venerdì 30 settembre 2016

Gongyo universale

Perché facciamo Gongyo, per di più in una lingua che non conosciamo?

In generale, si può dire che l'Oriente ha sviluppato una conoscenza e una tecnica molto diverse dalle nostre, focalizzate sull'interiorità dell'uomo più che sul suo sviluppo materiale - pur così importante e necessario. Parte di queste conoscenze riguardano il potere del suono come strumento di modificazione degli stati mentali: da qui i cosiddetti "mantra". Anche il nostro rosario, probabilmente, ha la funzione di calmare la mente, di facilitare esperienze mistiche o di abbandono al divino. Rivolgendoci ad una impostazione religiosa orientale però, oltre che agli effetti psicofisici delle litanie e dei suoni mantrici, che è bene conservare con le caratteristiche originali con cui sono stati appositamente concepiti, abbracciamo anche una impostazione filosofica, un tipo di concezione della vita che quei suoni veicolano.
Per fare un esempio, forse più comprensibile: se pratichiamo lo Yoga non stiamo semplicemente facendo ginnastica, anche se la nostra ginnastica occidentale ha in parte gli stessi effetti e obiettivi. Facendo Yoga abbracciamo anche un particolare punto di vista che coinvolge una trasformazione del nostro modo di porci verso l'esistenza. Non servirebbe "tradurre" lo Yoga in una forma ginnica occidentale, come non vale l'obiezione: “esistono tante forme di ginnastica o di sport in occidente, perché andare a scegliersi una pratica indiana?” Evidentemente si sceglie quello che si ritiene di poter condividere e che si sente che ci fa bene...

[via | Maurizio]

Frase dal Gosho - 30 settembre 2016

"In Cina viveva una donna chiamata Hsi-shih che si recò sulle montagne a raccogliere tenere erbe per prendersi cura della madre anziana. Gli dèi ebbero pietà di lei e spinsero il re, il sovrano dello stato di Yüeh, a uscire a caccia; così, quand’egli la vide, ne fece la sua sposa. Poiché tua figlia si comporta con devozione filiale, sia il cielo sia i Budda la proteggeranno. Tra tutte le buone radici, o azioni meritorie, la più importante è la devozione filiale verso i propri genitori. E tua figlia fa tutto questo animata dalla fede nel Sutra del Loto. Una fede simile è come acqua pura versata in un vaso d’oro; nemmeno una goccia andrà sprecata. È meraviglioso, davvero meraviglioso!"

Dal Gosho "Sul meritorio atto di devozione filiale" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume II, pag. 767)

giovedì 29 settembre 2016

Trasformando il karma

SAITO: A questo proposito una volta lo storico britannico Arnold J. Toynbee le fece una domanda riguardo alla dottrina buddista del karma. In particolare, le chiese se le persone potevano cambiare il karma accumulato dalle vite passate.
IKEDA: Sì, me lo ricordo bene. Aveva il sorriso gentile di chi ha sperimentato sia la gloria che le avversità e i suoi occhi brillavano d’intelligenza. Era una domanda incisiva.
Gli risposi semplicemente: «Il Buddismo di Nichiren Daishonin, basato sul principio della simultaneità di causa ed effetto insegna che possiamo cambiare il nostro karma e inoltre che, così facendo, possiamo cambiare anche la società». E sostenni anche che, a mio avviso, questa sarebbe stata la chiave per un cambiamento positivo del mondo e dell’umanità nel ventunesimo secolo. A queste parole, annuì in segno di approvazione.
E, come promisi al dottor Toynbee così tanti anni fa, mi sono impegnato con tutto me stesso per cambiare il karma dell’umanità. Non ho nemmeno un rimpianto. E ho piena fiducia che molti giovani seguiranno le mie orme. Sono convinto che i giovani della SGI, in Giappone e in tutto il mondo, pieni di ardente passione, sorgeranno per cambiare il destino dell’umanità e portare luce là dove regna ancora l’oscurità.

Estratto da: Trasformando il karma, cambia la società di Daisaku Ikeda, Katsuji Saito, Masaaki Morinaka (Il mondo del Gosho) (NR n° 305 Mag-2004)

Frase dal Gosho - 29 settembre 2016

"Anche se sono una persona di scarsa abilità, mi sono riverentemente dedicato allo studio del Mahayana. Una mosca blu, se si posa sulla coda di un buon cavallo, può viaggiare diecimila miglia, e la verde edera che si abbarbica intorno al possente pino può crescere fino a mille piedi. Io sono nato come figlio dell’unico Budda, Shakyamuni, e servo il re delle scritture, il Sutra del Loto. Come potrei osservare il declino della Legge buddista e non essere colmo di pietà e rammarico?"

Dal Gosho "Adottare l’insegnamento corretto per la pace nel paese" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 18)

mercoledì 28 settembre 2016

Diego ha detto...

Io non lo so spiegare, la mia testa mi dice "bravo bravo credi che ripetendo una frasetta ti possa salvare da tutto"...eppure più recito e più sento una mia parte profonda, mai sentita prima, esiste dentro di me. Ed è una parte molto più profonda della mia mente che è come se fosse in superficie con i suoi pensieri. E, sempre recitando, sento che in quella profondità, in quella parte, c'è ciò che sono veramente. Solo recitando posso arrivare a sentirla viva dentro di me, come se ampliassi la visione di ciò che sento di essere. Non so spiegarlo in altro modo. Questa parte è in grado di trasformare tutto il resto di me.

Frase dal Gosho - 28 settembre 2016

""Il mondo di Buddità è il più difficile da dimostrare, ma, dato che possiedi gli altri nove mondi, devi credere di avere anche la Buddità. Non avere dubbi. Spiegando il mondo umano, il Sutra del Loto dice: «I Budda […] desiderano aprire la porta della saggezza del Budda a tutti gli esseri viventi». Il Sutra del Nirvana afferma: «Si dice che coloro che studiano gli insegnamenti del grande veicolo, benché abbiano l’occhio degli esseri comuni, possiedono l’occhio del Budda». Se le persone comuni nate nell’Ultimo giorno della Legge possono credere nel Sutra del Loto è perché il mondo di Buddità è presente nel mondo umano"

Dal Gosho "L’oggetto di culto per l’osservazione della mente istituito nel quinto periodo di cinquecento anni dopo la morte del Tathagata" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 318)

martedì 27 settembre 2016

Superare i problemi

di Daisaku Ikeda

L'età giovanile è un periodo di interminabili preoccupazioni e ansietà. Ma solamente vincendo sui problemi e sugli ostacoli della vita possiamo diventare veramente forti. Se andasse sempre tutto bene, cresceremmo viziati e compiaciuti e saremmo incapaci di costruire solide fondamenta per la nostra vita. Solo sperimentando in prima persona la sofferenza potremo comprendere le afflizioni degli altri e approfondire la nostra compassione. Incontrare molte avversità e sfide nel corso della realizzazione della nostra missione per kosen-rufu è di per sé una onorevole lotta per sconfiggere le "sofferenze comuni di tutti gli esseri viventi". Le nostre vittorie ispireranno molte persone e costituiranno una fonte di speranza per i nostri successori. Per i responsabili, sperimentare difficoltà e dimostrare di averle sconfitte è una prova di compassione. I giovani della SGI, che avanzano rapidi con l'appassionato spirito di condividere il Buddismo del Daishonin con gli altri, sono grandi campioni nell'alleviare la sofferenza e dare gioia, sfidando le sofferenze comuni a tutta l'umanità. Makiguchi affermò severamente: «La fuorviante opinione che sia accettabile comportarsi male o in modo disonesto fintanto che non si trasgredisce la legge è causa di molti dei mali che affliggono la società oggi e, di conseguenza, dell'abbondare di ipocriti moralisti». Agire egoisticamente, senza pensare alle conseguenze per gli altri, o fare qualunque cosa ci piaccia purché non veniamo scoperti: tali forme di individualismo e corruzione sono diffuse nella società attuale. Esaminate in questa luce, le azioni altruistiche dei membri della Soka Gakkai, al pari delle azioni dei Budda e dei bodhisattva, sono indescrivibilmente nobili. E proprio questo è il motivo per cui siamo bersaglio di invidie e insulti. Toda dichiarò: «La Soka Gakkai è il regno più gioioso e armonioso dell'intero universo. Non dobbiamo assolutamente permettere che le funzioni demoniache lo distruggano». 

(NR n° 440 Apr-2010)

Frase dal Gosho - 27 settembre 2016

"Il Sutra del Loto offre un mezzo segreto per condurre tutti gli esseri viventi alla Buddità: esso vi conduce una persona del regno d’inferno, una del regno degli spiriti affamati e così via per ognuno dei nove regni dell’esistenza, aprendo così la strada del conseguimento della Buddità a tutti gli esseri viventi."

Dal Gosho "Lettera a Horen" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 456)

lunedì 26 settembre 2016

Della tua vita

Guida di Tadayasu Kanzaky (Ottobre 1997)

Buddismo è molto severo. Dice che chi si lamenta non è intelligente. Perché? Perché come scrive Nichiren: "anche un solo istante di Vita è molto più prezioso di tutti i tesori dell'Universo".
Vedo che stai soffrendo molto e hai motivi validi per farlo visto tutto ciò che è accaduto, ma non lamentarti perché comunque sei sopravvissuto, sei vivo e grazie alla Fede e alla Pratica da ora in poi potrai ricostruire la tua Vita. Secondo la visione Buddista della Vita, qualsiasi cosa sia accaduta nella tua esistenza, la Vita ricomincia sempre e comunque in questo istante. In questo istante puoi mettere le Cause per far rinascere te stesso. Ma ti ripeto, fai attenzione alla lamentela perché la lamentela cancella tutto, ogni preghiera e ogni buona azione se ti lamenti perderanno potere. Non lamentarti perché in realtà queste grandi sofferenze sono e diventeranno sempre più la tua grande fortuna. In questo karma pesante c'è in realtà la tua missione in questa vita. Nel Fango c'e' il seme del Fiore di Loto. Senza fango (le sofferenze) non nascerebbe mai il Fiore di Loto. Più è profondo e grande lo stagno col fango e più diventa grande e bello il Fiore di Loto. Non lamentarti del Fango. Lì c'è già il Tuo Fiore di Loto. Non NONOSTANTE queste grandi sofferenze ma GRAZIE a queste grandi sofferenze tu diventerai una grande persona, più' forte, più saggia, più sensibile. Quindi non lamentarti. Gioisci per quel che c'e da Gioire e Soffri per quel c'è da Soffrire e continua a recitare Daimoku e a pregare qualsiasi cosa accada. RICORDATI SEMPRE CHE CHI E' IN VITA E STA BENE, SE SI LAMENTA NON È INTELLIGENTE, PROPRIO PERCHÉ COMUNQUE ANCHE SE SEI IN DIFFICOLTÀ', ANCHE UN SOLO ISTANTE DI VITA È PIÙ PREZIOSO DI TUTTI I TESORI DELL'UNIVERSO. Tu non hai capito ancora bene Buddismo e neanche la Vita. Allora spiego meglio. Anche un solo istante di vita più prezioso di tutti i tesori dell'Universo significa che tu potevi anche non nascere... potevi non essere concepito... oppure concepito ma non portata a termine gravidanza... oppure potevi nascere come bambino malato... oppure potevi nascere come topo... o come scarafaggio... o potevi essere sasso... o albero.. invece sei nato come meraviglioso essere umano... non capisci che non e' per niente scontato nascere...? tantomeno essere nato come meraviglioso essere umano? poi... con quello che ti è successo nella vita potevi essere malato... o in ospedale... o perso... o morto... invece sei ancora vivo... stai ancora bene... non capisci di Essere Molto Fortunato? Al posto di lamentarti per tutto ciò che hai perso alzati al mattino e prega per ringraziare con tutto il cuore... per il solo fatto di essere nato come essere umano e non come topo o scarafaggio, per il fatto di essere sopravvissuto e di essere vivo come meraviglioso essere umano. Prega fino a sentire Gioia di esistere... per il solo fatto di esistere. Prega per sentire Illimitata Gioia derivante da "Vita se' stessa". Prega fino a sentire che "Anche un solo istante di vita - DELLA TUA VITA - è davvero più prezioso di tutti i tesori dell'Universo". Anche ora che sei in difficoltà puoi pregare fino a sentire gioia e gratitudine per la tua Vita, per ogni istante di vita, per il solo fatto di esistere... Fino a sentire che "anche un solo istante di vita più prezioso di tutti i tesori dell'Universo". Preghiamo proprio per sentire questa Buddita'. Per sentire che Decimo Mondo esiste davvero nella nostra vita.. non come teoria ma come immenso vero stato vitale. Questo giura il Buddismo... Decimo Mondo esiste davvero, puoi sentire incessante gioia di esistere indipendentemente da ciò che accade... Come Nichiren in esilio o Toda in carcere... anche tu puoi fare questa esperienza adesso... in questo momento così difficile... Smetti di lamentarti e fai questa esperienza di manifestare il Decimo Mondo di Buddita' e nessuno potrà mai più levartela... Poi tra qualche anno capirai che tutte queste sofferenze sono state la cosa più preziosa in questa vita per diventare più forte coraggioso e sensibile. E che in questo karma pesante c'era tua Grande Missione.

Frase dal Gosho - 26 settembre 2016

"L’essenza dei sutra predicati prima del Sutra del Loto è che tutti i fenomeni sorgono dalla mente. Per spiegare, la mente è come la grande terra, e tutti i fenomeni sono come le erbe e gli alberi. Ma il Sutra del Loto non dice così. Insegna che la mente stessa è la grande terra, e che la grande terra stessa è le erbe e gli alberi. I sutra provvisori dicono che una mente chiara è come la luna e che una mente pura è come un fiore. Ma il Sutra del Loto non dice così. Insegna che la luna stessa è la mente e che il fiore stesso è la mente."

Dal Gosho "L'offerta del riso" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 998)

domenica 25 settembre 2016

Frase dal Gosho - 25 settembre 2016

"Onorevole Joren, hai acquisito attraverso la fede nel Sutra del Loto daranno forza al tuo gentile padre. Anche se Devadatta cadde nell’inferno Avichi, il Budda predisse che in futuro sarebbe diventato un Budda di nome Tathagata Re del Cielo. E questo perché egli apparteneva alla stessa famiglia allargata del Budda. Nel tuo caso la relazione è di padre e figlio. Com’è possibile che, se tu abbracci il Sutra del Loto, lo spirito del tuo defunto padre non ne riceva i benefici?"

Dal Gosho "Lettera a Joren-bo" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume II, pag. 540-541)

sabato 24 settembre 2016

Frase dal Gosho - 24 settembre 2016

"Il Sutra del Loto è composto di 69.384 caratteri. Ai nostri occhi ognuno di essi non sembra altro che un carattere scritto con l’inchiostro nero, ma agli occhi del Budda ciascun carattere è un Budda. Per esempio, un sovrano di nome Re Grani d’Oro trasformava la sabbia in oro. Un uomo chiamato Mahanama trasformava i sassi in gioielli. Quando viene immerso nella Fonte dei Gioielli, il legno diventa lapislazzuli. L’acqua che entra nel mare diventa salata. Gli uccelli che si avvicinano al monte Sumeru assumono un colore dorato. La medicina Agada cambia il veleno in medicina. Anche la meraviglia del Sutra del Loto fa così: trasforma le persone comuni in Budda."

Dal Gosho "Offerte per l’oggetto di culto" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume II, pag. 631)

venerdì 23 settembre 2016

La fede è la migliore strategia

di Daisaku Ikeda

Se una forte fede
è la caratteristica
dei Budda,
possiate voi, miei nobili amici,
fare appello a un coraggio ancora maggiore!

Come dichiarò il filosofo e oratore latino Seneca: «L'anima [...] possa ergersi al di sopra del fato, al di là di ogni condizione precedente, qualunque essa sia stata». Non esistono problemi o difficoltà nel regno dell'umano che noi, in quanto esseri umani, non possiamo superare. Tutti abbiamo dentro di noi il potere per sopportarli e risolverli. Ma in che modo usiamo e manifestiamo questo potere nelle nostre vite? È una domanda che ha impegnato le menti di molti grandi pensatori nel corso del tempo.
Nella Raccolta degli insegnamenti orali, la trasmissione diretta dei suoi insegnamenti ai suoi discepoli, Nichiren Daishonin scrive: «La grande gioia [è quella] che si sperimenta quando si comprende per la prima volta che la propria mente fin dal principio è stata il Budda. Nam-myoho-renge-kyo è la più grande di tutte le gioie» (BS, 124, 54). La condizione di Buddità capace di vincere su tutto non si trova da qualche parte, lontano da qui. Essa esiste dentro ognuno di noi. Potrebbe esserci gioia maggiore del risveglio a questo immenso stato vitale interiore? Per giunta, una fede forte e coraggiosa è la chiave per conseguire questa maestosa condizione spirituale.

Non abbiate paura!
La vita del Budda
dipende dalla fede,
il cui potere può spostare
l'intero universo. 

(NR n° 403 set-2008)

Frase dal Gosho - 23 settembre 2016

Nell'Ultimo giorno della Legge il devoto del Sutra del Loto apparira` senza dubbio. Quanto piu` grandi saranno le difficolta` che incontrera`, tanto piu` grande la gioia che egli provera` grazie alla sua forte fede. Un fuoco non brucia forse piu` ardentemente quando vi si aggiungono dei ceppi? Tutti i fiumi si riversano nel grande mare, ma il grande mare fa rifluire indietro l'acqua dei fiumi? Le correnti delle difficolta` si riversano nel grande mare del Sutra del Loto e si scagliano contro il suo devoto. Il fiume non viene respinto dal grande mare, ne' il devoto biasima le avversita`. Se non fosse per lo scorrere dei fiumi, il grande mare non esisterebbe. Senza grandi difficolta` non esisterebbe il devoto del Sutra del Loto. Come afferma T'ien-t'ai: "Tutti i fiumi si riversano in mare e i ceppi fanno ardere maggiormente il fuoco".

Dal Gosho "Una nave per attraversare il mare della sofferenza" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 29)

giovedì 22 settembre 2016

Indipendenza

Con un atteggiamento passivo, aspettando che qualcuno faccia qualcosa per noi, non potremo costruire la felicità. Le persone che vivono in questo modo, se nessuno fa nulla per loro, sperimentano come risultato amarezza e delusioni, e proveranno odio e rancore verso gli altri. In sostanza, questo atteggiamento è causa di infelicità. Il Buddismo è una filosofia centrata sull’indipendenza dell’individuo, in cui non ci si affida agli altri, ma si prende autonomamente la decisione di agire e di aprire nuove strade. Cambiando se stessi si può trasformare il proprio ambiente e la società in cui si vive: questo ci insegna il Buddismo! Voi tutti avete indubbiamente cominciato ad agire con questa consapevolezza. [...] L’incontro di un istante, una sola parola di incoraggiamento possono diventare un punto di riferimento nella vita di una persona. Rivolgere parole di incoraggiamento è come diffondere raggi di luce nel cuore delle persone.

Daisaku Ikeda - Tratto da: NRU 28 capitolo "Isole vittoriose" puntata 10

Frase dal Gosho - 22 settembre 2016

"Poter stabilire la relazione di maestro e seguace laico è il risultato di una promessa che attraversa le tre esistenze. Non ricercare mai i tre benefici della semina, della maturazione e del raccolto da nessun altro. [Nel Sutra del Loto è scritto:] «Le persone che avevano udito la Legge dimorarono in varie terre del Budda, rinascendo di continuo insieme ai loro maestri » e «Se una persona sta vicino ai maestri della Legge, conseguirà rapidamente la via dell’illuminazione. Se studia seguendo questi maestri, vedrà Budda in numero pari alle sabbie del Gange». È impossibile che queste auree parole siano false. Quando il capitolo “Devadatta” afferma che «ovunque nasceranno potranno sempre udire questo sutra», a chi altro pensi che si riferisca, se non a te?"

Dal Gosho "Sulle cinque festività stagionali" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume II, pag. 351)

mercoledì 21 settembre 2016

Adriana ha detto...

Dopo 13 anni di pratica, a parte gli immensi benefici esteriori, ho capito che ti costruisci una forza interiore indistruttibile e te la senti proprio tua, non può tornare indietro ma solo andare avanti e migliorare... davvero fantastico! A chi inizia chiedo di cuore: non arrendetevi, continuate e continuate sempre! è impagabile quello che si conquista! Un abbraccio Adriana

Frase dal Gosho - 21 settembre 2016

"Non cercare mai questo Gohonzon al di fuori di te. Il Gohonzon esiste solo nella carne di noi persone comuni che abbracciamo il Sutra del Loto e recitiamo Nam-myoho- renge-kyo. Il corpo è il palazzo della nona coscienza, l’immutabile realtà che regna su tutte le funzioni della vita. Essere “dotato dei Dieci mondi” significa che tutti i Dieci mondi senza eccezione esistono in un singolo mondo. È per questo motivo che il Gohonzon è chiamato mandala. Mandala è una parola sanscrita che significa “perfettamente dotato” o “cumulo di benefici”. Il Gohonzon inoltre si trova solo nei due caratteri che significano fede. Questo intende il sutra quando afferma che si può «accedervi solo grazie alla fede»."

Dal Gosho "Il reale aspetto del Gohonzon" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 738-739)

martedì 20 settembre 2016

Vivere ...

...Vivere a lungo non significa necessariamente vivere bene. L'importante è ciò che ci si lascia dietro, il valore che si è creato. Dunque il punto essenziale è dedicare la propria vita al conseguimento di kosen-rufu (la pace nel mondo). Dedicare la vita intera a questa causa è il più grande contributo che si possa dare alla società, poichè conduce noi e gli altri alla felicità. La Legge buddista trova espressione nella società, la fede si manifesta nella vita quotidiana. Buddismo e società, fede e vita quotidiana sono inseparabili. Per questo il Daishonin ci esorta a crearci una buona reputazione in quanto devoti del Sutra del Loto (il Gohonzon) e della causa di kosen-rufu e a non lasciare dietro di noi rimpianti di nessun genere. Lasciare questo mondo sapendo di aver fatto tutto il possibile nel poco tempo che abbiamo in questa vita...

Frase dal Gosho - 20 settembre 2016

"Il Gran Maestro Miao-lo afferma: «Sappiate che nella nostra vita e nel suo ambiente in un singolo istante vi sono tremila regni. Perciò, quando si raggiunge la via del Budda, ci si mette in armonia con questo principio fondamentale, e la nostra vita, corpo e mente, in un singolo istante pervade l’intero regno dei fenomeni»"

Dal Gosho "I tre ostacoli e i quattro demoni" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 568)

lunedì 19 settembre 2016

Non ottenere ciò che si desidera

Una sofferenza che si ricorda di aver provato da quando si ha memoria di sé: desiderare qualcosa e non riuscire a ottenerla. I bambini e le bambine vogliono con tutto il loro essere quando vogliono: anima e corpo, e non c’è altro all’orizzonte se non il loro desiderio. Poi si cresce, e si desidera in maniera più mediata, raffinata, soffusa, anche se la capacità adulta di soffrire per un desiderio inappagato resta sostanzialmente inalterata. Diventa motivo di sfiducia, disperazione, un’ipoteca sull’esistenza. Può condurre a un pessimismo sistematico di fronte a ogni difficoltà, a una fissazione che distoglie da ogni altro aspetto della realtà, alla totale rinuncia a vivere. […] «Questo Sutra esaudisce i desideri. È l’acqua fresca e limpida del laghetto che placa la sete». Parole di Shakyamuni, scritte nel XXIII capitolo del Sutra del Loto, e riprese da Nichiren Daishonin nel Gosho Risposta a Kyo’o. […] Ma allora perché tra le otto sofferenze c’è quella di non ottenere ciò che si desidera? In effetti, pregando per realizzare un certo desiderio che si considera vitale, può accadere che l’obiettivo diventi sempre più lontano, muto, inafferrabile […]. Ma se l’acqua del laghetto placa la sete, perché ci si ritrova a bocca asciutta? Se ogni preghiera avrà una risposta, perché la voce sembra rimbalzare su un muro sordo? Esistono forse desideri giusti e desideri sbagliati?
[…]
Nichiren lo dice chiaramente: i desideri terreni sono Illuminazione, […] allo stesso modo in cui il Budda e il comune mortale non sono due entità separate, e la vita e l’ambiente del Budda non trascendono l’esistenza dei comuni mortali. […] Però, per avere percezione di questa identità potenziale, occorre ampliare il campo visuale: come dice Nichiren, «purificare i sensi». Dunque non esistono desideri giusti o sbagliati di per sé. Quello che conta è non rimanere troppo affezionati all’ambito percettivo del presente […] Nichiren ci esorta ad avere fiducia nel fatto che potremmo avere un orizzonte molto più allargato, al cui interno anche i nostri desideri possono mostrarsi sotto una nuova luce. […] Come quando si parte per un viaggio: si mettono in valigia molte cose inutili, e si dimentica sempre qualche cosa di essenziale. Solo al ritorno appare tutto chiaro, mentre prima non si immaginava che, in un altro luogo, i desideri sarebbero stati diversi. In modo altrettanto naturale, nel corso della vita accade che i desideri cambino, cambino le graduatorie e le priorità che si attribuiscono ai sogni e alle necessità. È un percorso fondamentale, da cui dipendono lo spessore e l’ampiezza che prenderà la nostra esistenza. Ma tutto sta nella qualità di tale cambiamento: se il percorso si delinea seguendo la direzione della nostra felicità più profonda, se, cambiando, i sogni arrivano ad abbracciare una porzione di mondo sempre più estesa, dove ciò che conta sono le relazioni con gli altri individui, con le piante e gli animali, e dove la più grande soddisfazione risiede nell’esprimere la parte più vera di noi per costruire progetti di pace e di felicità con le altre persone, sicuramente tutte le preghiere avranno risposta e l’acqua del laghetto disseterà.
[…] Quella che va chiarita è la relazione tra noi e il nostro oggetto del desiderio, il modo in cui ci poniamo di fronte a esso e il senso che gli attribuiamo. Illuminare tale relazione è ciò che ci consente di vedere i nostri desideri, perché essi non diventino padroni del nostro destino.

Estratti da “Le otto sofferenze” (DuemilaUno n° 55 marzo - Aprile 1996 pagg 39, 40, 41)

Frase dal Gosho - 19 settembre 2016

"Pur provando pieta` per ognuno di voi, non posso far molto per aiutarvi, ma prego giorno e notte il Sutra del Loto. Anche per quanto riguarda la tua fede, devi pregare senza risparmiare le tue forze. Non e` che la mia determinazione [di salvarvi] sia debole, tutto dipende dalla forza o dalla debolezza della fede di ciascuno.

"Da "Storia di Ohashi no Taro" (gli scritti di Nichiren Daishonin, vol. 8, pag. 241)

domenica 18 settembre 2016

Frase dal Gosho - 18 settembre 2016

"[...] nel sesto volume di Annotazioni su "Il significato profondo del Sutra del Loto" di Miao-lo: «Quando i tremila regni sono latenti [negli esseri comuni], vengono designati col termine "ignoranza", ma, quando tutti i tremila regni si manifestano, come risultato [della Buddità], vengono designati con il termine "felicità eterna"."

Dal Gosho "L'entità della Legge mistica" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 371-372)

sabato 17 settembre 2016

Frase dal Gosho - 17 settembre 2016

"Un fuoco brucia più alto quando si aggiungono dei ceppi e un forte vento fa gonfiare il kalakula. Il pino vive diecimila anni, perciò i suoi rami si piegano e si contorcono. Il devoto del Sutra del Loto è come il fuoco e il kalakula, mentre le sue persecuzioni sono come i ceppi e il vento. Il devoto del Sutra del Loto è il Tathagata la cui durata della vita è incommensurabile; non c'è da stupirsi che la sua pratica sia ostacolata, proprio come i rami del pino sono piegati o spezzati. D'ora in avanti, ricorda sempre le parole: "Questo sutra è difficile da sostenere"."

Dal Gosho "La difficoltà di mantenere la fede" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 417)

venerdì 16 settembre 2016

Il palazzo indistruttibile

«Quando si diventa consapevoli del veicolo del Budda [la Legge mistica] dentro se stessi, si entra nel palazzo di se stessi. Recitare Nam-myoho-renge-kyo è ciò che significa entrare nel palazzo di se stessi» (Insegnamenti orali, BS, 124, 52)

Noi che recitiamo Nam-myoho-renge-kyo siamo noi stessi Budda. Un magnifico palazzo esiste nelle profondità del nostro essere: un palazzo che nessuno può distruggere e niente può profanare. Far risplendere le nostre vite e lavorare per creare meravigliosi luoghi di pace e felicità nelle nostre amate comunità: questo è lo spirito invincibile di adottare l'insegnamento corretto per la pace nel paese.

Daisaku Ikeda - Vivere il Gosho ogni giorno

Frase dal Gosho - 16 settembre 2016

"...in Cina vissero due medici chiamati Huang Ti e Pien Ch'üeh e in India i medici Detentore d'Acqua e Jivaka. Essi furono i tesori dei loro tempi e i maestri dei medici delle epoche successive, ma non erano nemmeno lontanamente paragonabili alla persona che chiamiamo Budda, un medico straordinario. Questo Budda rivelò la medicina dell'immortalità: gli attuali cinque caratteri di Myoho-renge-kyo. Egli insegnò che questi cinque caratteri sono la buona medicina per le malattie della gente di Jambudvipa."

Dal Gosho "La buona medicina per tutti i mali" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 833)

giovedì 15 settembre 2016

Lo scopo delle vita

Lo scopo delle vita è diventare felici. Ed è per raggiungere questo obiettivo che seguiamo il Buddismo. Mi auguro che ognuno di voi, senza alcun eccezione, possa condurre una vita felice. Ma dove possiamo trovare "la città eterna della felicità?" Si trova nel profondo della nostra esistenza. Dobbiamo compiere ogni possibile sforzo per aprire e rivelare questo "prezioso palazzo" che è dentro di noi. La felicità non è una questione formale, e non ha niente a che vedere con le apparenze. La felicità non è determinata dall'aspetto esterno, dalla condizione sociale o dalla ricchezza. L'essenza della felicità sta piuttosto in quello che sentiamo nel profondo del cuore, in ciò che vive e regna nella profondità del nostro essere. La forza motrice che ci permette di aprire il supremo palazzo della felicità è la fede e la recitazione del Daimoku. Una persona che recita Daimoku,una persona che conquista se stessa, sarà in grado di godere appieno della vita nel corso delle tre esistenze.

D. Ikeda in occasione della sua visita a Firenze nel 1992

Frase dal Gosho - 15 settembre 2016

"Prima pensavo che la tua fede fosse superficiale ma ora, per la prima volta, ho percepito la tua profonda dedizione. Se dovesse succederti qualcosa, pensa che i cinque caratteri di Myoho-renge-kyo ti appariranno come la luna che sorge luminosa nella notte scura."

Dal Gosho "I figli Puro Forziere e Puro Occhio" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 932)

mercoledì 14 settembre 2016

Ape di Luna ha detto...

Grazie delle delucidazioni...
Sto passando un periodo della mia vita in cui voglio veramente essere artefice della mia vita, e so che ci riuscirò, solo che sono molto impaziente di vedere dei risultati. Sicuramente ci saranno già da ora, ma sono talmente piccoli che magari non riesco a vederli... Spero vivamente che funzioni, funzionerà senz'altro, è così, ce lo dice Nichiren. Quindi sono fiduciosa.

Frase dal Gosho - 14 settembre 2016

"Per tutti coloro che credevano nel Sutra del Loto ma non riuscivano a credere del tutto, il quinto volume espose il cuore dell’intero sutra, la dottrina del conseguimento della Buddità nella propria forma presente. Era come se un oggetto nero fosse diventato bianco, come se la lacca nera fosse diventata simile a neve, come se una cosa sporca fosse diventata pulita e pura o il gioiello che esaudisce i desideri fosse stato gettato nell’acqua torbida [per renderla limpida]. Vi si narra di come la fanciulla drago divenne Budda nella sua forma di serpente. E a quel punto nessuno poteva più dubitare che tutti gli uomini potessero conseguire la Buddità. Per questo affermo che l’illuminazione delle donne viene esposta come modello."

Dal Gosho "Il sutra della vera riconoscenza" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 827)

martedì 13 settembre 2016

Il vantaggio delle difficoltà

Conoscete quella storiella della rana che riuscì a salvarsi dopo essere caduta in una fossa profondissima?
Due rane mentre viaggiavano attraverso la foresta caddero in un fosso e quando le altre rane videro quanto profonda era la buca, affacciandosi al bordo, cominciarono a dire loro che non ce l’avrebbero mai fatta a risalire. Una delle due, dopo aver tentato di uscire a grandi salti, si rassegnò, e dando per certa la predizione delle compagne, si lasciò andare e morì. La seconda invece continuava a saltare più in alto che poteva. Le altre rane ricominciarono a urlare di smettere di lottare invano e di lasciarsi morire. Proprio allora la rana raccolse tutte le sue energie e riuscì a fare quel salto che la portò fuori dal fosso. Quando le compagne le chiesero come avesse fatto a non arrendersi, lei spiegò che era sorda. Per tutto il tempo aveva creduto che la stessero incoraggiando…

Frase dal Gosho - 13 settembre 2016

"Il Sutra del Loto è il re dei sutra, autentico e corretto sia nella lettera sia nella teoria. I suoi caratteri sono il vero aspetto di tutti i fenomeni e questo vero aspetto è la Legge mistica (myoho). È chiamata Legge mistica perché rivela la relazione di mutua inclusione tra un singolo istante di vita e tutti i fenomeni. È questa la ragione per cui questo sutra è la saggezza di tutti i Budda."

Dal Gosho "Il conseguimento della Buddità in questa esistenza" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 3)

lunedì 12 settembre 2016

Una favola buddista sull'umanità

Una persona chiese ad un buddista cosa fosse l'Inferno.
Il buddista lo portò a vedere l'Inferno.
Dentro una sala larga e luminosa, riccamente imbandita di ogni prelibatezza, c'erano file di tavoli con tovaglie splendide e posate preziose e cascate di frutta e composizioni di cibi straordinari. Ma le persone presenti erano tutte tristi e disperate perchè avevano, all'estremità delle braccia, delle bacchette lunghe quanto le braccia stesse che impedivano loro di portare il cibo alla bocca e quindi di poter godere di tutta quella magnificenza.
Avere tutto a portata di mano e non saperlo cogliere è l'Inferno.
E il Paradiso? Il buddista portò quella persona a vedere il Paradiso.
Entrarono in una sala larga e luminosa uguale in tutto e per tutto a quella dell'Inferno.
Stesse file di tavoli imbanditi, stesse prelibatezze. Ma lì tutte le persone erano felici, nonostante avessero anche loro le bacchette lunghe attaccate alle braccia che gli impedivano di arrivare ai cibi e portarseli alla bocca.
Erano felici perchè si imboccavano a vicenda.

(tratto da Buddismo e società - n. 129 - luglio/agosto 2008 - pag. 21)

Frase dal Gosho - 12 settembre 2016

"Il capitolo “Espedienti” del primo volume del Sutra del Loto afferma: «La saggezza dei Budda è infinitamente profonda e incommensurabile ». Un commentario afferma che il letto del fiume della realtà viene definito «infinitamente profondo» perché non ha limiti e che l’acqua della saggezza viene definita «incommensurabile» perché è difficile misurarla. Il sutra e il commentario non vogliono forse significare che la via che conduce alla Buddità risiede all’interno dei due elementi di realtà e saggezza? Realtà è la vera natura di tutti i fenomeni e saggezza significa illuminare e manifestare questa vera natura. Quando il letto del fiume della realtà è infinitamente largo e profondo, l’acqua della saggezza vi scorre incessantemente. Quando realtà e saggezza si fondono, si ottiene la Buddità nella propria forma presente."

Dal Gosho "Gli elementi essenziali per conseguire la Buddità" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 662)

domenica 11 settembre 2016

Frase dal Gosho - 11 settembre 2016

"Budda rivelò che aveva ottenuto l’illuminazione nel remoto passato e gli ascoltatori ne furono sconcertati come se avesse detto che un vecchio di cent’anni era figlio di un uomo di venticinque. Egli espose anche la dottrina dei tremila regni in un singolo istante di vita, secondo la quale i nove mondi possiedono la Buddità e la Buddità possiede i nove mondi. Perciò una sola parola di questo Sutra del Loto è come il gioiello che esaudisce i desideri e una sua singola frase è il seme di tutti i Budda."

Dal Gosho "La scelta del tempo" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 480)

sabato 10 settembre 2016

Frase dal Gosho - 10 settembre 2016

"[...] nel sesto volume di Annotazioni su "Il significato profondo del Sutra del Loto" di Miao-lo: «Quando i tremila regni sono latenti [negli esseri comuni], vengono designati col termine "ignoranza", ma, quando tutti i tremila regni si manifestano, come risultato [della Buddità], vengono designati con il termine "felicità eterna"."

Dal Gosho "L'entità della Legge mistica" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 371-372)

venerdì 9 settembre 2016

Il re demone

Sodato fu battuto in dodici anni e Masakado fu sconfitto in otto.
Il re demone del sesto cielo ha mobilitato i suoi dieci eserciti e, nel mare delle sofferenze di nascita e morte, è in guerra con il devoto del Sutra del Loto per impedirgli di prendere possesso di questa terra impura in cui vivono santi e persone comuni, e strappargliela del tutto.
Sono più di vent'anni ormai che mi trovo in questa situazione e ho dato inizio alla grande battaglia e, nemmeno una volta, ho pensato di ritirarmi. Tuttavia, tra i miei discepoli e seguaci, quelli codardi per la maggior parte si sono arresi o in cuor loro hanno battuto in ritirata.
Non ho parole per dire quanto sia toccato dal fatto che tu, una monaca laica, timorosa e con scarsa conoscenza del Buddismo, finora non hai mai indietreggiato. E oltre a questo, hai mandato ad assistermi uno dei tuoi servi che avresti potuto tenere al tuo servizio.

Di certo Shakyamuni, Molti Tesori e tutte le emanazioni dei Budda delle dieci direzioni ne devono essere a conoscenza. SND, Vol. 2, p. 438, (La grande battaglia)

Frase dal Gosho - 9 settembre 2016

"La grande lanterna che rischiara la lunga notte delle sofferenze di nascita e morte, la spada affilata che spezza l'oscurità fondamentale inerente alla vita, non è altro che il Sutra del Loto."

Dal Gosho "Confronto fra il Sutra del Loto e gli altri sutra" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 922)

giovedì 8 settembre 2016

Malattia

Ognuno di noi ha nella propria vita il seme della Buddità.
Ma nessun seme, per quanto perfetto, potrà germogliare se non viene coperto di terra. Allo stesso modo deve esserci la "terra", cioè una buona influenza, perchè il nostro seme della Buddità possa germogliare. La "terra" nel tuo caso è una costituzione delicata. E' per questo problema che segui il Buddismo. E' la tua malattia la molla che ti spinge a recitare Daimoku. La cattiva salute funziona per te come ciò che il Buddismo chiama zenchishiki.
Ma cambiare il proprio karma negativo non vuol dire semplicemente che una persona guarisce da una malattia. Non è come cancellare con la gomma una parola scritta male. Devi mostrare la prova concreta del " veleno cambiato in medicina ". [...]
Usa la malattia come stimolo per rafforzare la fede e risvegliare in te il desiderio di ottenere l'Illuminazione in questa vita. 

Satoru Izumi - La fede e la vita quotidiana, pagg. 85, 86

Frase dal Gosho - 8 settembre 2016

"Siamo funestati dalle rivolte all’interno del nostro stesso paese, il territorio pullula di ladri e banditi, e dall’estero arrivano i nemici ad attaccarci; non pensiamo ad altro che agli scontri armati. Il cuore delle persone è privo di pietà filiale ed esse considerano i propri genitori alla stregua di estranei. I preti e le monache, che abbracciano idee errate, litigano fra loro come cani e scimmie. A causa dell’assenza di pietà e compassione, le divinità celesti hanno cessato di proteggere il nostro paese. [...] Come dobbiamo essere grati che, in un mondo del genere, ci sia qualcuno che, grazie a qualche buon karma accumulato nel passato, è desideroso di prestare sostegno ai devoti del Sutra del Loto! Dobbiamo esserne veramente grati!"

Dal Gosho "Sulle tre calamità" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume II, pag. 753)

mercoledì 7 settembre 2016

Giuly ha detto...

Il Buddismo è fede, pratica e studio. Ho capito che lo studio è uno stimolo fortissimo ad approfondire e a capire con la mente e soprattutto col cuore. Servono costanza e determinazione anche nello studio, che dovrebbe essere quotidiano e costante, vissuto come un arricchimento continuo, non come un obbligo.

Frase dal Gosho - 7 settembre 2016

"Il Sutra del Loto ci insegna: "Vita dopo vita essi rinacquero sempre con i propri maestri nelle terre del Budda di tutto l'universo" e "Se qualcuno avvicina un maestro della Legge, otterra` presto la condizione di bodhisattva. Se segue questo maestro e studia sotto la sua guida, sara` in grado di vedere tanti Budda quanti sono i granelli di sabbia del fiume Gange"

Da "Ammonimenti contro la calunnia" (gli scritti di Nichiren Daishonin, vol. 4, pag. 100)

martedì 6 settembre 2016

Amicizia sincera

Per il Buddismo la massima espressione dell'amore è la JIHI significa "amicizia sincera" o "profondo affetto", HI "comprensione" e "gentilezza". Nel Daichido ron Nagarjuna spiega: "JI significa dare felicità a tutti gli esseri viventi e HI togliere loro sofferenze". La compassione contiene in sè un aspetto femminile di sentire la sofferenza altrui e uno maschile di spronare chi soffre all'azione per superare il proprio limite. Si ama davvero una persona quando si riesce a riconoscere che la sua individualità è totalmente distinta dalla propria e la si rispetta pienamente cercando di favorirne lo sviluppo anche a costo di dovere separarsene o perderla, perchè il fine ultimo della vita è sempre la crescita spirituale.
Amare è una delle più grandi libertà di cui disponiamo. Più amiamo, più allarghiamo i nostri confini e più si attenua la distinzione tra il nostro io e l'universo.

Estratto da: Il Nuovo Rinascimento n° 181 pag 6

Frase dal Gosho - 6 settembre 2016

"Ma, anche se può accadere che uno miri alla terra e manchi il bersaglio, che qualcuno riesca a legare i cieli, che le maree cessino di fluire e rifluire o che il sole sorga a ovest, non accadrà mai che la preghiera di un praticante del Sutra del Loto rimanga senza risposta."

Dal Gosho "Sulle preghiere" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 306)

lunedì 5 settembre 2016

La strada

Nichiren Daishonin nel Gosho Il raggiungimento della Buddità in questa esistenza afferma:
"Invocare il nome del Budda, recitare il sutra o semplicemente offrire fiori e incenso, sono tutte azioni virtuose che apportano benefici alla tua vita: Pratica con questa convinzione" (SND, vol.4, pag.5).
Pregare per la realizzazione di kosen-rufu, e agire per esso sono le nobili pratiche buddiste. Le attività nella Soka Gakkai dedicate alla Legge, alle persone e alla società diverranno benefici che torneranno a noi, alle nostre famiglie e parenti. Questa è la solenne legge di causa ed effetto della vita. Il Daishonin stesso lo spiega a parole semplici: "Se accendi la lampada per illuminare la strada a un'altra persona, illuminerai anche la strada davanti a te" (GZ, pag.1598). Inoltre anche se si è cagionevoli di salute ma si ha un forte ichinen di agire per kosen-rufu, e di lottare insieme ai compagni di fede, emergerà dalla nostra vita una forza vitale infinita. Non c'è alcun dubbio che sia la nostra condizione vitale che il fisico avanzeranno verso la buona salute. Voi tutti vi state inpegnando al massimo per kosen-rufu. Anche se gli altri non lo vedono, sicuramente al Budda e ai bodhisattva delle dieci direzioni non è sfuggito. Anche se gli altri non lo sanno, le infinite divinità protettrici senza alcun dubbio vi staranno lodando e proteggendo. "Il beneficio è in me" decidere con questo spirito e adempiere alla propria missione, questo è Buddismo.

Nichiren Daishonin scrive: "Il Buddismo può essere correttamente propagato soltanto da una persona di suprema saggezza" SND, vol.4,pag.159). Se non si è una persona di suprema saggezza non è possibile propagare la corretta legge e il movimento di kosen-rufu. voi tutti siete coloro che, ereditando lo spirito di Nichiren Daishonin, state realizzando kosen-rufu come persone di suprema saggezza.

Estratto da Seikyo shimbun del 9 settembre 2003

Frase dal Gosho - 5 settembre 2016

"Nell'Hokke gengi T'ien-t'ai scrive: "Quando si tira la corda di una rete, non c'e` alcuna maglia che non si muova e, quando si solleva un lembo del vestito, non c'e` filo del vestito che non si sollevi". Il significato di questo brano e` che, con la sola pratica della fede in Myoho-renge-kyo, non ci sono benefici che non si ottengano, e non c'e` buon karma che non cominci a operare. E` come il caso della rete da pesca: benche' la rete sia composta di innumerevoli piccole maglie, quando si tira la corda della rete, non c'e` una maglia che non si muova. O il caso di una veste: sebbene la veste sia fatta di innumerevoli fili sottili, quando se ne solleva un lembo, non ci sono fili che non siano sollevati."

Da "Conversazione fra un saggio e un uomo non illuminato" (gli scritti di Nichiren Daishonin, vol. 7, pag. 105)

domenica 4 settembre 2016

Frase dal Gosho - 4 settembre 2016

"L’insegnamento che Nichiren sta ora propagando può apparire limitato, ma è in realtà molto profondo. E questo perché va ancora più in profondità degli insegnamenti di T’ien-t’ai, Dengyo e gli altri. Consiste dei tre punti importanti del capitolo “Durata della vita” dell’insegnamento originale. Praticare solamente i sette caratteri di Nam-myoho-renge-kyo può apparire limitato, tuttavia, poiché essi sono il maestro di tutti i Budda delle tre esistenze, la guida di tutti i bodhisattva delle dieci direzioni e l’insegnamento che permette a tutti gli esseri viventi di raggiungere la via del Budda, in realtà è profondo."

Dal Gosho "Le illusioni e i desideri sono illuminazione" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 281)

sabato 3 settembre 2016

Frase dal Gosho - 3 settembre 2016

"La fede è dunque il requisito fondamentale per entrare nella via del Budda. Fra i cinquantadue stadi [della pratica del bodhisattva], i primi dieci stadi, che riguardano la fede, sono fondamentali e il primo di questi consiste nel risvegliare una fede pura. Anche se una persona non comprende affatto il Buddismo e per quanto ottusa possa essere, se ha fede dev'essere considerata una persona di vedute corrette"

Dal Gosho "Il daimoku del Sutra del Loto" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 124)

venerdì 2 settembre 2016

Doversi separare da chi si ama

[...] Arroganza e manie di onnipotenza si nascondono spesso dietro al dolore smodato di chi piange una separazione. Se poi la perdita è di qualcuno che è ancora al mondo e che se ne è semplicemente andato (amanti, figli, genitori, amici, colleghi di lavoro), all’arroganza si aggiunge a volte la violenza. […] Il dolore di perdere qualcuno è un dolore grande, legittimo, umano, ma se blocca la vita propria o di altri è un dolore che lacera, distrugge. Un dolore dietro il quale si annida spesso il non volere accettare l’esistenza per quello che è, cioè dinamismo, evoluzione, trasformazione. Sono tanti fra santi, saggi e filosofi ad averlo detto con diverse parole: tutto cambia, e nulla è costante, come un fiume che non cessa mai di scorrere. […] «Il Buddismo – scrive Daisaku Ikeda – considera la separazione da una persona amata come una delle otto sofferenze. Nella vita dovremo affrontare distacchi di inesprimibile tristezza. Tuttavia, coloro che supereranno simili dolori e continueranno a vivere con forza e con coraggio, saranno prediletti e rispettati (…) come re e regine della vita. Perché non c’è vita più nobile di quella di una persona che supera una tragedia personale e prosegue lasciando dietro di sé tale risultato per guardare al futuro».
Non si tratta di diventare sordi al distacco, alla separazione da cose e persone amate. Non si tratta neppure di diventare automi capaci di rimuovere i propri sentimenti. […] «Sebbene io avessi ormai da tempo cessato di pensare al mio paese natale – si legge in una lettera di Nichiren Daishonin – ora, vedendo queste alghe nori, mi tornano in mente tanti ricordi che mi rattristano. Sono le stesse alghe che tanto tempo fa vedevo sulle spiagge di Kataumi, di Ichikawa e Kominato. Provo uno strano risentimento vedendo che il colore, la forma e il sapore di queste alghe sono rimasti immutati mentre i miei genitori sono scomparsi, e non riesco a trattenere le lacrime».
[…] Dove sta allora la linea di separazione tra un comportamento umano e un comportamento che logora quel che di umano è in noi? […] Spesso non si rimpiangono le persone per quello che erano, ma per quello che noi eravamo con loro accanto. Che siano morti o lontani è secondario, la loro sorte non ci interessa, se non apparentemente. Il problema è che noi abbiamo basato la nostra serenità sulla loro presenza e soffriamo perché senza di loro ci sentiamo persi. […] Recitare Nam-myoho-renge-kyo non rende immuni dal dolore, ma permette di costruire legami e relazioni d’amore basati sulla Buddità e non sull’egoismo o sull’utilitarismo. Inoltre, è possibile utilizzare il dolore di una separazione per cercare di comprendere cosa intendeva Nichiren Daishonin dicendo che Nam-myoho-renge-kyo è la gioia delle gioie. Essere buddisti non significa fare finta di non soffrire per le cose più naturali di questo mondo: significa sedersi dinanzi al Gohonzon, fossimo anche in lacrime e pieni solo di rimpianti, rabbia, sofferenza, e cercare dentro di noi una spiegazione e un sollievo al dolore che stiamo provando. Perché questa persona non c’è più? Su che cosa era basato il nostro legame? Come posso fare per cambiare il mio karma di soffrire per una, dieci, cento separazioni? Che cosa intendeva dire il Daishonin con il fatto che la vita del Budda è eterna? Ma se noi stessi siamo Budda, allora vuole forse dire che… Impareremo a conoscere, a sentire, a capire. A crescere, ad apprezzare, e perfino a ringraziare. Non ci sarà nessuno, con noi, in quel momento, a sostenerci. Ci sembrerà di cadere in un burrone profondo quanto il vuoto che proviamo dentro. Ma se per una volta proviamo a lanciarci, scopriremo che anche noi possiamo volare.
Abbiamo dieci, cento, mille vite davanti – e un Gohonzon dentro – per capire come fare.

Estratti da “Le otto sofferenze” (DuemilaUno n° 55 marzo - Aprile 1996 pagg. 31, 32, 33)

Frase dal Gosho - 2 settembre 2016

"Quindi il miglior modo per conseguire la Buddità è quello di incontrare un buon amico. Dove può condurci la nostra saggezza? Se abbiamo abbastanza saggezza da distinguere il caldo dal freddo, dovremmo cercare un buon amico. Ma incontrare un buon amico è la cosa più difficile. Per questo il Budda l’ha paragonata alla probabilità per una tartaruga con un occhio solo di trovare un tronco galleggiante con una cavità della misura giusta per contenerla, o alla difficoltà di calare un filo dal cielo di Brahma e farlo passare attraverso la cruna di un ago posto sulla terra. Inoltre, in quest’ultima epoca malvagia, i cattivi compagni sono più numerosi dei granelli di polvere della terra, mentre i buoni amici sono meno del terriccio che può stare su un’unghia."

Dal Gosho "I tre maestri del Tripitaka pregano per la pioggia" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 531)

giovedì 1 settembre 2016

Lo spirito determina tutto

[…] “Spirito” è la vita interiore, l'ichinem. E ciò che decide a cosa dedichiamo la vita, la preghiera fondamentale su cui basiamo la nostra esistenza. Lo spirito è invisibile, ma diventa manifesto nei momenti cruciali. Inoltre regola ogni cosa di una persona, ogni momento della giornata: è il fattore decisivo nella vita.
Secondo il “Sutra della ghirlanda di fiori” il cuore è come un abile pittore, che crea liberamente la rappresentazione di ogni cosa. Il cuore è il pittore, lo scultore, l'architetto del nostro essere.
Il grande maestro T'ien-t'ai si serve di questa frase per illustrare la dottrina di “ichinem sanzen” (tremila regni in un singolo istante di vita); usa l'immagine di un grande pittore per spiegare che il cuore (ichinem) si manifesta nei tremila regni di tutti i fenomeni (sanzen).
Dunque è lo spirito (la mente, il cuore, il momento vitale) che conta; esso include le nostre speranze e le preghiere; si può anche identificare con il subconscio.
“Che tipo di futuro immagino per me stesso? Che genere di personalità cerco di sviluppare? Che cosa voglio realizzare nella mia vita?” Dipingendo nel cuore la visione della propria vita con quanti più dettagli possibili, quel “dipinto” diventa lo schema del futuro. Il potere del cuore permette di fare della propria vita un capolavoro secondo quello schema. Questa è la dottrina dei tremila regni in un singolo istante.
Quanto più è specifico, accurato e pieno di dettagli il disegno che abbiamo nel cuore, tanto meglio. Continuando a dipingerlo a colori vivaci, è necessario perseguirlo a tutti costi. Allora, in ogni istante, la realtà della nostra vita si avvicina gradualmente al disegno.
Come ho detto, ogni cosa dipende da ciò che si ha nel cuore. Le preghiere che vengono dal cuore hanno sempre una risposta. Se noi stessi decidiamo che una cosa è impossibile, allora perfino qualcosa che sarebbe possibile si trasforma in una cosa impossibile. D' altro canto, se crediamo di poter fare una determinata cosa, abbiamo già compiuto un passo verso la sua realizzazione.
Secondo il principio dei tremila regni in un singolo istante di vita, i pensieri pessimistici prendono forma nella realtà, così come sono, e producono effetti negativi. Chi ha pensieri catastrofici crea effetti perfettamente conformi alla propria visione.
Dunque è importante essere ottimisti. Nel Buddismo non esiste niente che assomigli al pessimismo; il Sutra del Loto fornisce la chiave per nutrire fiducia anche in mezzo alle situazioni più disperate. Nichiren Daishonin lo ha provato con la sua vita.

D. Ikeda: “Gli eterni insegnamenti-Lezioni sugli scritti di Nichiren Daishonin” Esperia (pag. 83/84)

(Contributo e foto di Giulietta)

Frase dal Gosho - 1 settembre 2016

"[...] per quanto riguarda il conseguimento della Buddità, le persone comuni, tenendo bene in mente le parole "determinazione sincera", diventano Budda. A cosa si riferisce precisamente "determinazione sincera"? Alla dottrina dell'osservazione della mente. E cosa significa precisamente la dottrina dell'osservazione della mente? Vuol dire che offrire la propria unica veste al Sutra del Loto equivale a strapparsi la pelle e, in tempo di carestia, offrire al Budda l'unica ciotola di riso, da cui dipende il proprio sostentamento quel giorno, significa offrire la propria vita al Budda."

Dal Gosho "L'offerta del riso" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 998)