma l’azione del Gongyo è stata radicale: sono diventata consapevole di tante cose, si sono prodotti tanti cambiamenti profondi nella mia personalità, adesso sono più sincera con me stessa e con gli altri, accetto gli altri come sono, la tolleranza è diventata mia amica. Ho cominciato a rivedere mia madre, dopo otto lunghi anni, mio figlio ha vissuto la scorsa estate con sua nonna per la prima volta e siamo stati felici insieme. Con Nam-myoho-renge-kyo continuo a ricevere benefici in tutto quello che chiedo, dalle cose più importanti alle più banali e materiali. Con Gongyo ho guadagnato consapevolezza, chiarezza e sincerità.
Il libro della mia vita ha nuove pagine bianche e questa volta sono io ad avere la penna in mano. Ancora oggi mi guidano le prima parole del presidente Ikeda che ho letto: «La comprensione della propria vita è la condizione necessaria per condurre un’esistenza piena e felice». (P. D. F.)(dati modificati)