lunedì 31 ottobre 2016

Benefici visibili e invisibili

Il beneficio non è qualcosa che arriva dall'esterno, ma si manifesta dall'interno della nostra vita, come risultato del nostro cambiamento interiore. Il Daishonin per "beneficio" usa il termine giapponese kudoku, composto da due ideogrammi: ku, il risultato, l'effetto, e toku, o doku, la fortuna e la virtù che si accumulano nella vita grazie alla pratica buddista.
Gli effetti della preghiera sono molteplici. Il potere della Legge mistica, attivato con una preghiera forte e determinata, porta benefici visibili e invisibili. I primi appaiono in una forma chiara e riconoscibile, come risultati concreti, il raggiungimento di un obiettivo, la risoluzione di problemi o sofferenze legati alla vita quotidiana. Quelli invisibili si accumulano nel tempo e fioriscono dentro di noi, anche quando le nostre preghiere sembrano non produrre alcun risultato evidente. Sono come grandi alberi che crescono con il passare degli anni. In sostanza, consistono nell'accumulare, grazie a una pratica assidua, una fortuna indistruttibile, che durerà per sempre. Se guardiamo le nostre vite dopo un lungo periodo, scopriremo di essere diventati felici e che il nostro carattere si è fortificato. Il Daishonin scrive: «Accettare è facile, continuare è difficile. Ma la Buddità si trova nel mantenere la fede» (RSND, 1, 417). Perseverando giorno dopo giorno nella fede, nella pratica e nello studio, attiviamo la forza vitale e la saggezza che ci permettono di trasformare alla radice gli aspetti della nostra vita che ci fanno soffrire, risvegliando il nostro pieno potenziale e assaporando una profonda soddisfazione. L'importante è continuare a recitare Nam-myoho-renge-kyo, e costruire una condizione vitale di felicità assoluta non influenzabile dalle circostanze. Questo è il beneficio supremo della Buddità. 

(NR n° 492 Lug-2012)

Frase dal Gosho - 31 ottobre 2016

"Le sfortune di Kyo’o Gozen si trasformeranno in fortuna. Raccogli tutta la tua fede e prega questo Gohonzon. Allora, che cosa non può essere realizzato? Credi nel Sutra del Loto quando dice: «Questo sutra può [...] esaudirne i desideri, proprio come una fresca e limpida fonte può soddisfare tutti coloro che sono assetati» e: «Godranno di pace e sicurezza nell’esistenza presente e nasceranno in circostanze favorevoli nelle successive»."

Dal Gosho "Risposta a Kyo’o" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 366)

31 ottobre

Qual è la cosa più importante? Non è la vittoria o la sconfitta momentanea. La cosa più importante è continuare ad ardere di passione e mantenere lo spirito di impegnarsi fino in fondo.

dalla “Mappa della felicità” di Daisaku Ikeda

Giorno per giorno - 31 ottobre

È naturale che a volte ci ammaliamo. Ma dobbiamo considerare la malattia come malattia della nostra vita, basandoci sul principio della Legge mistica. In altre parole, non permettete alla malattia di dominarvi, provocandovi sofferenza e angoscia. Nella prospettiva della vita eterna, il vostro vero io, basato sulla felicità, esiste senza ombra di dubbio.

domenica 30 ottobre 2016

Frase dal Gosho - 30 ottobre 2016

"Non devono esserci discriminazioni fra coloro che propagano i cinque caratteri di Myoho-renge-kyo nell’Ultimo giorno della Legge, siano essi uomini o donne: se non fossero Bodhisattva della Terra, non potrebbero recitare il daimoku. Dapprima solo Nichiren recitò Nam-myoho-rengekyo, ma poi due, tre, cento lo seguirono, recitando e insegnando agli altri. La propagazione si svilupperà così anche in futuro. Non vuol dire ciò “emergere dalla terra”?"

Dal Gosho "Il vero aspetto di tutti i fenomeni" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 341)

30 ottobre

Anche se ci paragoniamo agli altri non potremo mai diventare uguali a loro, né c'è alcun bisogno di esserlo. Non è saggio emulare gli altri. Se continuiamo a farlo, finiremo per costruire una vita falsa e formale.

dalla “Mappa della felicità” di Daisaku Ikeda

Giorno per giorno - 30 ottobre

Il Gohonzon è la manifestazione dell’esistenza di Nicheren Daishonin, che insegnò kosen rufu. Dunque se recitare gongyo e daimoku e non agite per kosen rufu o per migliorare la vostra vita, il Gohonzon non concretizzerà i suoi veri effetti. Se agite per raggiungere kosen rufu ciò servirà come spinta supplementare e vi aiuterà a elevare il vostro stato vitale con gongyo e la recitazione di daimoku.

sabato 29 ottobre 2016

Frase dal Gosho - 29 ottobre 2016

"Se cerchi l’illuminazione al di fuori di te, anche eseguire diecimila pratiche e diecimila buone azioni sarà inutile, come se un povero stesse giorno e notte a contare le ricchezze del suo vicino, senza guadagnare nemmeno mezzo centesimo. Per questo il commentario della scuola T’ien-t’ai afferma: «Se non si percepisce la natura della propria vita, non si possono sradicare le proprie gravi colpe» . Questo implica che, finché non si percepisce la natura della propria vita, la pratica sarà un’infinita e dolorosa austerità"

Dal Gosho "Il conseguimento della Buddità in questa esistenza" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pagg. 3-4)

29 ottobre

Poiché abbiamo questa vita, viviamola con gioia! In questo modo creeremo valore. E' molto più creativo costruire la nostra felicità, piuttosto che oscurare le nostre giornate con lamentele e senso del dovere.

dalla “Mappa della felicità” di Daisaku Ikeda

Giorno per giorno - 29 ottobre

Gongyo è la pratica che richiama e attiva l’infinito potere che il microcosmo interiore possiede. Esso trasforma il vostro destino, vi fa uscire dai vicoli ciechi e trasforma la sofferenza in felicità; crea un cambiamento, una rivoluzione del nostro io. Gongyo è una rappresentazione in miniatura di kosen rufu nella nostra vita.

venerdì 28 ottobre 2016

Le azioni necessarie

Per ventiquattr'ore al giorno, come esseri umani e praticanti del Sutra del Loto pensiamo, parliamo e agiamo in seno alla società cercando di concretizzare nelle nostre azioni gli ideali espressi dalla preghiera. La storia dell'uccello che vive sulle Montagne Nevose, narrata da Nichiren Daishonin in Lettera a Niiike, ci ricorda infatti di come, dopo aver espresso un desiderio, una preghiera, sia necessario in seguito fare le azioni per costrui­re concretamente ciò per cui abbiamo recitato Daimoku. Questo uccello, infatti, per godere del nido desiderato durante il freddo pungente della sera, avrebbe dovuto svegliarsi l'indomani e volare tra gli alberi per raccogliere i ramoscelli utili alla costruzione del giaciglio (cfr. RSND, 1, 911).
Anche le semplici azioni quotidiane testimoniano la nostra fede ed è per questo che a volte può non essere semplice fare il primo passo per trasformare in azione le nostre preghiere. Come nella storia raccontata da Nichiren, l'uccello delle Montagne Nevose, nonostante fosse consapevole dell'esigenza di dover raccogliere tutto il necessario per il nido, ogni mattina non riusciva a compiere quel gesto. Per sostenere la fede c'è bisogno di coraggio e, anche se può sembrare strano accostare questa parola all'esempio sopracitato, ciò ci può aiutare a capire che ognuno di noi, a prescindere dalle circostanze, può incontrare alcune difficoltà nel compiere le azioni necessarie alla realizzazione della propria rivoluzione umana e quindi della propria felicità. Sì, per essere felici ci vuole coraggio. In questo senso la relazione con Nichiren Daishonin, con il maestro, può essere la sorgente da cui attingere questo coraggio. Riuscire in questa sfida e costruire i nostri "nidi" è molto importante. 

(NR n° 507 Mar-2013)

Frase dal Gosho - 28 ottobre 2016

"Il Sutra del Loto è il bastone che sostiene tutti i Budda delle tre esistenze quando decidono di aspirare all'illuminazione. Dovresti tuttavia affidarti a Nichiren e farne il tuo bastone e il tuo pilastro. Se usiamo un bastone non cadremo lungo gli scoscesi sentieri di montagna o sulle strade accidentate e se ci prendono per mano non inciamperemo. Nam-myoho-renge-kyo sarà il tuo bastone nella montagna della morte."

Dal Gosho "Le spade del bene e del male" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 400)

28 ottobre

E' necessario osservare attentamente, con saggezza, quali tendenze hanno i nostri figli, fin da piccoli. Così, quando crescendo entreranno nella fase della ribellione, potremo affrontarla con tranquillità, senza agitarci.

dalla “Mappa della felicità” di Daisaku Ikeda

Giorno per giorno - 28 ottobre

Può sembrare giusto porre noi stessi e i nostri scopi avanti a tutto, seguendo i dettami delle emozioni e i desideri. Ma la verità è che nulla è più inaffidabile della mente. La vita no procede mai come un orologio e le cose non sempre sono come abbiamo sperato o progettato. Per questo Nichiren Daishonin affermava di diventare padroni della nostra mente e di non lasciare che la mente fosse nostra padrona. Non dovete permettere di essere governati da una mentre egoista. Dobbiamo invece disciplinarla e controllarla. Questo è il ferreo ammonimento di Nichiren Daishonin.

giovedì 27 ottobre 2016

Riconoscere il proprio valore

Il re demone non vuole che nessuno ottenga l'Illuminazione, perché questo rappresenterebbe un doloroso ricordo della sua impotenza. Il paradosso di questo re demone è che egli è controllato dal suo stesso desiderio di controllare. Il re demone è un dominatore che non sa dominare se stesso. Più controllo ha, più gliene occorre. È eternamente guidato dalla sua intima debolezza e insicurezza, e non si sente mai appagato. È prigioniero della prigione che egli stesso ha creato, non è mai libero nella realtà più segreta della sua vita. Il re demone, quindi, è incapace diamare. Come sapeva William Blake: L'amore pensa solo a se stesso / a incatenare un altro al suo piacere / gode se qualcun altro perde la pace / e costruisce un inferno a dispetto del Cielo. Per amare veramente bisogna essere liberi. Per essere liberi, quindi, si deve scoprire il nostro valore innato. Nel sonetto di Shakespeare citato in apertura, si legge anche: Nulla a nozze di veri sentimenti / sia d'ostacolo. Uno dei maggiori ostacoli alla capacità di amare è la difficoltà di riconoscere la nostra Buddità. Una simile illusione, personificata dal re demone, conduce all'impotenza e alla dipendenza. Come scrive Nichiren: «L'oscurità fondamentale si manifesta come re demone del sesto cielo" (Curare la malattia, RSND, 1, 988). Far luce su questa oscurità fondamentale rafforzando la nostra natura di Budda è quindi un percorso obbligato per iniziare ad amare. 

(NR n° 438 Mar-2010)

Frase dal Gosho - 27 ottobre 2016

Come e` descritta dallo specchio del Sutra del Loto una persona che nella malvagia epoca dell'Ultimo giorno crede correttamente nel Sutra del Loto? E` una persona che nel passato ha servito decine di miliardi di Budda."

Da "La conferma del Sutra del Loto" (gli scritti di Nichiren Daishonin, vol. 5, pag. 231)

27 ottobre

Se in gioventù basiamo la nostra vita solo sulla vanità e sugli aspetti esteriori, con il passare degli anni, ci ritroviamo senza fortuna. Nella vanità non c'è felicità. La strada della felicità non si trova nelle apparenze, ma nello sforzo di costruire la nostra vita, passo dopo passo.

dalla “Mappa della felicità” di Daisaku Ikeda

Giorno per giorno - 27 ottobre

Se consideriamo le difficoltà che incontriamo come sfortuna o fortuna dipende da quanta determinazione abbiamo, dal nostro atteggiamento e dallo stato vitale. Con il coraggio possiamo condurre una vita divertente. Riusciremo a sviluppare un io di una solidità tale che potremo pensare alle prove della vita con un profondo senso di gioia: “Forza ostacoli! Vi stavo aspettando! Questa è l’occasione che attendevo!”.

mercoledì 26 ottobre 2016

Difendere

Ogni volta che determiniamo: "Io ce la farò", allora dobbiamo guardare il nostro mondo interno soggettivo, salvaguardandolo contro assalti o infiltrazioni sottili di voci negative che ci dicono: "Niente cambierà, è stato sempre così e sempre sarà!." Se siamo predisposti a questo, e la maggior parte di noi lo è, e finché non ci rafforziamo abbastanza da sconfiggere automaticamente queste voci, noi le ascoltiamo e lasciamo che ci influenzino. Più le ascoltiamo, più corrodono la nostra preghiera. A un certo punto siamo d'accordo con queste voci negative perché lo abbiamo fatto tutta la vita. A questo punto la nostra preghiera non funzionerà. Quando reciti Daimoku quello che pensi e senti viene proiettato nell'universo e poiché la Legge è imparziale, noi abbiamo la libertà di scelta. È come uno specchio. Così se noi alteriamo la nostra preghiera senza rendercene conto, la Legge accetta questo come quello che noi vogliamo .
La responsabilità è nostra: se vogliamo qualcosa dobbiamo difendere la nostra preghiera da tutte le voci negative che ci scoraggiano. Se noi incominciamo a fare dei compromessi, avremo rinunciato alla preghiera prima di rendercene conto. Una volta presa una determinazione, non fate compromessi! Il Buddismo è vincere o perdere, non è un compromesso. Il compromesso è quello che abbiamo scelto per tutta la nostra vita. Quindi determina e recita Daimoku per questo. Una volta che hai determinato diventa responsabilità del Gohonzon portare tutto avanti e raggiungere l'obiettivo.

Un estratto dalla Guida del Vicepresidente Tsuji

Frase dal Gosho - 26 ottobre 2016

"Cina c’è una cascata chiamata la Porta del Drago. Le sue acque precipitano da un’altezza di cento piedi, più rapide di una freccia scagliata da un forte arciere. Si dice che un gran numero di carpe si raccolgano nel bacino sottostante sperando di risalire la cascata e che quella che riuscirà nell’impresa si tramuterà in un drago. Tuttavia, non una sola carpa su cento, su mille o anche su diecimila riesce a risalire la cascata, nemmeno dopo dieci o venti anni. Alcune sono trascinate via dalle forti correnti, altre cadono preda di aquile, falchi, nibbi e civette, e altre ancora vengono pescate con le reti, con i cesti e a volte perfino con i dardi, dagli uomini che si allineano su entrambe le rive della cascata larga dieci cho. Tale è la difficoltà per una carpa di diventare un drago. [...] Conseguire la Buddità non è più facile che per gli uomini di basso rango accedere ai circoli di corte o per una carpa risalire la Porta del Drago."

Dal Gosho "La Porta del Drago" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 890)

26 ottobre

Chi decide di dedicarsi alla felicità degli altri e agisce con coraggio, sviluppa una forza ancora più grande e diventa una persona di capacità e valore illimitati.

dalla “Mappa della felicità” di Daisaku Ikeda

Giorno per giorno - 26 ottobre

Spero che basandovi sulla fede diventerete persone influenti e ricche di virtù, degne di grande rispetto. Vorrei precisare che il successo mondano non equivale alla vera felicità. Una piena realizzazione richiede una profonda comprensione della natura della vita. Chi ha successo nel vero senso della parola è una persona che gode di uno stato vitale libero.

martedì 25 ottobre 2016

L'impossibile possibile

Nel 2004 ho ricevuto il Gohonzon. Da quel momento ho cambiato tante cose nella mia vita, man mano che ho approfondito la relazione tra maestro e discepolo. Ho sempre avuto sfiducia nelle mie capacità sia nello studio universitario che nel lavoro, ma quando iniziai a praticare sentii che avevo il Gohonzon su cui poter sempre contare. Così decisi di cambiare lavoro e anche se all'inizio il nuovo posto sembrava un idillio, si tramutò rapidamente in un incubo. Ogni giorno piangevo, sentendomi un'aliena in un ambiente lavorativo falso e disonesto. Il mio cambiamento però era già in atto: da persona che prediligeva una pratica solitaria e tendeva a evitare l'attività di gruppo, cominciai a fare attività come byakuren e a creare un legame col presidente Ikeda. Il contratto con il "lavoro-incubo" giunse al termine. Grazie ai molti curriculum spediti tempo prima, accettai una proposta di lavoro che purtroppo, però, non si rivelò un granché. Quando partecipai al corso estivo europeo come byakuren, ero nuovamente disoccupata. Mi sentivo depressa, incapace di sostenere gli altri, ma in quel momento capii profondamente che la mia realizzazione passava anche dall'accettazione di me stessa e dei miei difetti.
Tornata a casa, continuavo a percepire la mia arroganza: rifiutavo lavori che giudicavo poco creativi. Ma chi ero io per rifiutare un lavoro, qualunque esso fosse, in quella situazione? Inoltre, a parte i miei compagni di fede, nessuno credeva che avrei potuto realizzarmi come libera professionista nel mio settore e per di più con uno stipendio fisso. Continuai comunque a svolgere attività byakuren fino a che, poco prima del corso nazionale sloveno, ricevetti una serie di incarichi stimolanti come libera professionista, con buone entrate e per un discreto arco di tempo, così come desideravo. Verso la fine di queste collaborazioni, e quindi di un nuovo "buio economico", mi fu offerto di partecipare a un corso in Giappone. Decisi di andare a incontrare sensei anche se non avevo la benché minima idea di come risolvere la mia situazione economica e lavorativa. Mi sentivo combattuta fra me e me perché dovevo pagare a settembre anche l'iscrizione a un corso di fotografia oltre al corso in Giappone, ed era una bella cifra. Con la testa mi dicevo di non partire e risparmiare così i soldi ma col cuore sentivo che volevo partecipare al corso: per me, per la Slovenia e per kosen-rufu. Sono tornata dal Giappone con un profondo senso di gratitudine versosensei: se non fosse per lui ora non starei praticando il Buddismo. Ho anche approfondito il mio legame con lui e ho deciso di aiutare tutte le persone a scoprire la loro meravigliosa Buddità. Proprio mentre ero lì ricevetti un messaggio dal proprietario di uno studio con il quale avevo collaborato in precedenza senza successo, che voleva vedermi al mio ritorno. Mi ha offerto un lavoro presso il suo studio grafico e, dopo solo tre mesi di prova, mi ha confermato a tempo indeterminato! Non solo, mi ha regalato anche un iPhone lo scorso Natale. Inoltre un importante progetto di lavoro che ho fatto mesi fa è stato scelto fra molti altri. Ho trasformato il mio impossibile. 

(NR n° 434 Gen-2010)

Frase dal Gosho - 25 ottobre 2016

"Il primo di tutti i tesori è la vita stessa. È scritto che nemmeno i tesori dell’intero sistema maggiore di mondi possono uguagliare il valore del proprio corpo e della propria vita. Persino tutti i tesori di un intero sistema maggiore di mondi non possono sostituire la vita. [...] Alcuni hanno moglie, figli, seguito, possedimenti, oro, argento o altri tesori, a seconda della loro condizione. Altri non possiedono nulla. Comunque, che uno sia ricco o no, niente è più prezioso del tesoro che chiamiamo vita. Per questo motivo gli uomini del passato che furono chiamati santi e saggi offrirono la loro vita al Budda, e in seguito divennero Budda."

Dal Gosho "L’offerta del riso" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 997)

25 ottobre

Il termine giapponese “educazione” può essere scritto anche con gli ideogrammi “crescere insieme”. I bambini sono una meraviglia della natura e le loro vite risplendono radiose. La loro vivacità è fonte di energia per gli adulti. Dove risuonano le voci allegre dei bambini, là scaturiscono speranza, pace e gioia di vivere.

dalla “Mappa della felicità” di Daisaku Ikeda

Giorno per giorno - 25 ottobre

La spada della Legge mistica e il potere della fede ci permettono di spezzare le catene della sofferenza. Desidero che comprendiate che per assicurarvi libertà e felicità eterne non dovete essere codardi nella fede.

lunedì 24 ottobre 2016

La strada della felicità

Nichiren Daishonin iscrisse il Gohonzon, un mandala in cui concretizzò la propria Illuminazione, in modo da permettere a tutte le persone di stabilire un legame diretto con la Legge mistica alla quale lui stesso si era illuminato. Con la recitazione di Nam-myoho-renge-kyo, il Daishonin ha lasciato la chiave per risvegliare la natura di Budda che esiste dentro di noi, indipendentemente dallo stato vitale e dalle circostanze in cui ci troviamo. Quando recitiamo Nam-myoho-renge-kyo, il sole della Buddità sorge nel nostro cuore, rompendo le nubi dell'oscurità e dell'illusione, mentre dalle profondità del nostro essere emergono saggezza, forza vitale, gioia di vivere, coraggio e compassione. Lo scopo della pratica buddista è sviluppare una felicità assoluta e indistruttibile che non è legata alle circostanze impermanenti della vita, ma scaturisce da questo profondo risveglio interiore. Praticare il Buddismo significa rideterminare ogni giorno questa meravigliosa trasformazione, lottando per vincere sui nostri limiti e consolidando un io sempre più forte e capace di abbracciare gli altri, utilizzando qualunque ostacolo o difficoltà per realizzare una felicità ancora più profonda. Questo processo di radicale trasformazione spirituale, definito "rivoluzione umana", non riguarda soltanto noi stessi. Il Buddismo spiega, infatti, che tutte le forme di vita e tutti i fenomeni sono profondamente interrelati: non esiste separazione tra il mondo interiore di un individuo e il suo ambiente, così come non c'è separazione tra il corpo e la sua ombra. Per questa ragione i cambiamenti che avvengono dentro di noi grazie alla pratica buddista si riflettono naturalmente all'esterno, traducendosi in un graduale miglioramento anche della vita delle persone con cui condividiamo i legami più profondi e, per estensione, di tutto l'ambiente che ci circonda che, dal punto di vista buddista, non è che lo specchio della nostra condizione vitale. Ciò significa che quanto più consolidiamo la Buddità dentro di noi, tanto più le circostanze esterne, la qualità delle relazioni e anche le condizioni materiali della vita nostra e di chi ci è vicino iniziano di pari passo a migliorare.
In poche parole, quando noi cambiamo, anche il mondo cambia. 

(NR n° 492 Lug-2012)

Frase dal Gosho - 24 ottobre 2016

"Quando una persona riceve grandi lodi dagli altri, sente che non esiste difficoltà impossibile da affrontare. Tale è il coraggio che generano le parole di lode. I devoti che nascono nell’Ultimo giorno della Legge e propagano il Sutra del Loto incontreranno i tre tipi di nemici, che li faranno esiliare e persino condannare a morte. Ma il Budda Shakyamuni avvolgerà nella sua veste coloro che, nonostante tutto, persevereranno nella propagazione. Tutti gli dèi celesti faranno loro offerte, li sosterranno con le spalle e li porteranno sul dorso. Essi posseggono grandi radici di bontà e meritano di essere le grandi guide di tutti gli esseri viventi."

Dal Gosho "Il vero aspetto di tutti i fenomeni" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 341)

24 ottobre

Nulla è più forte della sincerità. Se manca la sincerità non c'è amore, né generosità, né umorismo. Anche il sorriso e la saggezza vengono meno. La sincerità è ciò che tocca il cuore degli esseri umani, è la chiave per realizzare grandi risultati nella vita.

dalla “Mappa della felicità” di Daisaku Ikeda

Giorno per giorno - 24 ottobre

Il solo modo per realizzarsi è portare a compimento ciò che è più immediato. Questo principio si applica a tutti i campi: nella nostra vita quotidiana, nel lavoro, nella famiglia come nel progresso di kosen rufu.

domenica 23 ottobre 2016

Frase dal Gosho - 23 ottobre 2016

"Il potente guerriero, il generale Li Kuang, la cui madre era stata divorata da una tigre, scagliò una freccia contro una pietra, scambiandola per la tigre, e la freccia vi si conficcò fino alle piume. Ma quando si rese conto che si trattava di una pietra, non riuscì più a perforarla. In seguito a ciò divenne noto come il generale Tigre di Pietra. Lo stesso è successo a te: sebbene i nemici siano in agguato, forse la tua risoluta fede nel Sutra del Loto ha sventato le loro persecuzioni prima ancora che si verificassero? Comprendendo questo, devi rafforzare la tua fede più che mai."

Dal Gosho "Il generale Tigre di Pietra" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 846)

23 ottobre

Che belle sono le persone che nutrono un sincero desiderio di crescere! Se smettiamo di avanzare, il viaggio della nostra vita finisce. Finché siamo vivi, continuiamo a progredire cercando sempre qualcosa di più nobile, vasto e profondo.

dalla “Mappa della felicità” di Daisaku Ikeda

Giorno per giorno - 23 ottobre

Per quanto riguarda gli insegnamenti fondamentali del Buddismo e del Gosho, spero che, sicuri della loro assoluta correttezza, innanzitutto lotterete per metterli in pratica. Vi prego di farlo poiché questa è la strada più breve verso la profonda comprensione dell’essenza del Buddismo.

sabato 22 ottobre 2016

Frase dal Gosho - 22 ottobre 2016

"Per valutare le dottrine buddiste, io, Nichiren, credo che i metodi migliori siano la prova teorica e la prova documentaria. Ma ancora migliore di queste e` la prova concreta"

Da "I tre maestri del Tripitaka pregano per la pioggia" (gli scritti di Nichiren Daishonin, vol. 8, pag. 204)

22 ottobre

Tutto lo sforzo che fai è il tesoro della tua vita, il tesoro della felicità, il tesoro della vittoria.

dalla “Mappa della felicità” di Daisaku Ikeda

Giorno per giorno - 22 ottobre

La cosa principale è infondere fiducia e comprensione in modo che ciascuna persona si alzi da sola. L’esplosione di fede nel microcosmo di un individuo è causa della rivoluzione del macrocosmo, l’organizzazione, che è un insieme di singole persone.

venerdì 21 ottobre 2016

Ricomincio da me per rispettare gli altri

Leggendo il poema di Daisaku Ikeda: “Il nuovo brillante secolo dell’Italia”.

Appena ho letto questo poema sono rimasto colpito dalla considerazione e dalle aspettative del presidente Ikeda nei confronti dei membri italiani. L’ho divorato con avidità come se volessi trovare nelle parole del maestro una conferma alle mie convinzioni. E questo è stato il mio primo superficiale approccio al poema. Dopodiché ho cominciato a rileggerlo più attentamente, immaginandomi che fosse stato dedicato direttamente a me, al mio cambiamento e alla mia crescita. Quante volte mi è capitato e mi capita di leggere gli scritti di Ikeda o di Nichiren Daishonin rivolgendo all’esterno incoraggiamenti che invece dovrei rivolgere a me stesso. Grazie a questa riflessione mi sono reso conto di quanto può essere pericolosa la mente che cerca in tutti i modi di togliere fiducia nella possibilità che il singolo cambiamento possa davvero trasformare l’impossibile in possibile. Sono sempre tante, e tutte ragionevoli, le situazioni nel mio ambiente che mi portano a pensare di non dover essere io a cambiare, che questa volta sono davvero “gli altri” a non capire, ad avere sbagliato. Ma questo poema rappresenta un forte e preciso incoraggiamento a partire da se stessi, a guardare dentro di sé.

Rispettando l’individualità di ognuno,
con la tua forza, tenendo alto il tuo morale,
danza pieno di allegria.
Come miglior modello del mondo,
realizzate una bellissima e gioiosa unità.
Avanzate mantenendo buoni rapporti
e un’atmosfera fraterna.

Ma quanto è difficile mettere in pratica queste parole? Mi accorgo che la sfiducia e il dubbio sorgono immancabilmente ogni qual volta faccio un’azione per risolvere un problema, magari enorme dalla mia prospettiva, e per contro sembra non cambiare niente. Questo è il limite più difficile da sconfiggere. Decidere di vivere l’umanesimo, la compassione buddista, a prescindere da quello che possono fare o dire gli altri. Senza aspettarsi nulla in cambio. «La compassione è da tenere in gran conto, – afferma Ikeda a questo proposito nel dialogo con Gorbaciov -– ma non possiamo obbligare nessuno a farlo. Dovremmo consigliare di mostrare compassione, ma non esigerne per noi stessi, né rinfacciare ad altri la mancanza di compassione per noi. Nelle nostre azioni verso gli altri dovremmo mostrare compassione, ma quando la esigiamo per noi stessi non possiamo definirci degni discepoli del Budda. Indipendentemente da quello che gli altri pensano di noi, dovremmo seguire le nostre convinzioni senza tentennamenti» (Le nostre vie si incontrano all’orizzonte, Sperling & Kupfer editori, 2000, pag. 46).
Ogni riga del poema è un potente e appassionato incoraggiamento per riuscire a “seguire le nostre convinzioni senza tentennamenti”, qualunque cosa accada. 

(NR n° 282 Mag-2003)

Frase dal Gosho - 21 ottobre 2016

"L’uomo saggio merita di esser chiamato tale perché non si lascia sviare dagli otto venti: prosperità, declino, onore, disonore, lode, biasimo, sofferenza e piacere. Non si esalterà nella prosperità né si lamenterà nel declino. Gli dèi celesti sicuramente proteggeranno chi non si piega di fronte agli otto venti, ma se tu nutri un irragionevole rancore per il tuo signore, per quanto tu possa pregarli, essi non ti proteggeranno."

Dal Gosho "Gli otto venti" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 705)

21 ottobre

Non c'è bisogno di apparire diversi da ciò che siamo né di darci delle arie o sentirci intimoriti. Così come siamo, con serietà, tiriamo fuori le nostre capacità, là dove ci troviamo. Un simile comportamento sembra scontato, in realtà si tratta di una manifestazione di grande saggezza.

dalla “Mappa della felicità” di Daisaku Ikeda

Giorno per giorno - 21 ottobre

Il lato peggiore della burocrazia è espresso dall’atteggiamento di qui lascia fare agli altri il lavoro peggiore, aspettando che sia portato a termine. Questa non è fede.
Lo spirito che ci porta a svolgere in prima persona il lavoro più duro rispecchia una fede sincera.

giovedì 20 ottobre 2016

Le nostre lotte quotidiane

di Asa Nakajima

Per cosa viviamo, e come utilizziamo la nostra vita? Tante volte ci poniamo queste domande, per questo vorrei sottolineare l'importanza di vivere ogni giorno dedicandoci al grande voto di kosen-rufu, il grande desiderio di Nichiren Daishonin, che tutti noi abbiamo ereditato come suoi discepoli. Senza questo impegno, rimarremmo chiusi in noi stessi e saremmo facilmente sopraffatti dal nostro egocentrismo. Portare avanti la promessa del Budda di rendere felice ogni persona non è qualcosa di esterno a noi; significa piuttosto aprire la nostra vita agli altri e dimostrare la grandezza del Buddismo di Nichiren Daishonin attraverso la trasformazione dei nostri limiti, le nostre paure, le nostre debolezze. Significa in altre parole combattere la nostra oscurità fondamentale che si manifesta sotto varie forme di negatività. Per questo Nichiren Daishonin ci ha lasciato il Gohonzon, strumento unico e meraviglioso per rivitalizzare la nostra vita e tirar fuori da noi stessi una profonda gioia di vivere e la capacità di rendere felici anche le altre persone. Come conseguenza di tali azioni incontreremo varie difficoltà e ostacoli, ma saremo in grado di affrontarli e superarli attivando il potere fondamentale che esiste nella nostra vita. «Non esistono problemi o difficoltà nel regno dell'umano che noi, in quanto esseri umani, non possiamo superare - scrive il presidente Ikeda -. Tutti abbiamo dentro di noi il potere per sopportarli e risolverli. Ma in che modo usiamo e manifestiamo questo potere nelle nostre vite? [...] La condizione di Buddità capace di vincere su tutto non si trova da qualche parte, lontano da qui. Essa esiste dentro ognuno di noi» (NR, 403, 3). Ogni giorno è una lotta con noi stessi, con la nostra oscurità fondamentale, per questo è necessario tirar fuori un grande coraggio: solo così possiamo vincere sui nostri punti deboli. Facendo questa lotta contro la nostra parte oscura manifestiamo la Buddità e di conseguenza possiamo trasmettere agli altri fiducia e speranza. È importante innanzitutto diventare più forti utilizzando il potere della pratica buddista: recitando Gongyo e Daimoku ogni giorno possiamo manifestare tutta la nostra forza e vivere con grande convinzione. Bisogna inoltre avere la consapevolezza di quanto siamo fortunati a vivere insieme al presidente Ikeda, nella stessa epoca; questo ci dà modo di ricevere direttamente le sue guide e il suo incoraggiamento. È proprio come scrive Ikeda: «Non vi è sentiero più appagante, nobile o vittorioso nella vita di un giovane che recitare Daimoku, studiare e sforzarsi per la realizzazione di kosen-rufu nel mondo insieme al proprio maestro». 

(NR n° 404 Set-2008)

Frase dal Gosho - 20 ottobre 2016

"Chi è pronto a dare la propria vita, perché dovrebbe lesinare altri tesori per la Legge buddista? D’altra parte, chi esita a offrire al Buddismo i propri beni materiali, come potrà dare la vita che ha un valore di gran lunga maggiore? Secondo le regole della società, bisogna ricambiare un grande favore anche a costo della vita. Molti guerrieri perdono la vita per il loro signore, forse più di quanti si possa immaginare. Un uomo è disposto a morire per il suo onore, una donna è disposta a morire per un uomo. I pesci vogliono sopravvivere e, deplorando la scarsa profondità dello stagno in cui vivono, scavano buche sul fondo per nascondersi, eppure, ingannati dall’esca, abboccano all’amo. Gli uccelli sugli alberi temono che questi siano troppo bassi e si appollaiano sui rami più alti, eppure, abbagliati dall’esca, si fanno prendere nella rete. Gli esseri umani sono altrettanto vulnerabili. Danno la vita per superficiali cose mondane, ma raramente per i preziosi insegnamenti del Buddismo. Fa poca meraviglia che non conseguano la Buddità." "

Dal Gosho "Lettera da Sado" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 266)

20 ottobre

Tutto dipende da noi, non dagli altri. Se cresciamo noi, anche l'ambiente cambia. Se non riflettiamo su noi stessi, qualunque cosa possiamo dire o fare, saremo comunque irresponsabili e non potremo creare alcun valore.

dalla “Mappa della felicità” di Daisaku Ikeda

Giorno per giorno - 20 ottobre

Toda detestava le formalità. Per questo motivo, come suo discepolo, ho cercato di dare massima importanza alla sostanza. Le formalità sono importanti in alcuni casi, ma la formalità priva di sostanza è negativa. La formalità in sé non è vitale, mentre la sostanza è viva. La formalità è provvisoria e la sostanza è essenziale. La formalità è convenzione, dunque tende a conservare, la sostanza da la spinta verso il progresso e lo sviluppo.

mercoledì 19 ottobre 2016

Collera, invidia e conformismo

Saito: […] Gli invidiosi indossano sempre una maschera di moralità e giustizia.

Suda: Ne abbiamo un esempio nei giornalisti senza scrupoli che non pensano ad altro che a denigrare qualcuno. Posano come campioni di rettitudine, pontificando sulla giustizia sociale e la libertà di parola ma, quando trovano qualcuno con cui prendersela, ricorrono ai mezzi più meschini per colpirlo. Secondo un osservatore, questi giornalisti non riportano mai la cronaca dei fatti, si limitano a montare storie e a divulgarle.

Endo: Quante persone hanno visto i propri diritti umani violati da questi individui privi di morale! La persecuzione da parte dei mezzi di comunicazione è l'equivalente moderno dell'ostracismo ateniese. Se non si farà niente per cambiare la situazione, temo che la società contemporanea subirà la stessa sorte dell'antica Atene. Più una persona emerge e più queste persone cercheranno di farla cadere.

Saito: L'esistenza dei giornali scandalistici è sintomatica di una società pervasa dall'invidia. Un aspetto che la caratterizza è il “falso egualitarismo”, cioè un senso negativo dell'uguaglianza che vuole tutti allineati allo stesso livello in un perfetto conformismo.

Frase dal Gosho - 19 ottobre 2016

"Vi siete intrattenuto con un amico nella stanza delle orchidee e vi siete raddrizzato come l'artemisia che cresce fra la canapa. Se vorrete riflettere seriamente su questi problemi e porrete fede unicamente in queste mie parole, allora i venti soffieranno gentilmente, le onde saranno calme e ben presto godremo di raccolti generosi. «Ma il cuore di una persona con il tempo può mutare, e la natura di una cosa può alterarsi con ciò che la circonda. Proprio come l'immagine della luna nell'acqua viene scossa dalle onde, o come i soldati all'avanguardia sono impauriti dalle spade del nemico, così, sebbene in questo momento diciate di credere nelle mie parole, ho paura che poi finirete per dimenticarle. «Ora, se prima di tutto vogliamo garantire la sicurezza del paese e pregare per le nostre esistenze, presenti e future, dobbiamo affrettarci a esaminare la situazione e porvi rimedio il più presto possibile."

Dal Gosho "Adottare l'insegnamento corretto per la pace nel paese" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 24)

19 ottobre

La voce è uno specchio che riflette chiaramente la nostra condizione vitale. Con la voce possiamo trasmettere speranza, convinzione e tranquillità alle persone, ispirandole a lottare per ciò in cui credono.

dalla “Mappa della felicità” di Daisaku Ikeda

Giorno per giorno - 19 ottobre

Qualsiasi cosa accada, vi prego di continuare a recitare daimoku, nei periodi buoni come in quelli cattivi, senza curarvi della gioia e del dolore, della felicità o della sofferenza. Allora potrete afferrare la vittoria nella vostra vita quotidiana e nella società.

martedì 18 ottobre 2016

Virtù invisibili, ricompense visibili

di Daisaku Ikeda

Nichiren Daishonin ci promette che «dove c'è una virtù invisibile, ci sarà una ricompensa visibile» (Virtù invisibile e ricompensa visibile, RSND, 1, 806). Troppo spesso nel mondo disegni disonesti e tortuosi sembrano prevalere, mentre gli sforzi sinceri e onesti non ricevono ricompensa: una contraddizione che ha indignato il cuore delle persone di coscienza in tutte le epoche e in ogni luogo. Tuttavia il Buddismo del Daishonin, secondo il quale la virtù invisibile genera una ricompensa visibile, garantisce che chi ha lavorato duramente dietro le quinte alla fine raccoglierà immensi benefici e fortuna. Questo è un principio serio e imparziale. Individui senza scrupoli che infliggono sofferenze a persone buone e oneste non possono sfuggire all'inflessibile meccanismo della Legge di causa ed effetto. Alla fine saranno sommersi dall'infelicità e dal rimpianto.
Per tutto l'anno, in ogni stagione e condizione atmo­sferica, le donne della Soka Gakkai, madri di kosen-rufu, si stanno impegnando con incomparabile energia e saggezza per trasformare radicalmente la società, promuovendo la nostra filosofia e gli ideali buddisti di felicità assoluta. Mia moglie e io ricorderemo sempre le parole di una ex responsabile del Kansai: «Abbiamo imparato l'importanza di una fede incrollabile dai tre presidenti della Soka Gakkai. Ecco perché siamo determinate a trasformare qualunque situazione negativa in qualcosa di positivo, secondo il principio di "trasformare il veleno in medicina". Ognuno di noi deve diventare una persona che può dichiarare con convinzione incrollabile: "Non mi lascerò sconfiggere!"».
Iscritti rispettivamente sul lato destro e sinistro del Gohonzon troviamo i caratteri cinesi che indicano: «Coloro che affliggono o tormentano [i praticanti del Sutra del Loto] avranno la testa spaccata in sette pezzi» e «Coloro che fanno offerte [a loro] godranno di buona fortuna superando i dieci onorevoli titoli [del Budda]». Quando recitiamo davanti al Gohonzon una preghiera energica, la luce giusta e imparziale della Legge mistica rivelerà col tempo la ricompensa per il bene, la punizione per le azioni scorrette e il trionfo definitivo della verità sulla falsità. Toda dichiarò con invincibile convinzione: «Il Gohonzon [il potere di Nam-myoho-renge-kyo] non abbandonerà coloro che hanno sostenuto con sincerità la Soka Gakkai. Dobbiamo avanzare con fiducia nella vita, e come Gakkai nel suo insieme. Se alla fine vinciamo, avremo vinto in tutto». Riferendosi al nostro movimento, Karel Dobbelaere, ex presidente della Società Internazionale per la Sociologia della religione, ha commentato: «Il Buddismo di Nichiren si considera il "Buddismo della semina", intendendo che è sempre possibile mettere una nuova causa che produca un nuovo effetto». I semi che piantiamo ora sono fondamentali.

(NR n° 430 Nov-2009)

Frase dal Gosho - 18 ottobre 2016

"È normale che, quando un'epoca inizia a declinare, tutti i santi e i saggi si ritirino dal mondo e che il paese sia pieno soltanto di calunniatori, di adulatori, di gente che ti sorride per poi pugnalarti alle spalle o che ti inculca idee distorte. Così si legge nei sutra. Per fare un esempio, se l'acqua cala, lo stagno rumoreggia e, quando soffia il vento, il mare non rimane calmo. Si legge inoltre che all'inizio dell'ultima epoca, poiché siccità, epidemie, grandi piogge e venti impetuosi si susseguiranno senza tregua, anche le persone di gran cuore diventeranno meschine e coloro che ricercano la via nutriranno opinioni errate. I sutra affermano che in tale situazione padre e madre, marito e moglie, fratello maggiore e fratello minore saranno in contrasto gli uni contro gli altri, come cacciatore e cervo, gatto e topo o falco e fagiano; per non parlare dei litigi fra estranei."

Dal Gosho "Un padre abbraccia la fede" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 749)