mercoledì 30 settembre 2015

Infelicità...

La più profonda determinazione di Toda forse trova la sua massima espressione nella frase: "Desidero che non venga più usata la parola "Infelicità" per descrivere il mondo, una nazione, un singolo individuo". Il suo invito all'abolizione delle armi nucleari rappresenta un'esposizione condensata di tale decisione ed è radicato in una prospettiva notevolmente affine al concetto ampiamente propugnato di "Sicurezza umana". (D. I.)

Isabella ha detto...

dossier le storia del budda

Ho perso mio padre il 09/06/2014 ricoverato dal 22 marzo in casa di riposo dopo circa due anni e mezzo in casa insieme a mia madre pure lei non autosufficiente con due badanti. Mi sono colpevolizzata per questa scelta dettata da una strana fretta e paura, certamente il trauma non deve avergli fatto bene anzi forse ha accelerato il suo decesso perché non curato e accudito come a casa.
Conoscevo già il mantra ma dal giorno della sua morte sto cercando a fatica di praticare per cercare il suo e mio perdono e il motivo della scelta che mai avrei fatto e invece stranamente è maturata.

(commento del 19 giugno 2014)

Frase dal Gosho - 30 settembre 2015

"Il Sutra del Loto invece è un sutra predicato in accordo con la mente del Budda, e, poiché quella del Budda è una mente eccellente, leggendo questo sutra, anche le persone che non lo comprendono ottengono inestimabili benefici. L’artemisia che cresce in mezzo alla canapa o un serpente all'interno di un tubo [diverranno naturalmente diritti] e chi frequenta persone buone, anche senza far nulla di particolare, diventerà naturalmente retto nei pensieri, nelle parole e nelle azioni. L’influenza del Sutra del Loto è simile: anche senza far nulla di particolare, chi ha fede in questo sutra sarà considerato dal Budda una persona buona."

Dal Gosho "Il corpo e la mente delle persone comuni" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 1000)

martedì 29 settembre 2015

Ogni cosa a suo tempo

Chi ha vissuto a pieno la propria vita è capace di vedere le cose con sguardo pacato e saggio. Soprattutto se questa saggezza è potenziata da grandi quantità di Daimoku, sincero e appassionato

Francesco a Bologna lo conoscono tutti per la sua cordialità, per la sua disponibilità: è un gentiluomo e tutti gli vogliono bene. È bello ascoltarlo, ha un modo tutto suo, particolare, di raccontare le cose, a metà tra la saggezza di una vita lunga, densa di esperienza e di generosità innata, infarcito di espressioni e detti tipici della sua terra e il carattere di una forte fede. Ha deciso di raccontare la sua esperienza e, dopo aver fatto Gongyo in casa sua, nella stanza dedicata al Gohonzon, davanti ad una bella tazza fumante di tisana ha inizio il suo racconto.

Frase dal Gosho - 29 settembre 2015

"Se vuoi liberarti dalle sofferenze di nascita e morte che sopporti dal tempo senza inizio e ottenere sicuramente la suprema illuminazione in questa esistenza, devi cogliere la mistica verità che è originariamente inerente a tutti gli esseri viventi. Questa verità è Myoho-renge-kyo. Di conseguenza recitare Myoho-renge-kyo ti permetterà di cogliere questa mistica verità innata in tutti gli esseri viventi."

Dal Gosho "Il conseguimento della Buddità in questa esistenza" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 4)

lunedì 28 settembre 2015

Affrontare le difficoltà e le malattie #4

Se dovessimo perdere la “salute” nel campo della fede, non potremmo conseguire la Buddità. Non solo, potremmo perdere tutta la fortuna e i meriti che abbiamo accumulato nella nostra vita.
Non si sa che età avesse Sairen-bo quando ricevette questa lettera. Ma forse tendeva ad essere spiritualmente riluttante e probabilmente, sfiduciato per le proprie condizioni di salute, aveva espresso il desiderio di ritirarsi un una montagna. Possiamo dedurre dal brano citato che Nichiren incoraggiò Sairen-bo a superare la sua debolezza spirituale così da rinnovare la determinazione di guarire dalla malattia e di progredire nella propagazione della Legge.
Nella nostra grande battaglia per kosen rufu non esiste il pensionamento. Alle volte potreste essere obbligati a riposarvi. Tuttavia, lo scopo del riposo è poter tornare nella prima linea della nostra battaglia per kosen rufu. Sarebbe davvero un segno di vigliaccheria se i nostri responsabili si isolassero per evitare di lottare in prima linea per kosen rufu, senza ripagare i loro debiti di gratitudine verso la Soka Gakkai impegnandosi per la felicità degli altri. Un simile stile di vita egoistico e apatico va contro lo spirito di Nichiren e il suo insegnamento.
Temprare la propria vita e costruire una felicità indistruttibile come il diamante è possibile solo attraverso azioni determinate per realizzare kosen rufu, sulla base della Legge mistica e insieme alla Soka Gakkai.
Nichiren incoraggia così la moglie malata di Toki Jonin, offrendole speranza e stimolando la sua volontà di continuare a vivere: “Un giorno di vita è molto più prezioso di tutti i tesori del sistema maggiore di mondi […] Hai ancora molti anni davanti a te, e inoltre hai incontrato il Sutra del Loto. Se vivi anche un solo giorno di più puoi accumulare una fortuna ancora più grande. Quant’è preziosa la vita!”
Una vita è preziosa quanto l’intero universo. Non possiamo permetterci di sprecarne neanche un solo giorno dato che noi, avendo incontrato la Legge mistica che è difficile da incontrare, viviamo ogni giorno un’esistenza preziosa adempiendo la nostra missione individuale.
Nichiren scrive anche: “I benefici di cento anni di pratica nella Terra della perfetta beatitudine non si possono paragonare ai benefici ottenuti in un solo giorno di pratica in questo mondo impuro.”

Frase dal Gosho - 28 settembre 2015

"Il cuore di tutti gli insegnamenti della vita del Budda è il Sutra del Loto e il cuore della pratica del Sutra del Loto si trova nel capitolo "Mai Sprezzante". Cosa significa il profondo rispetto del Bodhisattva Mai Sprezzante per la gente? Il vero significato dell'apparizione in questo mondo del Budda Shakyamuni, il signore degli insegnamenti, sta nel suo comportamento da essere umano."

Dal Gosho "I tre tipi di tesori" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 756)

domenica 27 settembre 2015

Frase dal Gosho - 27 settembre 2015

"Nel passato il ragazzo delle Montagne Nevose volle dare la sua vita per la metà di un verso. Quanto più dovremmo esser grati di poter ascoltare un capitolo o un volume del Sutra del Loto! Come potremo mai ripagare una cosa simile? Se ti preoccupi veramente della tua prossima vita, devi seguire l’esempio del ragazzo delle Montagne Nevose: anche se sei molto povero e non hai tesori da offrire, se si presenta l’occasione di offrire la tua vita per la Legge buddista, devi dare la vita per imparare la Legge buddista. Questo nostro corpo comunque diventerà nulla più del terreno delle colline e dei campi; è inutile lesinare la tua vita perché, per quanto lo desideri, non potrai continuare a farlo per sempre. Anche un uomo che vive a lungo, raramente vive oltre i cento anni e tutti gli eventi di una vita non sono che il sogno di un breve sonno."

Dal Gosho "Le quattordici offese" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 674)

sabato 26 settembre 2015

Frase dal Gosho - 26 settembre 2015

"L’uovo di un uccello all’inizio contiene solo acqua, ma da questa acqua, senza l’intervento di nessuno, si sviluppano un becco, due occhi e tutto il resto e infine un uccello che vola nel cielo. Anche noi, benché abbiamo un corpo vile chiuso nel guscio dell’ignoranza, covati dalla recitazione di Nam-myoho-renge-kyo, sviluppiamo il becco delle trentadue caratteristiche maggiori del Budda e le piume degli ottanta segni minori e possiamo volare nel cielo del vero aspetto di tutti i fenomeni e della realtà di tutte le cose."

Dal Gosho "Lettera a Niiike" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 914)

venerdì 25 settembre 2015

Stand up alone

Erich Fromm, nel libro “Fuga dalla libertà”, ripercorre la storia della società per spiegare quanto il processo di conquista di autonomia dell’individuo sia ostacolato dall’interno, dagli stessi esseri umani. Egli spiega che l’uomo, da sempre spinto alla ricerca della libertà da restrizioni esterne, quando si trova a doversi basare sulle proprie forze viene colto da un senso di insicurezza e di isolamento che lo spinge a cercare dei meccanismi di fuga. Si cerca così qualcosa o qualcuno a cui delegare le proprie responsabilità e si sviluppano rapporti di sottomissione o di dipendenza. Oppure si può tentare di rendere gli altri dipendenti confondendo i sentimenti di amore o benevolenza con il bisogno di dominio che nasce dalla propria instabilità interiore. A volte ci si spinge al punto di rinunciare al proprio io e si sviluppa uno “pseudo-carattere”, uno “pseudo-pensiero” e perfino degli “pseudi- sentimenti”. Spinti dal senso di dovere, dalle convenzioni o da semplici pressioni, si arriva al punto di dimenticare chi siamo, e cosa vogliamo veramente.

“Le illusioni su se stessi possono diventare stampelle utili a coloro che non sono in grado di camminare da soli; ma aumentano certamente la debolezza della persona. Quanto maggiore è l’integrazione della personalità dell’individuo, e quanto maggiore è quindi la sua limpidezza verso se stesso, tanto più grande è la sua forza”.

"Se non ci si aspetta niente dagli altri è più facile perseverare, altrimenti, se siamo spinti dal bisogno di approvazione, basterà che ci venga negata per crollare. Se invece possiamo “stare in piedi da soli” non abbiamo bisogno di alcun consenso esterno, non siamo spinti a conformarci per sentirci più sicuri”.

Frase dal Gosho - 25 settembre 2015

"Anche il Budda dimora nei nostri cuori, così come dentro la pietra focaia esiste il fuoco e dentro le gemme esiste il valore. Noi persone comuni non possiamo vedere le nostre ciglia che sono vicine né i cieli che sono lontani. Ugualmente non capiamo che il Budda esiste nel nostro cuore."

Dal Gosho "Gosho di Capodanno" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 1008)

giovedì 24 settembre 2015

Nichiren Daishonin

Nichiren parla di sé in modi molto differenziati, a seconda dell'interlocutore cui si rivolge, a seconda se stia scrivendo una lettera o un trattato e, presumibilmente, in accordo con i vari periodi della sua vita. Abbiamo, allora, un Nichiren che - forse - si identifica con Jogyo, la 'guida dei Bodhisattva della Terra', oppure si sente il 'Devoto del Sutra del Loto' in attesa della manifestazione dello stesso Jogyo. Altre volte egli si riconosce come un discepolo appartenente ad uno dei gradi inferiori della via dello studio. Poi è lo Shramana del Giappone, oppure è ne è il Maestro, Sovrano e Genitore. Dice di essere una persona comune di casta inferiore, piccolo, brutto e di comprensione limitata. Afferma di essersi illuminato da solo, oppure di aver raggiunto la buddhità, ma prega l'interlocutore di tenere l'informazione segreta. Talvolta, invece, vorrebbe raggiungere finalmente l'illuminazione in un giorno futuro, e spera - oppure si dice certo - di incontrare Shakyamuni sul Picco dell'Aquila. In certi trattati si descrive metaforicamente come un saggio solitario, sereno e pieno di comprensione, oppure come un nobile ospite. Non sa quali siano le sue passate incarnazioni, ma pensa di aver assistito alla Cerimonia dell'Aria. Certe volte dubita di sé, non sa se la sua ricerca abbia colto nel segno, altre volte sente che non si è inventato nulla, che ciò che ha capito è più grande di lui, che lo trascende. Cita i Sutra e ricerca nei testi canonici del buddhismo per dimostrare il suo punto di vista, ma sarebbe disposto a cambiare opinione qualora qualcuno gliene argomentasse la ragione in modo convincente e fondato. E' felice nei momenti più difficili e disgraziati perché è sostenuto dalla fede, ma talvolta piange e si commuove pensando al suo destino, a quello dei suoi genitori, degli amici. Scrivendo lettere accorate e piene di affetto a volte identifica i suoi stessi discepoli - o comunque le persone che gli sono vicine e lo aiutano - con dei Buddha o Bodhisattva. Vede in essi Shakyamuni redivivo, oppure la reincarnazione di suo padre e di sua madre. Qualche volta dice ad altri che essi stessi sono la Torre Preziosa e, quindi, conseguentemente, dico io, l'incarnazione della Legge o del Buddha Originario. Chi è Nichiren? Sicuramente un uomo solo, un rivoluzionario, forse un sognatore che combatte con caparbietà contro i mulini a vento del suo tempo. La sua forza è la fede in ciò che ritiene di aver trovato negli insegnamenti buddhisti. Egli stesso frequentemente non sa bene perché deve avere il ruolo che ha, e allora trova conferme nei trattati e nei Sutra: è convinto che la sua epoca abbia in sé un'urgenza, un bisogno di rinnovamento, di un recupero, e vede solo in sé stesso colui che possiede la chiave. Questo lo sconcerta un pò: non doveva apparire il Bodhisattva Jogyo? Invece egli è solo. Allora forse è lui stesso Jogyo! Però è strano, egli osserva, perché la sua pratica è imperfetta, discontinua, la sua voce è flebile. Però, si dice, poiché sono perseguitato a causa del Sutra del Loto, io dedico ad esso la mia intera vita. Quindi lo vivo. Quindi lo incarno, lo rappresento. E lo fanno anche i miei discepoli. Come vogliamo considerare quest'uomo sofferente e caparbio, felice della sua fede eppure in costante rielaborazione delle sue convinzioni? Per sua stessa ammissione non ha virtù eroiche particolari, al di là del coraggio di affrontare l'opposizione alle sue idee. Non ha poteri o veggenze speciali. Non vede nel passato o nel futuro, ma riflette e deduce. In breve è un uomo normale ma, per certi versi, è un Maestro: ha una visione ideale, indica qualcosa che ancor oggi - pur essendo stata rielaborata più volte durante i sette secoli che ci separano da lui - sembra avere un senso profondo. Francamente non sembra un Bodhisattva o un Buddha per come normalmente vengono rappresentati. Non ha il sorriso serafico e l'impassibilità enigmatica e super-umana delle statue buddiste. Appare perfino un pò fissato, caparbio, un Savonarola alla maniera giapponese. Eppure la sua fissità potrebbe essere interpretata come l'ostinazione di chi propone l'essenziale, oltre i riti, oltre le speculazioni e il potere delle religioni: la semplice dedizione alla Legge Universale e ad un Buddha che non è soltanto Shakyamuni, ma è coesistente con la Vita...
In definitiva, poi, com'è davvero un Buddha? Come agisce, come si comporta e respira? Forse potrebbe essere una persona insospettata, il nostro vicino, senza i caratteri fantastici e immaginifici dell'idealità. E un Buddha, se lo è davvero, non è forse - per ciò stesso - il Buddha Originario? Non si identifica in lui, se non altro perché ha raggiunto quello stato di coscienza dove tutto è Uno e dove la Legge Universale si fonde con la vita individuale?
via | Maurizio

Frase dal Gosho - 24 settembre 2015

"Nel Sutra del Nirvana si trova il principio dell’alleggerimento della retribuzione karmica. Se il karma pesante del passato non viene espiato in questa esistenza, si dovranno sopportare le sofferenze dell’inferno nel futuro, tuttavia, incontrando grandi difficoltà in questa vita [a causa del Sutra del Loto], le sofferenze dell’inferno svaniranno immediatamente. Alla morte si otterranno i benefici dei mondi umano e celeste, dei tre veicoli e dell’unico veicolo. Il Bodhisattva Mai Sprezzante non fu deriso, insultato e colpito con pietre e bastoni senza motivo: probabilmente aveva offeso l’insegnamento corretto nel passato."

Dal Gosho "Alleggerire la retribuzione karmica" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 173)

mercoledì 23 settembre 2015

Il mio compito...

Come sopravvissuta, mi sono chiesta a cosa avrei dovuto fare della mia vita. Poi sono arrivata a percepire che il mio compito era comunicare gli orrori dell'attacco nucleare e condividere con le persone la mia sensazione di totale follia riguardo agli esseri umani che in guerra si uccidono a vicenda. Ora sento che questa è la ragione per cui sono viva. (Esperienza di una Hibakusha)

Battistino ha detto...

dossier le storia del budda

Ho incontrato il buddismo ed è cambiata la mia vita. Certo all'inizio benefici e dopo dure prove con il me stesso di prima, il demone scontento mi ha messo davanti difficoltà e situazioni di vita che prima mi avrebbero portato a strade i rinuncia, di abbandono o di reazione fintamente vitale, ma aggirante, non consapevole, ma oggi, pur nella difficoltà sono sereno e felice di esserci in questa terra.

(commento del 17 giugno 2014)

Frase dal Gosho - 23 settembre 2015

"In sostanza, l’apparizione della torre preziosa indica che quando udirono il Sutra del Loto i tre gruppi di ascoltatori della voce percepirono per la prima volta la torre preziosa dentro la loro vita. Adesso i discepoli e i seguaci laici di Nichiren stanno facendo lo stesso. Nell’Ultimo giorno della Legge, non esiste altra torre preziosa che gli uomini e le donne che abbracciano il Sutra del Loto. Perciò ne consegue che coloro che recitano Nam-myoho-rengekyo, qualunque sia la loro condizione sociale, sono essi stessi la torre preziosa, e allo stesso modo sono essi stessi il Tathagata Molti Tesori. Non esiste altra torre preziosa che Myoho-renge-kyo. Il daimoku del Sutra del Loto è la torre preziosa e la torre preziosa è Nam-myoho-renge-kyo."

Dal Gosho "La torre preziosa" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 264)

martedì 22 settembre 2015

Vent'anni di battaglie

Di fronte a enormi disagi e difficoltà di ogni tipo, è il tipo di reazione che genera la differenza. Grazie all'insegnamento buddista si può imparare a utilizzare anche le difficoltà più estreme in occasioni per trasformare se stessi e la propria famiglia.

Nel 1992 partecipai per la prima volta a una riunione. Rimasi molto colpita dagli insegnamenti buddisti che erano in perfetta sintonia con le mie idee sulla vita, così iniziai subito a praticare. Molto naturalmente scelsi il presidente Ikeda quale mio maestro e da quel momento le sue parole divennero il mio punto di riferimento. Avevo tante situazioni irrisolte: a diciannove anni ero andata via dalla mia città natale, Palermo, per trasferirmi a Novara. I miei genitori sono separati da tanti anni e mio padre con il quale vivevo in quel periodo, dopo la mia partenza non voleva più saperne di me. Ma il mio desiderio più grande restava "l'amore": amare e poter essere riamata senza limiti! Così, quando un ragazzo conosciuto da poco mi fece la classica dichiarazione, fui travolta dalle illusioni e in breve lo sposai, pur non amandolo, o meglio, ero innamorata dell'amore che lui provava per me. All'inizio della pratica può capitare di pensare: «Siccome pratico questo Buddismo andrà tutto bene», ma presto bisogna fare i conti con la realtà. Nel frattempo avevo parlato a molte persone di questo Buddismo e nel 1993 ricevetti il Gohonzon insieme a quattro miei shakubuku, tra cui anche mia madre e mio marito.

Frase dal Gosho - 22 settembre 2015

"Oggi ci sono persone che credono nel Sutra del Loto; la fede di alcuni è come il fuoco, quella di altri è come l'acqua. Quando i primi ascoltano l'insegnamento, ardono di passione come il fuoco, ma, con il passare del tempo, tendono ad abbandonare la fede. Avere fede come l'acqua significa credere sempre, senza mai retrocedere. "

Dal Gosho "I due tipi di fede" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 798)

lunedì 21 settembre 2015

Affrontare le difficoltà e le malattie #3

Quant’era grande la compassione di Nichiren verso coloro che si sforzavano dietro le quinte! Quando un suo seguace stava soffrendo a causa di una malattia, Nichiren la considerava come una sua sofferenza personale e pregava perché il suo seguace guarisse il più velocemente possibile. Questa grande compassione del Budda originale è davvero meravigliosa da vedere.
Se osserviamo il comportamento di Nichiren, restiamo profondamente colpiti dalla convinzione che questo sia il modo in cui un buddista deve vivere. Nichiren non agiva di certo per obbligo o per salvare le apparenze. Considerava i problemi di coloro che stavano soffrendo, di coloro che stavano coraggiosamente combattendo per kosen rufu, come se fossero i suoi problemi personali. Teneva in gran conto ognuno dei suoi discepoli, li incoraggiava e mostrava comprensione per loro. Non dobbiamo mai dimenticare che in questo modo di agire si trova la vera essenza dell’umanità.
La Soka Gakkai ha preservato questo spirito nel suo impegno per aiutare gli altri, ed è perciò che oggi siamo arrivati così lontano e abbiamo realizzato tante cose. Questo è sia l’orgoglio sia la forza della Soka Gakkai.
Anche se dovessi ritirarti in una montagna o in una valle, dovresti propagare la Legge mistica senza risparmiarti dopo che sarai guarito della malattia e la tua situazione sarà nuovamente favorevole.”
L’esortazione di Nichiren a Sairen-bo fu: “Cura la tua malattia velocemente e poi ricomincia a combattere con kosen rufu. Dovresti lottare per kosen rufu senza risparmiarti”. Le parole di Nichiren possono suonare troppo severe, ma sono in linea col corretto sentiero del Buddismo. Lo stesso spirito si trova in uno degli ammonimenti di Nikko che recita: “Fin quando kosen rufu non sarà realizzato, propagate la Legge al massimo delle vostre capacità senza risparmiare la vostra vita”.
Il punto che Nichiren sta rimarcando è: «Fino all’ultimo momento della nostra vita, non dovremmo mai ritirarci spiritualmente. Non dovremmo mai indebolire il nostro spirito combattivo. Possiamo ammalarci fisicamente, ma se indeboliamo il nostro spirito combattivo, ci ammaleremo spiritualmente. In altre parole, una malattia meramente fisica può trasformarsi in una “malattia della fede” o in una “malattia della condizione vitale”.

Frase dal Gosho - 21 settembre 2015

"Per fare un altro esempio, in autunno e in inverno le piante e gli alberi sono secchi e spogli, ma, quando su di loro risplende il sole primaverile ed estivo, si coprono di rami, foglie, fiori e frutti. Prima della predicazione del Sutra del Loto, le persone dei nove mondi erano come piante o alberi in autunno e in inverno. Ma quando il singolo carattere myo del Sutra del Loto cominciò a risplendere su di loro come il sole primaverile ed estivo, sbocciò il fiore dell'aspirazione all'illuminazione e apparve il frutto della Buddità"

Dal Gosho "Il daimoku del Sutra del Loto" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 128)

domenica 20 settembre 2015

Frase dal Gosho - 20 settembre 2015

"Ognuno di voi deve raccogliere il coraggio di un leone e non soccombere di fronte alle minacce di chicchessia. Il leone non teme nessun altro animale e così neppure i suoi cuccioli. Quelle persone [che offendono la Legge] sono come sciacalli ululanti, ma i seguaci di Nichiren sono come leoni ruggenti. [...] Rafforzate la vostra fede giorno dopo giorno e mese dopo mese. Se la vostra determinazione cala anche solo un po’, i demoni prenderanno il sopravvento."

Dal Gosho "Le persecuzioni che colpiscono il santo" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 885)

sabato 19 settembre 2015

Frase dal Gosho - 19 settembre 2015

"Quando veneriamo il Myoho-rengekyo che è nella nostra vita come oggetto di culto, la natura di Budda che è in noi viene richiamata dalla nostra recitazione di Nam-myoho-renge-kyo e si manifesta. Questo si intende per “Budda”. Per fare un esempio, quando un uccello in gabbia canta, gli uccelli che volano liberi nel cielo sono richiamati e si radunano intorno a lui. E quando gli uccelli che volano nel cielo si radunano, l’uccello in gabbia cerca di uscire fuori. Così, quando con la bocca recitiamo la mistica Legge, la nostra natura di Budda viene richiamata e immancabilmente emergerà. La natura di Budda di Brahma e di Shakra, richiamata, ci proteggerà e la natura di Budda dei Budda e dei bodhisattva, richiamata, gioirà. Questo intendeva il Budda quando disse: «Se qualcuno potrà sostenerlo [questo sutra] anche solo per breve tempo, certo io ne gioirò e così faranno tutti gli altri Budda»"

Dal Gosho "Come coloro che inizialmente aspirano alla via..." (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 789)

venerdì 18 settembre 2015

L'universalità del Sutra del Loto

La dottoressa Vorobyova-Desyatovskaya, dell'Istituto di Studi Orientali dell'Accademia Russa delle Scienze, ha svolto numerose ricerche sul Sutra del Loto, che vertono sull'argomento “cuore”. Infatti la verità del Sutra del Loto fa appello al cuore delle persone e non può essere compresa con l'intelletto.
Ecco alcuni passaggi tratti dal primo volume di: ”La saggezza del Sutra del Loto” di Daisaku Ikeda, che analizzano le parole della dottoressa, riferite alle problematiche del nostro secolo.

“Alla domanda sul perché il Sutra del Loto sia stato abbracciato da tante persone e si sia diffuso tanto ampiamente, la risposta della dottoressa è stata chiara. Il Sutra del Loto propone un modo di pensare completamente nuovo:”Gli esseri umani sono fondamentalmente liberi e in grado di cambiare il corso del proprio destino... L'ideologia del Sutra del Loto ha dato agli uomini la libertà interiore e per questo esercita un'attrazione così forte”.
Molto interessanti sono le osservazioni della dottoressa sull'importante ruolo che il Sutra del Loto potrebbe giocare nel XXI secolo. Secondo lei, "la missione del Sutra del Loto sta nell'indurre le persone a riflettere sul perché delle proprie azioni, sullo scopo della propria vita e sulla direzione in cui si sta muovendo il genere umano”. [...]
Lo spirito di un vero studioso è proprio quello di lavorare per il bene degli altri. Non si può compiere niente di veramente grande in alcun campo senza questo spirito, ma nella nostra epoca sembra che tutto ciò sia stato completamente dimenticato.
Ci sono alcuni che arrivano addirittura ad affermare che la felicità degli altri è una disgrazia per loro, e che sono felici della sfortuna degli altri. Sono le tragiche vittime della società competitiva in cui viviamo.
La verità è che dedicarci alla felicità degli altri è la condizione necessaria per diventare davvero felici a nostra volta.
Nel corso degli studi condotti sulla psicologia del profondo, Carlo Jung e altri psicoanalisti hanno descritto la "vita ideale" in questi termini: nell'infanzia, il senso di sicurezza di essere circondati dall'amore dei genitori e degli altri; durante la gioventù, la ricerca di qualcosa di più elevato, di sacro o di divino; nell'età adulta, servire gli altri; nella vecchiaia vivere con speranza, saggezza e con un senso di assoluta fiducia nel valore della vita che si è vissuta.
Lavorare tenacemente per cercare qualcosa di nobile, servire gli altri, condurre un'esistenza lunga e realizzata: tutto ciò assomiglia al modo di vivere di un bodhisattva.
Ripristinare questo modello di esistenza sarà una delle sfide fondamentali per il XXI secolo”.

Ecco come l'applicazione del “nuovo umanesimo” buddista, consapevoli dello scopo della nostra vita, possa rappresentare un percorso di salvezza per un mondo colmo di contrasti e di sofferenze.
Contributo e foto di Giulietta

Frase dal Gosho - 18 settembre 2015

"Se uno è amico di una persona, ma manca della compassione di correggerla, in realtà è un suo nemico"

Dal Gosho "L'apertura degli occhi" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 259)

giovedì 17 settembre 2015

L'altare

La struttura base delle nostre case di occidentali moderni non è così diversa da quella utilizzata dai nostri antenati. I bisogni fondamentali degli esseri umani sono pressocchè sempre gli stessi e quindi, nelle case, esiste uno spazio per mangiare, uno per dormire, per lavarsi e via e via, con modeste variazioni. Una differenza sostanziale, però, esiste: nei tempi antichi nelle case c'era anche un luogo "sacro", un altare o simile, dove pregare e offrire acqua, cibo, fiori o incenso alla divinità, agli dei, ai progenitori della famiglia, dello stato, eccetera. Oggi è molto difficile trovare qualcosa del genere, forse proprio perché nella nostra mentalità di uomini moderni il mistero, l'ulteriore, trova effettivamente poco asilo, non ha un luogo nel quale veramente dimorare e manifestarsi. Certamente nelle città esistono dei luoghi di culto, templi e chiese, e quindi a livello sociale questa esigenza del sacro è ancora parzialmente presente e riconosciuta (quando non sia solamente un fatto formale), ma a livello familiare e individuale, in casa propria, manca un vero spazio per l'interiorizzazione, la preghiera, la meditazione, la comunicazione con il divino. Possibile che l'altare dei Lari e dei Penati degli antichi romani, ad esempio, sia stato sostituito dalla televisione? Comunque sia, credo che veramente ci sia bisogno, proprio concretamente, nella nostra abitazione, di un angolo, una stanza, uno scaffale a mo' di altare, un nostro luogo insomma che possa diventare uno strumento per ritrovarci, recuperare le energie, la calma e il distacco, l'ispirazione, e davanti al quale concepire obiettivi aprendosi alla guida interiore del Sé. Noi buddisti abbiamo il nostro Butsudan, l'altarino con il Gohonzon, il Mandala che rappresenta la Legge Mistica, davanti al quale, giorno dopo giorno, mattina e sera, cerchiamo di ritrovare nel nostro cuore devozione, compassione e gratitudine, di scoprire dentro noi stessi saggezza e sempre nuova energia. In questo, evidentemente, pur seguendo una tecnica adatta ai tempi che insegna ad integrarsi con la vita moderna, che non cerca di tornare indietro, che vuole aprirsi alla cultura attuale, siamo gli eredi (insieme a molte altre scuole che, comunque, esistono) di un'antichissima tradizione che adibisce un apposito centro all'interno della casa, là dov'è possibile sentirsi felici e a proprio agio nel senso più vero e profondo...

[via | Maurizio]

Frase dal Gosho - 17 settembre 2015

"Quando una persona riceve grandi lodi dagli altri, sente che non esiste difficoltà impossibile da affrontare. Tale è il coraggio che generano le parole di lode. I devoti che nascono nell’Ultimo giorno della Legge e propagano il Sutra del Loto incontreranno i tre tipi di nemici, che li faranno esiliare e persino condannare a morte. Ma il Budda Shakyamuni avvolgerà nella sua veste coloro che, nonostante tutto, persevereranno nella propagazione. Tutti gli dèi celesti faranno loro offerte, li sosterranno con le spalle e li porteranno sul dorso. Essi posseggono grandi radici di bontà e meritano di essere le grandi guide di tutti gli esseri viventi."

Dal Gosho "Il vero aspetto di tutti i fenomeni" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 341)

mercoledì 16 settembre 2015

Suggerisco...

Vorrei suggerire di dare avvio a un movimento di sostegno a una "Dichiarazione per l'abolizione del nucleare da parte della popolazione mondiale" che potrebbe essere congiuntamente sostenuta da singoli, organizzazioni, gruppi spirituali e religiosi, università e istituti di ricerca, come anche da agenzie interne al sistema delle nazioni Unite. (D. I)

Georgia ha detto...

dossier le storia del budda

Ciao, mi chiamo Georgia e scrivo da Londra. Devo portare l'estratto di un gosho per la prossima settimana ad uno zadankai ed ho trovato il materiale che hai pubblicato di grande aiuto.

Grazie! NMRK

(commento del 26 maggio 2014)

Frase dal Gosho - 16 settembre 2015

"Sappi che è il potere della Legge buddista quello che permette alle divinità del sole e della luna di ruotare intorno ai quattro continenti. I sutra della Luce dorata e dei Sovrani sono espedienti che conducono al Sutra del Loto. In confronto al Sutra del Loto sono come il latte di fronte al ghee o come il metallo di fronte a pietre preziose. Ma, pur essendo inferiori, essi permettono alle divinità celesti di ruotare intorno ai quattro continenti. Quanto maggiore sarà il potere di queste divinità se assaggiano il dolce ghee del Sutra del Loto!"

Dal Gosho "Consacrazione di una statua del Budda Shakyamuni fatta da Shijo Kingo" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 611)

martedì 15 settembre 2015

Per risolvere i conflitti

Vivere e credere in prima persona nella propria "rivoluzione umana" non è facile. Può sembrare un percorso troppo impegnativo, ma è l'unica strada da percorrere per poter operare per la pace nel mondo.

Ho iniziato a praticare nel 1998 senza un motivo preciso, attratto dall'ideale di rivoluzione umana e convinto che per cambiare la società fosse necessario partire dagli individui. La motivazione chiara, invece, arrivò due mesi dopo, quando ci fu un grave incendio nella mia fabbrica e le autorità, giudicandolo doloso, sequestrarono l'immobile e misero i sigilli.
La mia tendenza alla collera era alimentata dalla situazione: provavo una grande rabbia, oltre al danno anche la beffa. Recitai tantissimo Daimoku per vincere sulla mia collera e riuscii a farmi ascoltare dal procuratore della repubblica, convincendolo che non avevo nessuna responsabilità dell'accaduto. Dopo appena un mese ottenni il dissequestro, quando in casi analoghi possono occorrere degli anni, e dopo sei mesi riuscii anche a essere liquidato dall'assicurazione che inizialmente non voleva pagare. Successivamente ho ricevuto il Gohonzon e ho sperimentato tante volte il potere del Daimoku: quando mi sono trovato in situazioni difficili mi sono sempre affidato alla fede.

Frase dal Gosho - 15 settembre 2015

"In Cina c’è una cascata chiamata la Porta del Drago. Le sue acque precipitano da un’altezza di cento piedi, più rapide di una freccia scagliata da un forte arciere. Si dice che un gran numero di carpe si raccolgano nel bacino sottostante sperando di risalire la cascata e che quella che riuscirà nell’impresa si tramuterà in un drago. Tuttavia, non una sola carpa su cento, su mille o anche su diecimila riesce a risalire la cascata, nemmeno dopo dieci o venti anni. Alcune sono trascinate via dalle forti correnti, altre cadono preda di aquile, falchi, nibbi e civette, e altre ancora vengono pescate con le reti, con i cesti e a volte perfino con i dardi, dagli uomini che si allineano su entrambe le rive della cascata larga dieci cho. Tale è la difficoltà per una carpa di diventare un drago. [...] Conseguire la Buddità non è più facile che per gli uomini di basso rango accedere ai circoli di corte o per una carpa risalire la Porta del Drago. "

Dal Gosho "La Porta del Drago" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 890)

lunedì 14 settembre 2015

Affrontare le difficoltà e le malattie #2

Nella Lettera ai fratelli, che Nichiren indirizzò ai fratelli Ikegami quando stavano attraversando un periodo difficile a causa della loro fede, si legge: “Qualunque difficoltà possa sorgere, considerala passeggera come un sogno e pensa solo a Sutra del Loto”.
In questo brano, Nichiren ci insegna a sforzarsi nella fede qualunque cosa possa capitarci nel corso della vita. Ci incoraggia a considerare le difficoltà come semplici sogni. Andiamo avanti luminosamente, allegramente e piacevolmente, ardendo di nuova speranza per il futuro.
In una lettera alla monaca laica Toki, la moglie di Toki Jonin, Nichiren scrive: “Toki mi ha detto che, pur nel dolore per la morte della madre, era grato che fosse spirata in pace assistita premurosamente da te e ha aggiunto con gioia che non potrà mai dimenticarlo in nessuna esistenza a venire”.
La monaca laica Toki era lei stessa di debole costituzione. Senza dubbio le difficoltà e le sfide che dovette affrontare nel prendersi cura della vecchia suocera, che aveva più di novant’anni, furono indescrivibili. Nichiren comprese la sua lotta, apprezzò i suoi sforzi e la confortò con calore. Non c’è nulla di più meraviglioso che avere un vero maestro che ci sostiene e si preoccupa del nostro benessere e della nostra crescita.
Dopo il brano citato, Nichiren scrive: “Adesso la mia preoccupazione principale è la tua malattia” e rivolge alla donna parole di incoraggiamento e di sostegno, attingendo esempi dai sutra buddisti e dalla storia.
Prendersi cura con premura e amore di un familiare malato è una dimostrazione di compassione buddista, è il vero comportamento del bodhisattva.
Sento come se la malattia di tua moglie fosse la mia, e prego giorno e notte gli dèi celesti per la sua guarigione. Ella si è presa cura dei praticanti del Sutra del Loto e li ha sostenuti, come l’olio alimenta una lampada o come si ammucchia la terra attorno alle radici di un albero. Possano le divinità del cielo e della luna dare la loro vita per la sua! Per timore di potermi dimenticare della sua malattia, ho detto a Iyo-bo di pregare per la sua convalescenza. Fatti coraggio”. (Iyo-bo era il figlio della monaca laica Toki oltre che un prete discepolo di Nichiren.)

Frase dal Gosho - 14 settembre 2015

"Si verifica sempre qualcosa fuori dal comune all'alzarsi e all'abbassarsi delle maree, al comparire e scomparire della luna, al passaggio dalla primavera all'estate, dall'estate all'autunno e all'inverno; lo stesso avviene quando una persona comune consegue la Buddità. In quel momento i tre ostacoli e i quattro demoni invariabilmente appariranno: il saggio si rallegrerà, mentre lo stolto indietreggerà."

Dal Gosho "I tre ostacoli e i quattro demoni" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 568)

domenica 13 settembre 2015

Frase dal Gosho - 13 settembre 2015

"Chiunque, saggio o zotico che sia, considera naturale che i figli obbediscano ai propri genitori, che i sudditi siano fedeli ai loro sovrani e che i discepoli seguano il loro maestro. Recentemente, invece, sembra che per la gente dei nostri giorni, ebbra del vino di avidità, collera e stupidità, sia la regola tradire i propri sovrani, disprezzare i propri genitori e farsi beffe dei propri maestri. Dovresti leggere ripetutamente la lettera precedente nella quale ho spiegato che di certo una persona dovrebbe obbedire al proprio maestro, al sovrano e ai genitori, ma, se essi commettessero qualcosa di male, rimproverarli vorrebbe dire davvero essere loro fedeli."

Dal Gosho "I tre ostacoli e i quattro demoni" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 567)

sabato 12 settembre 2015

Frase dal Gosho - 12 settembre 2015

"Il Sutra del Loto è il re dei sutra, autentico e corretto sia nella lettera sia nella teoria. I suoi caratteri sono il vero aspetto di tutti i fenomeni e questo vero aspetto è la Legge mistica (myoho). È chiamata Legge mistica perché rivela la relazione di mutua inclusione tra un singolo istante di vita e tutti i fenomeni. È questa la ragione per cui questo sutra è la saggezza di tutti i Budda."

Dal Gosho "Il conseguimento della Buddità in questa esistenza" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 3)

venerdì 11 settembre 2015

Tutto ha la sua importanza

A poco a poco in questi anni di pratica ho potuto sperimentare che il Daimoku non sta al posto di qualcos’altro (medici, cure, ecc.) e che nient’altro si può sostituire al Daimoku: tutto ha la sua importanza e ci aiuta a guarire, se alla base mettiamo una preghiera sincera, profonda e forte.
Questa consapevolezza ha fatto sì che finalmente quest’anno abbia deciso di prendere le tanto denigrate medicine, provando di persona che gli antidepressivi, pur senza fare miracoli, riparano, per così dire, il nostro “circuito elettrico”; ho sentito proprio come se venissero ripuliti i “contatti” ossidati, venissero ripristinati quelli interrotti e addirittura aperti dei nuovi. E la cosa più importante è che la corrente elettrica devo e posso metterla soltanto io, perché nessun psicofarmaco può sostituirsi alla mia volontà e al mio impegno facendomi guarire per forza.
Questa esperienza ha significato una maggiore responsabilità verso la mia salute e ho sentito che le cure, il Daimoku, lo studio e l’attività buddista, agendo sinergicamente, hanno rafforzato e allargato la mia vita: sono migliorate le esperienze in famiglia e sul lavoro (insegno Educazione musicale alle medie) e il gruppo di cui sono responsabile è cresciuto fino a dividersi in due gruppi.
Spero così di avere suggerito un possibile approccio alla cura della depressione e di avere messo in luce quei malintesi sulla pratica, quei pregiudizi contro la medicina e quell’atteggiamento superficiale che io per primo ho dovuto superare per affrontare a fondo questo problema. (P.B.)

Frase dal Gosho - 11 settembre 2015

"Ma, anche se può accadere che uno miri alla terra e manchi il bersaglio, che qualcuno riesca a legare i cieli, che le maree cessino di fluire e rifluire o che il sole sorga a ovest, non accadrà mai che la preghiera di un praticante del Sutra del Loto rimanga senza risposta"

Dal Gosho "Sulle preghiere" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 283)

giovedì 10 settembre 2015

Prima c’era solo l’inverno

Quelli che credono nel Sutra del Loto sono come l’inverno che si trasforma sempre in primavera. Non ho mai visto né sentito di un inverno che si sia trasformato in autunno, né ho mai sentito di un credente che sia rimasto un comune mortale.

Dal Gosho: L’inverno si trasforma sempre in primavera


Sette anni fa, quando iniziai a praticare il Buddismo, ero una persona molto pessimista e senza fiducia in me stessa. Grazie al Buddismo, all’attività e al fatto che ho incontrato un buon maestro, Daisaku Ikeda, sono cambiata.
Mi sentivo sempre inferiore a quello che avrei voluto fare, pensavo di non essere in grado di affrontare i problemi. Questa situazione è stata molto difficile da superare soprattutto rispetto allo studio, e ho dovuto sforzarmi molto per cambiarla. Appena si avvicinava la data dell’esame, riuscivo a inventare diecimila motivi per non andare a sostenerlo; così per ogni esame si ripresentava la situazione, cioè la paura di non farcela. Anche nell’attività, quando alle riunioni di studio dovevo spiegare il Gosho, mi prendeva la stessa ansia. Proprio questo tipo di azione nell’organizzazione mi ha permesso però con il tempo di diventare più forte e sicura, e di riportare lo stesso sforzo nella mia vita.
Una grossa spinta l’ho avuta dallo studio dei discorsi del presidente Ikeda, ed è per questo che penso che avere un buon maestro sia una grande fortuna. Sin dall’età di cinque anni, infatti, ho praticato sport a livello agonistico incontrando vari maestri, il cui desiderio più grande era quello di tirar fuori da te il “campione” (il più delle volte, magari, per rendiconto personale.) Lo scopo del nostro maestro, Ikeda, è invece solo quello di vederci felici, e questo mi ha sempre commosso e spinto a dare di più.
Questa frase di Gosho, poi, mi ha incoraggiata nella fede, perché in un vecchio giornale il presidente Ikeda ne spiega ogni singola frase in maniera molto chiara e convincente. Mi ha colpito molto ad esempio quando dice che nel paesaggio invernale, anche se può apparire tutto gelido e morto, in realtà, sotto terra, da un punto di vista più profondo, esiste già la primavera. Occorre solo l’arrivo del caldo affinché tutto si trasformi.
Per noi è la stessa cosa: quando abbiamo un problema, dobbiamo tirare fuori tutta la convinzione possibile, perché nelle nostre preghiere già esiste una risposta, che si manifesterà al momento giusto; tutto quello che dobbiamo fare è avere pazienza.
D’altra parte questi “inverni” per noi sono la base per sviluppare la fede e, se offriamo con forza al Gohonzon la nostra preghiera, vediamo veramente che tutti si trasformano in primavera, svelando il loro nascosto potenziale di vita. Così, anche dove razionalmente non pensiamo che ci sia una soluzione a un problema, conviene sempre tentare, e recitare per risolverlo, con tanta fiducia e sincerità.
La gioia viene assaporata di più se prima si è conosciuta la lotta per raggiungerla. Penso che attraverso questo ciclo continuo di sofferenze e di gioie possiamo arrivare a svolgere la nostra missione in questo mondo e contribuire alla realizzazione di kosen-rufu. (M. C.)

Frase dal Gosho - 10 settembre 2015

"In quest’epoca, per una donna, cambiare il karma immutabile con la pratica del Sutra del Loto è naturale, come per il riso maturare in autunno e per il crisantemo fiorire in inverno. Quando io pregai per mia madre, non solo ella guarì dalla sua malattia, ma la sua vita fu prolungata di quattro anni. Ora anche tu ti sei ammalata e, come donna, è più che mai opportuno che tu cerchi di credere fermamente nel Sutra del Loto e vedere cosa farà per te."

Dal Gosho "Il prolungamento della vita" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 848)

mercoledì 9 settembre 2015

Se vogliamo...

Se vogliamo lasciarci alle spalle l'era del terrore nucleare dobbiamo combattere contro il vero "nemico". Quel nemico non sono le armi nucleari in quanto tali, né gli stati che le possiedono o le costruiscono. Il vero nemico da affrontare è il modo di pensare che giustifica le armi nucleari. L'esser pronti ad annientare gli altri qualora essi siano considerati una minaccia o un intralcio alla realizzazione dei propri interessi. (D. I)

Max ha detto...

dossier le storia del budda

Ciao! Non sono Nichirenista, ma questo blog è molto interessante.

(commento del 22 aprile 2014)

Frase dal Gosho - 9 settembre 2015

"Il daimoku del Sutra del Loto è la torre preziosa e la torre preziosa è Nam-myoho-renge-kyo. Al momento l’intero corpo dell’Onorevole Abutsu è composto dei cinque elementi di terra, acqua, fuoco, vento e spazio. Questi cinque elementi sono anche i cinque caratteri del daimoku. Perciò Abutsu-bo è la torre preziosa stessa, e la torre preziosa è Abutsu-bo stesso. Al di fuori di questa consapevolezza tutto il resto è inutile."

Dal Gosho "La torre preziosa" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 264)

martedì 8 settembre 2015

La vita in sé è gioia

di Giulietta

Quando mi sono avvicinata alla pratica buddista e ho letto per la prima volta la frase che “la vita in sé è gioia”, ho avuto qualche perplessità: mi sono venuti in mente momenti difficili del mio passato in cui c'era tutt'altro che gioia ed ho pensato che forse era una frase un po' azzardata.
Allo stesso modo mi sembrava improbabile che sarei riuscita a dare valore ad ogni momento della mia vita, riflettendo su quante volte avevo iniziato a fare qualcosa con un senso di peso e col desiderio che si concludesse quanto prima.
Questi “pensieri comuni” emergono quando viviamo con un approccio alla vita, che non appartiene al buddismo. A questa considerazione ci sono arrivata col tempo, grazie allo studio e all'approfondimento di tutto ciò che del buddismo accendeva in me qualche curiosità. E grazie anche al confronto con i compagni di fede, “più anziani” di me nella pratica e sempre disponibili all'ascolto.
Inizio con questo pensiero di Toda, grande maestro di saggezza e di coraggio: ”Ci sono due tipi di felicità: quella assoluta e quella relativa. Raggiungere la felicità assoluta è la più grande gioia nella vita, è realizzare la propria rivoluzione umana. Una fede fresca e vigorosa è la chiave per diventare immancabilmente felici. Con una convinzione incrollabile in questo, vi prego di condividere il buddismo del Daishonin con gli altri”.

Frase dal Gosho - 8 settembre 2015

"La grande lanterna che rischiara la lunga notte delle sofferenze di nascita e morte, la spada affilata che spezza l'oscurità fondamentale inerente alla vita, non è altro che il Sutra del Loto."

Dal Gosho "Confronto fra il Sutra del Loto e gli altri sutra" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 922)

lunedì 7 settembre 2015

Affrontare le difficoltà e le malattie #1

"Quelli che credono nel Sutra del Loto sono come l'inverno, che si trasforma sempre in primavera."

Questo brano, che ha permesso a innumerevoli persone di risollevarsi e di godere pienamente la propria vita, rappresenta un principio guida eternamente valido. Senza dubbio continuerà a offrire illimitata speranza e miliardi di persone nella ricerca della loro vera felicità.

"[Essi] stanno bruciando la legna dei desideri terreni, facendo sorgere il fuoco della saggezza della bodhi o illuminazione."
Nam myoho renge kyo trasforma tutte le varie tribolazioni della vita in un impulso verso un progresso pieno di speranza. La sofferenza, allora, è un'essenziale fonte di sostentamento per la felicità. Gli individui di vera fede sono quelli che stabiliscono le proprie mete, che scelgono le "montagne" che vogliono conquistare e poi procedono a scalare la vetta.
Una vita dedicata a kosen rufu è piena di gioia. Nichiren scrive: "Provo una gioia senza limiti anche se adesso sono in esilio". Afferma anche: "Più le autorità governative si accaniscono contro di me, più grande è la mia gioia". e "Quando più grandi saranno le difficoltà che incontrerà, tanto più grande la gioia che egli proverà grazie alla sua forte fede".
Inoltre, all'epoca della persecuzione di Tatsunokuchi, Nichiren dichiarò al suo discepolo Shijo Kingo: "Quale gioia potrebbe essere maggiore?"
Quando sorgono le difficoltà, Nichiren ci insegna a ricordare che "il saggio si rallegrerà, mentre la persona non illuminata indietreggerà".
Nichiren insegna che più sfide avete davanti e più gioia e coraggio dovete avere nell’affrontarle. Combattere coraggiosamente per risolvere i propri problemi è l’insegnamento essenziale del Buddismo. Questo è un modo di vivere assolutamente corretto. Vivere la propria vita senza gioia è miserevole. Pensare con riluttanza “Questo è troppo!”, oppure “oh no! Ancora un’altra riunione!”, va contro l’insegnamento di Nichiren. Chi non fa che lamentarsi e criticare inutilmente, sta andando contro lo spirito di Nichiren.
Coloro che riescono a trovare gioia in ogni impresa e a trasformare qualunque difficoltà in una fonte di gioia sono i veri esperti della vita.

Frase dal Gosho - 7 settembre 2015

"Ora, all'inizio dell'Ultimo giorno della Legge, io, Nichiren, per primo ho propagato in tutto Jambudvipa i cinque caratteri di Myoho-renge-kyo, che sono il cuore del Sutra del Loto e l'occhio di tutti i Budda. Durante gli oltre duemiladuecento anni passati dalla morte del Budda, nessuno li ha mai propagati, nemmeno Mahakashyapa, Ananda, Ashvaghosha, Nagarjuna, Nan-yüeh, T'ien-t'ai, Miao-lo o Dengyo. Miei discepoli, serrate le fila e seguitemi e sarete superiori a Mahakashyapa o Ananda, a T'ien-t'ai o Dengyo! Se tremate di fronte alle minacce dei padroni di queste isolette [e abbandonate la fede], come potrete affrontare la ben piu` terribile collera di Yama, re dell'inferno? Se vi proclamate messaggeri del Budda, ma lasciate spazio alla paura, nessuno sara` piu` disprezzabile di voi."

Dal Gosho "Le azioni del devoto del Sutra del Loto" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 679)

domenica 6 settembre 2015

Frase dal Gosho - 6 settembre 2015

"Se vi preoccupate anche solo un po' della vostra sicurezza personale, dovreste prima di tutto pregare per l'ordine e la tranquillità in tutti e quattro i quadranti del paese"

Dal Gosho "Adottare l'insegnamento corretto per la pace nel paese" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 25)

sabato 5 settembre 2015

Frase dal Gosho - 5 settembre 2015

"Al momento l'intero corpo dell'Onorevole Abutsu è composto dei cinque elementi di terra, acqua, fuoco, vento e spazio. Questi cinque elementi sono anche i cinque caratteri del daimoku. Perciò Abutsu- bo è la torre preziosa stessa, e la torre preziosa è Abutsu-bo stesso. Al di fuori di questa consapevolezza tutto il resto è inutile. È la torre preziosa adornata dai sette tipi di gemme: ascoltare l'insegnamento corretto, credere in esso, osservare i precetti, meditare, praticare assiduamente, rinunciare ai propri attaccamenti e riflettere su se stessi. Potresti pensare di aver fatto offerte alla torre preziosa del Tathagata Molti Tesori, ma non è così. Le hai offerte a te stesso. Tu stesso sei un Tathagata da sempre illuminato e dotato dei tre corpi. Dovresti recitare Nam-myoho-renge-kyo con questa convinzione."

Dal Gosho "La torre preziosa" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 264)

venerdì 4 settembre 2015

Fedele a me stessa

Un uomo e sua moglie sono sempre uniti come il corpo e l’ombra, come i fiori e i frutti o come le radici e le foglie, in tutte le esistenze. Gli insetti si nutrono degli alberi in cui vivono e i pesci bevono l’acqua nella quale nuotano. Se l’erba appassisce, le orchidee soffrono, se i pini sono fiorenti, le querce gioiscono. Persino gli alberi e l’erba sono uniti così strettamente. L’uccello chiamato hiyoku ha un corpo e due teste: entrambe le sue bocche nutrono lo stesso corpo. I pesci hiboku hanno un occhio solo, così il maschio e la femmina restano insieme per tutta la vita. Un marito e una moglie dovrebbero essere come loro.

Dal Gosho Lettera ai fratelli

In questa epoca siamo testimoni di una grande confusione di valori e il rapporto di coppia ne è stato investito in pieno. Che la felicità nell’amore non duri un attimo, ma sia stabile per tutta la vita è un sogno continuamente rincorso, che a molti sembra impossibile da realizzare.
Prima di iniziare a praticare il Buddismo sia io che mio marito avevamo alle spalle un matrimonio fallito e una vita sentimentale tutt’altro che tranquilla e felice; ora, invece, abbiamo due bambine nostre di 5 e 6 anni e un figlio (di Mario) di 21. Per quanto mi riguarda, ero incapace di impegnarmi fino in fondo nell’affrontare le difficoltà di un rapporto di coppia, nell’illusione che, cambiando continuamente partner e situazioni sentimentali, si potessero risolvere i problemi.
La prima volta che lessi questo brano del Gosho mi sembrò strano e un po’ incomprensibile: come si fa a restare insieme felicemente per tutta la vita? Nella mia famiglia si sono separati tutti: i genitori, i fratelli, i cugini. Non ci sono esempi di un’unione familiare felice. Inoltre con la mia formazione culturale di femminista e di donna politicamente impegnata, le parole del Gosho «un uomo e sua moglie sono sempre uniti come il corpo e l’ombra» mi sembravano riproporre il ruolo subalterno della donna, negando le sue recenti conquiste culturali e sociali. Tutto questo mi faceva rabbia, ma sentivo che doveva esserci una spiegazione più profonda che ancora non riuscivo a comprendere. Con la convinzione che recitando Nam-myoho-renge-kyo avrei potuto trasformare le mie tendenze, anche se forti e profonde, ho deciso di costruire una vita familiare che fosse finalmente piena e felice.
Così, dopo due anni e mezzo di pratica buddista mi sono risposata, con la consapevolezza che questa volta non mi sarei arresa, anzi sarei andata assolutamente fino in fondo, cogliendo ogni occasione per affrontare e trasformare col potere della fede e della pratica le difficoltà che il nostro rapporto avrebbe inevitabilmente incontrato. Ho sperimentato così più volte che, basandosi sul Daimoku, al rancore e al fastidio si sostituiscono rispetto e solidarietà, alle tendenze aggressive e difensive, lealtà, amicizia e fiducia assoluta.
Nel Gosho si legge: «Un uomo e sua moglie sono sempre uniti». Oggi posso dire che “uniti” non significa rimanere nella stessa casa senza separarsi, ma piuttosto che, come afferma Nichiren Daishonin, «entrambe le bocche nutrono lo stesso corpo». Questo implica che i problemi non siano mai solo dell’uno o dell’altro, ma piuttosto di quel “corpo”, cioè di quel rapporto o di quel matrimonio: così non si è uniti solo nei momenti in cui ci si sente in armonia e tutto va bene. Mantenendo questo atteggiamento ho verificato che l’amore e l’armonia sessuale, così come la fede, non invecchiano né diminuiscono, ma aumentano, si approfondiscono, migliorano di qualità, si radicano sempre di più.
Oggi, posso dire che con il Buddismo ho imparato che esiste un concetto di fedeltà più profondo, che è la fedeltà alle proprie scelte, a se stessi, ai propri ideali, a ciò che si è deciso di avere, alla propria felicità qualunque cosa accada e che solo con questa consapevolezza è possibile costruire un’unione felice e duratura.
di Floriana Fasan Becagli

Frase dal Gosho - 4 settembre 2015

"Il Sutra del Loto afferma: «[Le dottrine che essi predicheranno] non saranno mai contrarie alla vera realtà». T’ien-t’ai spiega che questo significa: «Nessuna cosa che riguardi la vita o il lavoro contrasta in alcun modo con la vera realtà». Saggio non è chi pratica il Buddismo prescindendo dalle questioni mondane, ma chi comprende perfettamente i princìpi che governano il mondo."

Dal Gosho "Il kalpa della diminuzione" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 995)