mercoledì 30 novembre 2016

Stato vitale

"Chi possiede uno stato vitale che gli permette di gioire di ogni istante, in qualsiasi circostanza, ed è anche dotato di saggezza e ottimismo, può superare ogni tipo di problema o sofferenza".

Teresa ha detto...

Ciao ho 47 anni e vivo a Milano. Ho incontrato il Buddismo 4 anni fa e ho realizzato cose impensabili per me. Grazie alla tenacia e alla determinazione che ho imparato dalla filosofia Buddista; responsabilità e trasformazione del veleno in medicina! Ringrazio sempre la mia Vita e mi scuso con Lei quando non le do' il valore giusto che merita. Un'altra cosa fondamentale e non retrocedere mai, credere cioè che tutto si può fare anche quando sembra il contrario. Non cambiare "rotta" se ne hai scelta una e persevera. La Nostra Rivoluzione Umana è fondamentale ed è sempre il mio obbiettivo davanti al Gohonzon. Auguro a tutti di essere felici e di pregare sempre per un mondo di pace e di "non avidità e arroganza" come questo periodo sociale-politico  che invece ci vuole imporre! La felicita' non sta' nell'avere ma nell'essere e noi Buddisti abbiamo questa opportunità di diventare ESSERE quello che siamo veramente!
Ciao a tutti!

(commento del 28 gennaio 2012)

Frase dal Gosho - 30 novembre 2016

"Il Sutra del Loto afferma: «[Le dottrine che essi predicheranno] non saranno mai contrarie alla vera realtà». T’ien-t’ai spiega che questo significa: «Nessuna cosa che riguardi la vita o il lavoro contrasta in alcun modo con la vera realtà». Saggio non è chi pratica il Buddismo prescindendo dalle questioni mondane, ma chi comprende perfettamente i princìpi che governano il mondo."

Dal Gosho "Il kalpa della diminuzione" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 995)

30 novembre

E' importante farsi carico volontariamente delle difficoltà degli altri per migliorare la società e sostenere gli amici. “Cosa posso fare perché questa persona si alzi? Come posso incoraggiare quest'altra persona?”. In questo modo i tuoi piccoli problemi rientreranno in una dimensione molto più ampia e nobile.

dalla “Mappa della felicità” di Daisaku Ikeda

Giorno per giorno - 30 novembre

Toda spesso diceva:”Chi di voi ha problemi o sofferenze, preghi con sincerità! Il Buddismo è una lotta in cui si vince o si perde. Se voi doveste pregare con questo atteggiamento e non trovare ancora una soluzione, vi darò la mia vita!” L’assoluta convinzione di Toda funse da stimolo per tutti i membri.

martedì 29 novembre 2016

Testa alta, dunque!

Ricordate che non ha proprio senso farsi scoraggiare da una delusione amorosa. Non dovete essere così deboli e fragili. Probabilmente oggi pensate che la persona che state per perdere sia unica e insostituibile; ma siete così certi che potrà reggere il confronto con le prossime cento, mille o diecimila persone che incontrerete? Dovete pensare che vi saranno occasioni migliori. Inoltre crescendo, cambierete anche il modo di guardare gli altri. Sicuramente molti di voi hanno già avuto delusioni d'amore. Quando ci si sente colpiti intimamente si può anche perdere la propria autostima. Ma non è così, voi siete unici e preziosi. (...) E' importante diventare forti. Quando si è forti anche la vostra tristezza diventerà fonte di nutrimento e le cose che vi fanno soffrire vi aiuteranno a purificare la vostra vita. Solo quando si tocca il fondo della sofferenza e ci si sente schiacciati dal dolore si inizia a capire il vero significato della vita. Proprio perchè si prova una tale sofferenza diventa imperativo continuare a vivere: ciò che importa è non smettere di avanzare. Se saprete usare le vostre tristezze come una sorgente di crescita, diventerete persone di grandissima profondità e apertura e svilupperete un io ancora più grande e meraviglioso. Questo sarà il vero e più alto risultato delle presenti pene e sofferenze. Testa alta, dunque!

D. Ikeda - Tratto da : I protagonisti del XXI°secolo pag. 68

Frase dal Gosho - 29 novembre 2016

"«Sia l'essere vivente sia il suo ambiente manifestano sempre Myoho-renge-kyo». [...] Spiegazioni così precise non lasciano spazio a dubbi. Quindi, l'intero regno dei fenomeni non è diverso dai cinque caratteri di Myoho-renge-kyo."

Dal Gosho "Il vero aspetto di tutti i fenomeni" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 339)

29 novembre

Johan Pestalozzi, grande pedagogista svizzero, afferma:”La famiglia è una scuola di valori etici”. Esistono tante scuole dove si possono apprendere conoscenze e tecniche, ma in pochi luoghi si può imparare il modo corretto di vivere. La famiglia è il luogo che ci permette di coltivare noi stessi e di sviluppare la nostra umanità.

dalla “Mappa della felicità” di Daisaku Ikeda

Giorno per giorno - 29 novembre

La compassione è l’essenza del Buddismo. Pregare per gli altri, facendo nostri i loro problemi e la loro sofferenza; abbracciare coloro che soffrono, diventando loro alleati; continuare a offrire il nostro appoggio e incoraggiamento fino a quando le persone diventano felici: sono queste le azioni umaniste con cui il Buddismo del Daishonin vive e respira.

lunedì 28 novembre 2016

L'Illuminazione delle donne

In alcuni sutra buddisti precedenti il Sutra del Loto era scritto che le donne non potevano ottenere la Buddità: «Anche se gli occhi dei Budda delle tre esistenze dovessero cadere al suolo – recita un sutra – nessuna donna di alcun regno dell’esistenza potrebbe mai ottenere la Buddità».
Questa era la visione sulle donne che prevaleva nell’India del quinto secolo a.C.: venivano considerate più o meno proprietà dei loro mariti. Si dice, tuttavia, che in risposta alle richieste di una zia e di altre donne, Shakyamuni permise loro di diventare monache e di condurre una pratica monastica dopo aver stabilito otto regole che avrebbero dovuto seguire. Secondo Hajime Nakamura, studioso della cultura indiana: «L’apparire (nel Buddismo) di un ordine di monache fu un’evoluzione straordinaria nella storia del mondo religioso. A quell’epoca non esistevano analoghi ordini religiosi femminili in Europa, né in Nord Africa, o in tutta l’Asia. Il Buddismo fu la prima cultura a produrne uno».
Nei secoli seguenti, però, cominciarono a riaffermarsi opinioni differenti sulle donne, e s’instaurò la credenza che, per ottenere la Buddità, le donne dovessero rinascere come uomini, conducendo continue e gravose pratiche. In questo modo l’ordine di monastico femminile declinò fino quasi a scomparire.
Nichiren Daishonin, al contrario, fu un fermo sostenitore dell’uguaglianza tra uomini e donne. Egli scrisse: «Non devono esserci discriminazione tra coloro che propagano i cinque caratteri di Myoho-renge-kyo nell’Ultimo Giorno della Legge, siano essi uomini o donne». Questa fu una dichiarazione rivoluzionaria per un tempo in cui le donne erano quasi totalmente dipendenti dall’uomo: le “tre obbedienze” imponevano che una donna giapponese dovesse prima obbedire ai genitori, poi al marito e, durante la vecchiaia, al figlio maschio. Nichiren inviò lettere di incoraggiamento a numerose discepole attribuendo a molte di loro il titolo di Shonin (santa). La forza nella fede, il coraggio e l’indipendenza mostrato da queste donne lo colpì profondamente. Scrisse a Nichimyo Shonin: «Non ho mai udito di una donna che abbia percorso mille rialla ricerca del Buddismo (come hai fatto tu) … Tu sei la più grande devota del Sutra del Loto fra tutte le donne del Giappone. Perciò […] ti darò il nome di santa Nichimyo».
Nel dodicesimo capitolo del Sutra del Loto intitolato Devadatta, Shakyamuni mostra l’ottenimento della Buddità delle donne, rivelando come una bambina drago di otto anni riuscisse a ottenere rapidamente quella condizione attraverso il Sutra del Loto. In questo modo viene chiarito il principio che si diventa Budda mantendo la forma presente, e allo stesso tempo vengono totalmente rovesciate le credenze dell’epoca riguardo l’Illuminazione delle donne che poteva essere ottenuta solo dopo aver condotto faticose ed estenuanti pratiche. La bimba-drago ha una forma animale, è femmina ed è giovanissima: è quasi scandaloso che fosse lei la prima in assoluto a dimostrare l’immediato ottenimento della Buddità.
Il Daishonin sottolinea: «…Tra i principi del Sutra del Loto, quello dell’ottenimento della Buddità per le donne è il più importante». In un’altra lettera scrive: «Quando io, Nichiren, leggo Sutra diversi dal Sutra del Loto, non provo il minimo desiderio di diventare una donna. Alcuni Sutra condannano le donne come messaggere dell’inferno, alcuni le paragonano a grandi serpi, altri ad alberi piegati e contorti e un sutra le descrive persino come persone che hanno bruciato il seme della Buddità. […] Solo nel Sutra del Loto si legge che le donne che abbracciano questo Sutra, non solo sono superiori a tutte le altre donne, ma eccellono su tutti gli uomini». Nichiren fece il voto di condividere il messaggio di speranza del Sutra del Loto con tutte le donne del Giappone.
Il Buddismo considera le distinzioni di genere, razza ed età come arricchimento sia per ogni singola persona, sia per la società umana nel suo complesso. Il Sutra del Loto viene definito talvolta come l’insegnamento della non-discriminazione, poiché rivela che lo stato di Buddità è inerente a tutti i fenomeni. «L’obbiettivo principale – scrive Daisaku Ikeda – è che uomini e donne diventino felici come esseri umani. Diventare felici è lo scopo fondamentale, tutto il resto è un mezzo. Il punto fondamentale della “dichiarazione dei diritti delle donne” che appare nel Sutra del Loto è che ogni persona ha il potenziale innato e il diritto di realizzare uno stato vitale di assoluta felicità».
Se non c’è differenza tra uomini e donne in termini di capacità nell’ottenerla, perché entrambi i generi sono egualmente manifestazioni della realtà fondamentale, Daisaku Ikeda, pensando ad alcune peculiarità dell’essere femminile, auspica addirittura che il secolo a venire sia un “secolo delle donne”. Nella Proposta di pace del 2001 scrive: «Sono certo che nel XXI secolo l'entrata in scena delle donne avrà una portata che andrà al cuore della civiltà umana, e si rivelerà più importante e vitale dell'ottenimento della parità legale ed economica». E ancora: «Con le donne come capofila, quando ogni singolo individuo sarà consapevole e impegnato, saremo in grado di impedire che la società ricada in una cultura della guerra, e potremo sviluppare e concentrare le nostre energie per la creazione di un secolo di pace».

Frase dal Gosho - 28 novembre 2016

"Se i credenti laici e il loro maestro non pregano con la stessa mente, le loro preghiere saranno inutili come voler accendere un fuoco sull’acqua. Anche se pregano con la stessa mente, se per lungo tempo hanno commesso l’errore di attaccare gli insegnamenti superiori, utilizzando quelli inferiori, le loro preghiere non otterranno risposta e infine sia i credenti laici che il maestro andranno in rovina."

Dal Gosho "Gli otto venti" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 706)

28 novembre

Chi vive in modo superficiale non potrà realizzare un amore profondo. Se vuoi conoscere il vero amore sforzati di costruire te stessa, la tua identità.

dalla “Mappa della felicità” di Daisaku Ikeda

Giono per giorno - 28 novembre

Nichiren Daishonin spiega il significato dei caratteri cinesi usati per la parola beneficio (in giapponese, kudoku) come segue: « Ku di kudoku sta per “estinguere il male” e doku per “far emergere il bene” ». Noi ci opponiamo a chi tenta di distruggere la Legge mistica. Questo porta a purificare la nostra vita e come conseguenza di ciò si manifestano i benefici. La giustizia o la felicità senza lotta sono una mera illusione. Pensare che la felicità significhi essere liberi da lavoro e sforzi è fantasia.

domenica 27 novembre 2016

Frase dal Gosho - 27 novembre 2016

"[...] per quanto riguarda il conseguimento della Buddità, le persone comuni, tenendo bene in mente le parole "determinazione sincera", diventano Budda. A cosa si riferisce precisamente "determinazione sincera"? Alla dottrina dell'osservazione della mente. E cosa significa precisamente la dottrina dell'osservazione della mente? Vuol dire che offrire la propria unica veste al Sutra del Loto equivale a strapparsi la pelle e, in tempo di carestia, offrire al Budda l'unica ciotola di riso, da cui dipende il proprio sostentamento quel giorno, significa offrire la propria vita al Budda."

Dal Gosho "L'offerta del riso" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 998)

27 novembre

Più a fondo ci impegniamo nei momenti difficili, più grande sarà la gioia che proveremo. Così funziona la vita. Spesso le cose non vanno proprio come vorremmo, ma continuando a sfidarci e superando gli ostacoli conquisteremo una salda fiducia in noi stessi e scopriremo il nostro potenziale illimitato.

dalla “Mappa della felicità” di Daisaku Ikeda

Giorno per giorno - 27 novembre

Essenza ultima dell’intelletto è la fede. Attraverso una fede corretta, l’intelletto risplende. L’intelletto privo di fede manca di una ferma àncora nella vita e si smarrisce.
Questo spinse Makiguchi, primo presidente della Soka Gakkai, a osservare che molti pensatori soffrivano di ciò che egli definiva “psicosi superiore”. La fede senza intelletto porta al fanatismo. Non è bene che la fede e l’intelletto siano separati.

sabato 26 novembre 2016

Frase dal Gosho - 26 novembre 2016

"Colui che ascolta anche una sola frase o un solo verso del sutra e lo imprime indelebilmente nel suo cuore è come una nave capace di attraversare il grande mare di nascita e morte. Il Gran Maestro Miao-lo affermò: «Anche un solo verso, impresso indelebilmente nel proprio cuore, aiuterà senza dubbio una persona a raggiungere la riva opposta. "

Dal Gosho "Una nave per attraversare il mare della sofferenza" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 29)

26 novembre

Ogni famiglia è differente ed ha un proprio modo di vivere. Se paragoniamo la famiglia ad un'orchestra che esegue un brano musicale, la melodia che ne risulta è ogni volta diversa. Ogni famiglia suona una meravigliosa melodia che contribuisce alla pace e al benessere della società.

dalla “Mappa della felicità” di Daisaku Ikeda

Giorno per giorno - 26 novembre

Il Buddismo insegna che bisogno temere di più l’essere sviati dai cattivi amici (influenze negative) che essere uccisi da un elefante impazzito. Un elefante impazzito può solo distruggere il nostro corpo, mentre i cattivi amici, se lasciamo che ci influenzino, ci trascineranno nel mondo di Inferno.

venerdì 25 novembre 2016

"Vincere o perdere"

Tsunesaburo Makiguchi, fondatore della Soka Gakkai, riteneva che il seguente passo degli scritti di Nichiren Daishonin contenesse il cuore dell’insegnamento buddista o, per usare le sue parole, «la vita della religione»: «La Legge del Budda riguarda principalmente la vittoria o la sconfitta».
Ma cosa intende il Buddismo per vincere o perdere?
Generalmente siamo soliti “cantar vittoria” quando risolviamo un conflitto a nostro favore, ad esempio con un collega o con il capoufficio, quando otteniamo ciò che desideriamo, quando centriamo un obiettivo o superiamo una difficoltà o un ostacolo. La nostra vittoria è quindi legata alle circostanze esterne, agli accadimenti della vita. Il punto di partenza e la prospettiva del Buddismo su questo argomento sono decisamente diversi. Possiamo dire che non si concentrano tanto sul risultato quanto piuttosto sui requisiti, cioè sulle cause e le condizioni che dobbiamo possedere affinché la nostra intera esistenza sia piena di benefici. La vittoria di cui parla il Buddismo non si riferisce tanto a quello che avviene al termine dell’impresa, quanto piuttosto allo stato vitale che curiamo in ogni attimo del percorso che ci conduce al risultato. In ogni impresa della vita affrontata mediante la pratica buddista, insomma, è più importante ciò che avviene “durante” che la “fine”, è più importante il tragitto che la meta.
La vittoria di cui parla il Buddismo fa riferimento a una lotta che avviene nel nostro cuore, una sfida interiore che riguarda il mondo della fede: in un momento difficile, o meglio, in ogni momento difficile, progredisco o getto la spugna? Avanzo nonostante tutto, o mi arrendo allo sconforto? La tendenza che creo ogni volta che trovo davanti a me un muro è davvero la cosa più importante. Scrive a tale proposito Daisaku Ikeda: «La fede conduce alla vittoria mentre la mancanza di fede e l’arroganza portano alla sconfitta. Nel Buddismo o si vince o si perde, ma cosa esattamente ci permette di vincere? È il nostro cuore, la nostra mente. Tutto dipende dal fatto che il nostro cuore si trovi dalla parte della Legge corretta e non dell’errore. Quando il Daishonin afferma che il Buddismo riguarda la vittoria e la sconfitta sta riferendosi a questa lotta che avviene nel profondo del nostro cuore».
In ogni sfida che ci pone la vita è innanzitutto la direzione del nostro cuore che dobbiamo curare. Scrive infatti Nichiren al suo discepolo Shijo Kingo alle prese con un grave contrasto con il suo signore: «È il cuore che è importante. Non importa quanto Nichiren possa pregare per te, se manchi di fede sarà come tentare di accendere il fuoco con un’esca bagnata. Sforzati di raccogliere il potere della fede. Considera prodigiosa la tua sopravvivenza. Usa la strategia del Sutra del Loto prima di ogni altra. Allora “riuscirai a sconfiggere tutti gli altri nemici”. […] Un codardo non potrà mai ottenere risposta a nessuna delle sue preghiere».
Qual è il risultato di un simile atteggiamento nella fede? Il Daishonin chiarisce che se non si decide di avanzare sempre, qualsiasi cosa accada, non si potranno assaporare grandi risultati: «Una spada sarà inutile nelle mani di qualcuno che non si sforza di lottare [letteralmente di colui che non avanza (nella battaglia)]. La potente spada del Sutra del Loto deve essere brandita da un coraggioso nella fede. Allora egli sarà forte come un demone armato di una mazza di ferro».
Il brano della lettera appena citato, adatto nel linguaggio al samurai che ne era il destinatario, chiarisce che nel mondo della fede, quando decidiamo davvero di andare avanti con coraggio, diventiamo invincibili «come demoni armati di una mazza di ferro». Quindi chi vuole ottenere grandi risultati dalla pratica buddista deve avere l’atteggiamento coraggioso di colui che avanza sempre. Nichiren Daishonin sottolinea con infiniti esempi questo fondamentale atteggiamento da coltivare nel proprio cuore. «Oggi – spiega ad esempio nella lettera I due tipi di fede – ci sono persone che credono nel Sutra del Loto; la fede di alcuni è come il fuoco, quella di altri è come l’acqua. Quando i primi ascoltano l’insegnamento, ardono di passione come il fuoco, ma, col passare del tempo, tendono ad abbandonare la fede. Avere fede come l’acqua significa credere sempre, senza mai retrocedere». O ancora: «Il viaggio da Kamakura a Kyoto dura dodici giorni: se viaggi per undici giorni e ti fermi quando ne manca uno solo, come puoi ammirare la luna sopra la capitale?».
«Accettare è facile, continuare è difficile – scrive ancora a Shijo Kingo – ma la Buddità si trova nel mantenere la fede. Coloro che abbracciano questo sutra dovrebbero essere pronti a incontrare difficoltà. È comunque certo che essi “raggiungeranno velocemente la suprema Illuminazione”. “Mantenere la fede” vuol dire serbare nel cuore Nam-myoho-renge-kyo, l’insegnamento per mezzo del quale tutti i Budda del passato, del presente e del futuro raggiungono l’Illuminazione».
A ben vedere lo spirito di “avanzare sempre” attraversa il Buddismo di Nichiren in maniera trasversale. È l’anima, ad esempio, dello “spirito di ricerca”, che è un altro di quegli ingredienti imprescindibili della fede. È l’atteggiamento di voler sempre imparare, di voler sempre migliorare e crescere, lo spirito di continuare ad apprendere con curiosità e interesse, senza sentirsi mai appagati.
Certamente per mantenere un cuore invincibile, un cuore che non è mai sconfitto, occorre uno stato vitale sereno e limpido, figlio di un’enorme forza vitale. Ma in definitiva è proprio per questo che recitiamo Gongyo e Daimoku. «Una vera vittoria – spiega Ikeda – non si ottiene se si vacilla continuamente fra la speranza e la paura per ciò che ci attende in futuro. Il Buddismo è ragione. Solo se affrontiamo la vita con uno stato mentale sereno e limpido – forgiato coltivando la nostra forza interiore e purificando la nostra fede – possiamo far emergere da dentro di noi le meravigliose funzioni della vita che ci indirizzano verso la vittoria. Purificare e rafforzare costantemente noi stessi attraverso la fede: questo cammino di crescita personale interiore basato sulla Legge mistica è la via diretta verso un’autentica vittoria della vita. Per noi della SGI ciò significa una pratica regolare di Gongyo mattina e sera e lo svolgimento delle attività per kosen-rufu. È attraverso questi sforzi ripetuti e il progresso nella nostra rivoluzione umana che apriamo la porta alla vittoria». La forza che otteniamo dalla pratica buddista, la forza che scaturisce dalla fede, è fonte di felicità. Non possiamo condurre esistenze straordinarie se cerchiamo continuamente di evitare i problemi o svicoliamo dalle nostre responsabilità. La via indicata dal Buddismo consiste nell’accettare le sfide, assumendoci per intero la responsabilità della nostra esistenza, senza mai cedere alla sconfitta, senza mai ritirarsi di un solo passo, qualsiasi cosa accada. «Rifiutare di essere sconfitti è già vittoria».
Dal momento che non possiamo evitare le difficoltà, la nostra unica scelta è affrontarle utilizzandole per manifestare la Buddità. Josei Toda, secondo presidente della Soka Gakkai, sosteneva che «se siamo impegnati in una battaglia, è meglio combattere fino a dire che ce la stiamo veramente godendo. Altrimenti non possiamo dire di aver davvero combattuto». Se lottiamo fino in fondo saremo in grado di goderci la vita. Dovremmo arrivare ad apprezzare le tempeste e gli ostacoli che incontriamo. Nichiren dice: «Quanto più grandi saranno le difficoltà che incontrerà, tanto più grande la gioia che egli proverà grazie alla sua forte fede».
Nella già citata lettera a Shijo Kingo denominata La strategia del Sutra del Loto Nichiren sottolinea tre punti fondamentali per ottenere la vittoria: «È stata una gioia per me sapere che la tua consueta prudenza e il tuo coraggio, così come la tua salda fede nel Sutra del Loto, ti hanno permesso di uscirne illeso». Così commenta il passo il presidente Ikeda: «La base di tutto è una fede forte e salda. Solo grazie alla fede possiamo attingere all’illimitato potere della Legge mistica e manifestarlo nella nostra vita sotto forma di saggezza, coraggio, forza vitale e protezione da parte delle funzioni benevole dell’universo. Saggezza, coraggio e forte fede – sono questi secondo il Daishonin gli ingredienti fondamentali per la vittoria».
Abbiamo detto che il concetto di “vincere o perdere” nel Buddismo si riferisce a una lotta interiore tra fiducia e senso di sconfitta, tra speranza e rassegnazione, tra illuminazione e oscurità. Questo non vuol dire però che non sia altrettanto importante ottenere una prova concreta dalle nostre preghiere, risolvere i nostri problemi e superare gli ostacoli o le difficoltà. La prova concreta è decisamente importante per consolidare la fede dei principianti e approfondire o rinnovare quella dei più anziani nella pratica. Ma come al solito nel Buddismo i benefici sono il risultato tangibile di una trasformazione interiore, della personale rivoluzione umana. È su di essa, innanzitutto, che vanno concentrati i nostri sforzise vogliamo ottenere risultati duraturi. Inoltre, da un altro punto di vista, per godere dei beni materiali o, usando le parole di Nichiren, dei «tesori del corpo e del forziere», è necessario accumulare i tesori del cuore. Non è detto che avere tanto o avere tutto ci renda felici. Attraverso la fede si ottengono la forza e la saggezza per godere delle cose concrete. «Chi è ricco di forza vitale – spiega il presidente Ikeda – potrà utilizzare i tesori dell’universo esistenza dopo esistenza, godendosi un viaggio di eterna felicità. Questa è la vera vittoria nella vita».
Certo, talvolta possiamo fare un passo falso o subire una sconfitta o una battuta d’arresto. Ma l’importante è non arrendersi e ripartire con lo stesso spirito, vivace e allegro: «Trasformerò questa delusione in una vittoria ancora più grande. Se ho perso oggi, lotto per vincere domani».
Quindi, al di là dell’esito di una singola sfida, l’importante è condurre una vita splendida, appagante, pienamente vittoriosa, con un atteggiamento fiero che non è mai sconfitto, che non ha paura di nulla come il re leone: «Chi ha un cuore di leone conseguirà sicuramente la Buddità».
L’obiettivo è vivere l’esistenza con una condizione interiore pronta ad affrontare qualunque ostacolo senza lamentarsi, progredendo sempre anche se soltanto di un millimetro alla volta. Questo atteggiamento è la causa e la condizione per essere vincitori nella vita, anche al di là di qualche momentaneo insuccesso. È questa forza, passione e gioia di vivere, che ci abbraccia fino all’ultimo istante dell’esistenza, che il presidente Toda e il suo discepolo Ikeda definiscono «la vittoria finale».
Una delle ultime lettere che Toda scrisse al suo amato discepolo recita:
«Vincere e perdere
fanno parte della vita,
ma io prego il Budda
per la vittoria finale».

di Lodovico Prola  (tratto da Buddismo e Società n. 159)

Frase dal Gosho - 25 novembre 2016

"Il capitolo “Espedienti”, nel primo volume del Sutra del Loto, dice: «I Budda […] desiderano aprire la porta della saggezza del Budda a tutti gli esseri viventi ». Questo si riferisce al mondo di Buddità inerente ai nove mondi. Nel capitolo “Durata della vita” si dice: «Così, da quando ho conseguito la Buddità a oggi, è trascorso un tempo estremamente lungo. La mia vita dura da un incalcolabile numero di asamkhya di kalpa e durante tutto questo periodo io sono sempre vissuto qui e la mia vita non si è mai estinta. Uomini devoti, in origine ho praticato la via del bodhisattva e la durata della vita che ho acquisito allora non si è ancora esaurita: anzi, durerà per un periodo di tempo doppio di quello trascorso fino a ora». Qui il sutra si riferisce ai nove mondi presenti nel mondo di Buddità. Il sutra afferma: «Devadatta sarà chiamato Tathagata Re del Cielo». Ciò indica che il mondo d’inferno contiene la Buddità."

Dal Gosho "L’oggetto di culto per l’osservazione della mente" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 316)

25 novembre

A volte incontriamo persone che si lamentano perché non riescono a provare gioia di vivere. La vera gioia non è qualcosa che ci viene dato dagli altri, dobbiamo costruirla da soli.

dalla “Mappa della felicità” di Daisaku Ikeda

Giorno per giorno - 25 novembre

Vi prego di non dimenticare l’amore di vostra madre e le difficoltà che ella ha dovuto affontare per voi. Quando gli esseri umani tengono in mente il viso affettuoso della propria madre non si smarriscono mai nella vita. Allo stesso modo, fino a quando teniamo presente con sincera gratitudine la profonda compassione del Daishonin, la nostra vita sarà illuminata dalla Buddità. Protetti dal Gohonzon, intraprenderemo un cammino di serenità e gioia senza limiti.

giovedì 24 novembre 2016

Imparare a vedere oltre la superficie

Ogni tanto mi capita di incontrare delle persone che si lamentano: «Ho recitato tanto Daimoku, ma non ricevo benefici». Eppure, se si pratica correttamente, è assolutamente impossibile non riceverne. Non possiamo giudicare il potere del Gohonzon. Il nostro punto di vista è limitato. I nostri occhi sono inattendibili e anche se completamente spalancati, vedono solo i piccolissimi benefici e non riescono a percepire quelli grandi. Così siamo fatti noi comuni mortali: anche se ci capitasse di rimanere coinvolti in un incidente senza subire danni, torneremmo a casa lamentandoci che non ci è successo niente di rilevante. Oppure se guariamo da una malattia, siamo felicissimi del beneficio ricevuto. Tuttavia, se passano cinque o dieci anni senza che ci ammaliamo nuovamente, non ci viene in mente di ringraziare il Gohonzon e nemmeno ci rendiamo conto della grandissima fortuna che abbiamo avuto per essere rimasti in buona salute così a lungo. In altre parole, abbiamo la tendenza a non apprezzare il potere del Gohonzon a meno che non ci capiti un incidente, qualche malattia o qualche altra avversità. Quale beneficio è più grande: incappare in una disavventura e superarla, o non avere incidenti di nessun tipo? La risposta è evidente.
Nel Buddismo i benefici visibili ma piccoli sono chiamati "benefici cospicui"; quelli invisibili ma grandi sono i "benefici incospicui". I piccoli benefici si riconoscono facilmente, mentre occorre tempo per vedere quelli grandi. Che cosa è un beneficio invisibile? Cercherò di spiegarlo con un esempio. Vedendomi adesso è difficile da immaginare, ma da giovane ero un bell'uomo! Ogni mattina mi svegliavo e mi vedevo uguale al giorno precedente. Questo è successo per giorni, mesi e anni, fino a oggi. In tutto questo tempo, non c'è stato un solo giorno nel quale abbia notato un cambiamento apprezzabile nel mio aspetto. Eppure oggi sono diversissimo da allora, almeno per quanto riguarda la mia testa. Non mi sono svegliato una mattina per scoprire improvvisamente che i miei bei capelli folti erano completamente scomparsi! Questo l'ho raccontato per farvi capire come si manifestano i benefici invisibili, ma non crediate che questo sia stato il mio beneficio invisibile! Intendo dire che quando continuiamo a praticare sinceramente, accade qualcosa di grande, anche se non ce ne accorgiamo. Se mantenete una fede pura per cinque, dieci, quindici anni e più, senza accorgervene vi ritroverete in uno stato di felicità tale che non avreste mai neanche immaginato. Questo è il beneficio invisibile. Spesso ciò che in apparenza sembra una grande sfortuna, a lungo termine si rivela un grande beneficio. Il potere del Gohonzon, cioè il potere del Budda e della Legge, è assoluto. Il fatto di riuscire ad attivare o meno quel potere dipende dalla profondità della fede e della pratica. Continuate a praticare qualsiasi cosa accada, convinti dei grandi benefici che ne deriveranno.

di Satoru Izumi (NR n° 358 Set-2006)

Frase dal Gosho - 24 novembre 2016

"«Quando la pratica progredisce e aumenta la conoscenza, i tre ostacoli e i quattro demoni emergono in maniera disorientante, facendo a gara per interferire. […] Non dovete farvi influenzare né spaventare da loro. Se vi fate influenzare da loro, sarete trascinati nei sentieri del male. Se vi fate spaventare, vi sarà impedito di praticare il corretto insegnamento». Questa spiegazione non si applica solo a Nichiren, ma è anche una guida per i suoi discepoli. Imparatela rispettosamente e trasmettetela come verità di fede alle generazioni future."

Dal Gosho "Lettera ai fratelli" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 446)

24 novembre


La vita è gioia. Anche la morte è gioia. Una persona che è vissuta fino in fondo, senza rimpianti, non conosce la paura della morte.

dalla “Mappa della felicità” di Daisaku Ikeda

Giorno per giorno - 24 novembre


Rosa Parks, nel suo libro Forza silenziosa, scrisse: “Trovo che se sto pensando ai miei problemi, e al fatto che a volte le cose non sono come io desidero che siano, non faccio alcun progresso. Ma se mi guardo attorno e vedo cosa posso fare, e lo faccio, io progredisco”. La gioventù, e la vita in sé, passano in un batter d’occhio. Per questo motivo è importante che voi giovani vi chiediate cosa potete fare per chi soffre, come potete agire per risolvere le contraddizioni che affliggono la società e che vi assumiate la responsabilità di queste sfide.

mercoledì 23 novembre 2016

Teoria e realtà

"Si può fare tutta la teoria che si vuole su kosen-rufu, ma se non si sta con i piedi ben piantati in terra, tutto rimane nella sfera dell’astrazione. Bisogna tenere sempre alta la bandiera della Legge mistica e rimanere ben saldi nella realtà".

Max ha detto...

Cari tutti, mi sono avvicinato al Buddismo senza un motivo: ero perfetto e tutti gli altri sbagliavano. Seguendo i consigli di una collega sono andato a Zadankai un paio di volte, ho sentito parlare di rivoluzione umana, ed ora a casa mia c'è un Gohonzon. I familiari mi prendono per pazzo, io mi sento uguale a prima, qualcuno mi assicura che sono molto cambiato. Un abbraccio e grazie.

(commento del 4 dicembre 2012)

Frase dal Gosho - 23 novembre 2016

"Ognuno di voi deve raccogliere il coraggio di un leone e non soccombere di fronte alle minacce di chicchessia. Il leone non teme nessun altro animale e così neppure i suoi cuccioli. [...] Rafforzate la vostra fede giorno dopo giorno e mese dopo mese. Se la vostra determinazione cala anche solo un po’, i demoni prenderanno il sopravvento"

Dal Gosho "Le persecuzioni che colpiscono il santo" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 885)

23 novembre

Il sorriso di un bambino vale più di mille parole. Per quanto gli adulti sostengano la causa della pace con validi argomenti, ciò che commuove le persone è il sorriso dei bambini, la purezza dei loro cuori.


dalla “Mappa della felicità” di Daisaku Ikeda

Giorno per giorno - 23 novembre

Per analogia, il pensiero e la filosofia sono simili al cuore o al sistema respiratorio del corpo umano. Quando il cuore batte, l’intero corpo può sostenere una sana attività. Questo stesso principio può essere applicato sia all’individuo sia alla società. La missione della Gakkai è di funzionare come il cuore, assicurando il buon andamento della società. Curandoci della nostra organizzazione (ilcuore), permettiamo alla linfa dell’umanesimo di scorre e di nutrire la società in tutti i suoi aspetti.

martedì 22 novembre 2016

Il nostro vero io

Il presidente Ikeda ci esorta spesso a creare legami umani, di amicizia, basati sul dialogo e sul rispetto profondo tra le persone, mostrando con la nostra vita la forza della pratica buddista. Rispettare le persone significa riconoscere che ognuno possiede la natura di Budda nella propria vita e ciò si manifesta tramite il nostro comportamento verso gli altri e le azioni che compiamo per migliorare costantemente noi stessi e trasformare le nostre tendenze negative. Recitando Nam-myoho-renge-kyo con tutto il cuore possiamo far emergere la forza del Gohonzon e sentire la Buddità nostra e quella degli altri. Per realizzare un secolo di umanesimo, come ci chiede il presidente Ikeda, c'è bisogno di abbracciare una prospettiva più ampia, una luce più grande che possa cambiare il cuore delle persone. Ora è il momento di risvegliare una consapevolezza più profonda, recitando Daimoku con forte convinzione per rompere il guscio e allargare la nostra condizione vitale, così da far scaturire la nostra Buddità.
Attualmente viviamo immersi in un grande buio e ci sono ancora molte sfide che attendono l'umanità, ma anche quando siamo immersi nelle difficoltà, abbiamo la certezza che Nam-myoho-renge-kyo è la chiave per affrontare qualsiasi problema. È proprio nei momenti più difficili che possiamo comprendere con la nostra vita il significato della frase «Più la notte è oscura, più vicina è l'alba» (RU, 1, 24) e recitando Daimoku possiamo diventare più forti, più coraggiosi e manifestare un profondo rispetto per noi stessi. Basandoci su una profonda preghiera davanti al Gohonzon possiamo aprire al massimo la nostra vita e sviluppare il nostro vero io, così non diventiamo schiavi dei problemi ma li utilizziamo come occasioni di crescita. 

di Asa Nakajima (NR n°450 Set-2010)

Frase dal Gosho - 22 novembre 2016

"Credi nel Gohonzon, il supremo oggetto di culto in tutto Jambudvipa. Rafforza costantemente la tua fede e ricevi la protezione di Shakyamuni, di Molti Tesori e dei Budda delle dieci direzioni. Impegnati nelle due vie della pratica e dello studio. Senza pratica e studio non può esservi Buddismo. Devi non solo perseverare tu, ma anche insegnare agli altri. Sia la pratica che lo studio sorgono dalla fede. Insegna agli altri come meglio puoi, anche una sola frase o un solo verso"

Dal Gosho "Il vero aspetto di tutti i fenomeni" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 342)

22 novembre

Apriamo le porte del nostro cuore! Possiamo scoprire la nostra ricchezza interiore solo se abbiamo intorno tanti buoni amici e persone che hanno più esperienza di noi, su cui poter contare.

dalla “Mappa della felicità” di Daisaku Ikeda

Giorno per giorno - 22 novembre

Un proverbio russo dice: “Non server biasimare lo specchio se è la faccia a essere storta”. Allo stesso modo, la felicità e l’infelicità sono il riflesso dell’interazione tra cause positive e negative accumulate nella propria vita. Nessuno può incolpare gli altri della propria sfortuna. Nel regno della fede è importante comprendere ciò con chiarezza.

lunedì 21 novembre 2016

L'azione del Bodisattva (Shakubuku)

Lo scopo ultimo del Buddismo è la felicità delle persone. La vita più profonda di ciascuno di noi è ricca di potenzialità inespresse e di immense riserve spirituali di saggezza, coraggio, energia e creatività. La splendida unicità e la meraviglia dell'essere umano è che ciascuno realizza e manifesta tali potenzialità in una miriade di modi diversi, a seconda del proprio carattere, della propria cultura, personalità e passione. L'intento del Buddismo è di rendere le persone consapevoli dell'illimitato potenziale della propria vita e di esprimerlo. Il Buddismo contrasta il senso di impotenza che sperimentiamo di fronte alla sofferenza e alle difficoltà, consentendoci di attingere alle nostre risorse interiori per trasformare qualunque fonte di sofferenza e ottenere convinzione e realizzazione.
Nell'ambito della vasta tradizione buddista, è il Sutra del Loto che definisce nel modo più chiaro questo potenziale profondo, spiegando che è presente nella vita di ogni individuo e sottolineando che insegnare a tutte le persone a connettersi con questo potenziale, qui e ora, è lo scopo degli insegnamenti Buddisti. Il Sutra del Loto è degno di nota anche per il suo “insegnamento dell'unico veicolo”, che comprende tutto ed esprime la verità fondamentale del Buddismo e cioè che chiunque può ottenere la Buddità e ha il diritto di essere felice.
I testi buddisti descrivono due metodi principali di esporre tale verità. Il primo, in giapponese shoju, consiste nel condividere questa visione della vita senza mettere in discussione direttamente le convinzioni altrui. Il secondo metodo, detto shakubuku, consiste in un'affermazione più risoluta della verità e nel contestare le visioni che non rispettano la vita.
Shakubuku è una pratica per gli altri, un esercizio attivo di compassione e convinzione circa la loro natura di Budda. È un atto di supremo rispetto per gli altri, che richiede coraggio per parlare a fondo degli insegnamenti buddisti. Praticare solamente per se stessi può sembrare una scelta più semplice, ma non è la vera via per l'Illuminazione.
Nel XIII secolo, circa 1.500 anni dopo la scomparsa del suo fondatore Shakyamuni, il Buddismo era ben consolidato in Giappone, ma si era frammentato in numerose scuole rivali, ciascuna delle quali affermava di rappresentare il vero insegnamento di Shakyamuni. Alcune erano state addirittura cooptate all'interno delle strutture di potere corrotte e oppressive dell'epoca.
Questo era il contesto storico in cui visse Nichiren (1222-82), il fondatore del Buddismo praticato dai membri della SGI. Dopo aver studiato a lungo i vari insegnamenti buddisti, cominciò a confutare energicamente le dottrine che considerava deviate rispetto agli insegnamenti di affermazione della vita contenuti nel Sutra del Loto. E continuò a farlo nonostante le tremende persecuzioni subite da parte delle autorità, convinto che le filosofie erronee che incoraggiavano la passività e il senso di impotenza fossero la causa principale delle sofferenze e dei contrasti sociali.
Le descrizioni degli sforzi notoriamente appassionati di Nichiren hanno talvolta fatto passare in secondo piano il fatto che lo shakubuku consiste primariamente e soprattutto in un dialogo aperto. Nichiren si è sempre impegnato nel dialogo sostenendo che «Finché persone di saggezza non dimostreranno la falsità dei miei insegnamenti, io non mi arrenderò». I suoi oppositori, rifiutando il rischio del dibattito, preferirono complottare per la sua persecuzione.
Il Sutra del Loto stesso fornisce un modello per lo shakubuku nella figura del Bodhisattva Mai Sprezzante, che si inchinava profondamente al cospetto delle persone che incontrava, onorandole sentitamente in quanto possedevano la natura di Budda. Tuttavia, le sue azioni inizialmente suscitarono scherno e aggressività. Ciò che il Bodhisattva Mai Sprezzante confutava negli altri, rivolgendosi direttamente alla loro intrinseca natura di Budda, era la visione ristretta che avevano di se stessi.
Mettere limiti alle nostre capacità e aspettative è una tendenza naturale. In un certo senso, queste barriere sono lo strumento attraverso il quale ci definiamo. Rischiamo facilmente di rimanere intrappolati in una visione ristretta di noi stessi e del mondo e possiamo provare fastidio e addirittura paura quando questa percezione limitata di noi stessi viene messa in discussione. Il Buddismo mette costantemente in discussione ciò che pensiamo di essere.
Lo spirito di shakubuku però non è mai animato da un’ansia sterile e polemica di dimostrare la superiorità della propria opinione rispetto a quella altrui, bensì scaturisce dall’intenso desiderio compassionevole di permettere agli altri di credere nell'enorme potenziale ancora inespresso della propria vita.

Frase dal Gosho - 21 novembre 2016

"[...] Ma io, Nichiren, sono diverso da tali persone: credo profondamente nel passo del sutra in cui si afferma che il Sutra del Loto è il supremo fra tutti i sutra che il Budda ha predicato, che ora predica e che predicherà. Io stesso recito il daimoku che è il cuore e il nucleo dell’intero sutra ed esorto gli altri a fare lo stesso. Come l’artemisia che cresce in un campo di canapa o il legno segnato con l’inchiostro, i quali, benché inizialmente non siano diritti, lo diventano inevitabilmente, così chi recita il daimoku come insegna il Sutra del Loto non avrà mai una mente distorta. Sappi che non è possibile recitare il daimoku se la mente del Budda non entra nel nostro corpo."

Dal Gosho "I benefici del Sutra del Loto" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 598)

21 novembre

Sono felici i bambini che crescono con i genitori che hanno questo slancio vitale: ”Progrediamo noi per primi e manteniamo vivo l'interesse per la cultura!” E' importante trasmettere ai nostri figli un atteggiamento pieno di entusiasmo per la vita.

dalla “Mappa della felicità” di Daisaku Ikeda

Giorno per giorno - 21 novembre

Se praticate nutrendo dubbi sugli effetti della fede otterrete dei risultati poco soddisfacenti. Questo è il riflesso della vostra fede debole nello specchio dell’universo. Al contrario, da una forte determinazione derivano benefici ilimitati.

domenica 20 novembre 2016

Frase dal Gosho - 20 novembre 2016

"Sii preparato e determinato: non esitare a rinunciare al tuo feudo, non pensare a tua moglie e ai tuoi bambini e non dipendere dagli altri. Devi unicamente decidere. Osserva il mondo di quest’anno come uno specchio. Dal momento che molti sono morti, il fatto che tu sia sopravvissuto fino a ora è perché tu possa affrontare questa prova. È qui che attraverserai il fiume Uji. È qui che attraverserai il Seta. Questo evento deciderà se farai onore o recherai disgrazia al tuo nome. A questo ci si riferisce quando si dice che la forma umana è difficile da ottenere e che il Sutra del Loto è difficile da credere. Dovresti pregare intensamente che Shakyamuni, Molti Tesori e tutti i Budda delle dieci direzioni si riuniscano e prendano possesso del tuo corpo per assisterti."

Dal Gosho "Risposta a Yasaburo" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 735)

20 novembre

Possiamo definire “esperta nell'arte di vivere” la persona disposta a crescere giorno dopo giorno, utilizzando al meglio ogni esperienza vissuta.

dalla “Mappa della felicità” di Daisaku Ikeda

Giorno per giorno - 20 novembre

Quale è lo scopo della vita? La felicità. Ma ci sono due tipi di felicità: relativa e assoluta. La felicità relativa si manifesta in varie forme. Lo scopo del Buddismo è raggiungere la Buddità, ossia usando dei termini più attuali, realizzare la felicità assoluta, uno stato di felicità che non può mai essere distrutto o scalfito.

sabato 19 novembre 2016

Contatti

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Grazie

Messaggio:
Ho già avuto modo di ringraziare l'autore del blog, ma con questo mio intervento vorre dirlo pubblicamente, avendo come fine principale quello di poter aiutare i tanti Mobys che navigando sul web in cerca di risposte SICURAMENTE si sono imbattuti in siti in cui si parla malissimo del buddismo di Nichiren. Ognuno è libero di descrivere la propria esperienza negativa ma per una persona che si affaccia in questo mondo può essere devastante. Ho trascorso giornate infernali perchè mi sono sentito spaesato, mi è venuto a mancare quel punto di riferimento che finalmente avevo trovato dopo 44 anni, poi il destino mi ha portato a conoscere questo blog. L'autore mi ha parlato in modo chiaro e le sue parole per me valgono più di decine di messaggi di detrattori. Adesso rivedo il mio punto di riferimento, ho ritrovato il sorriso e riprenderò a praticare. Cosa voglio dire a tutti? non allarmatevi, non fatevi intimorire, fate conto che sul sito dell'Inter è normale che si parli male del Milan! Ragionate con la vostra testa e se, come me, vi ritrovate spiazzati, contattate chi ne capisce DAVVERO, vedi l'autore di questo blog. Ciao a tutti.

Mobys

Frase dal Gosho - 19 novembre 2016

"La vecchia volpe non dimentica la collinetta in cui è nata, e la tartaruga bianca ripagò il favore ricevuto da Mao Pao. Persino gli animali conoscono la gratitudine, a maggior ragione dovrebbero conoscerla gli esseri umani. [...] A maggior ragione chi si dedica al Buddismo non dovrebbe dimenticare i debiti di gratitudine verso i genitori, verso i maestri e verso il paese. Ma, per ripagare questi grandi debiti, deve assolutamente studiare e comprendere a fondo il Buddismo e diventare un sapiente."

Dal Gosho "Ripagare i debiti di gratitudine" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 614)

19 novembre

Gli esseri umani non possono evitare le sofferenze di nascita, invecchiamento, malattia e morte.
Nel corso della vita capita di ammalarsi, noi o un nostro familiare. Ma la malattia di per sé non determina la nostra infelicità. Siamo infelici solo se ci lasciamo sconfiggere dalla malattia.

dalla “Mappa della felicità” di Daisaku Ikeda

Giorno per giorno - 19 novembre

Il potenziale innato dell’umanità è la forza portante che abbatte le barriere di discriminazione. Espressione ultima di questa umanità è la Buddità, il potere della Legge mistica. Il daimoku è l’energia fondamentale per conseguire la vittoria nella lotta per i diritti umani.

venerdì 18 novembre 2016

Niente è più potente di una profonda preghiera

Il 28 aprile del 1253 Nichiren Daishonin proclamò per la prima volta Nam-myoho-renge-kyo, con il desiderio di diffonderlo in tutto il mondo. Nel suo cuore ardeva il grande voto di realizzare kosen-rufu per la felicità di ogni persona. Quel giorno iniziò la propagazione di Nam-myoho-renge-kyo, la strada maestra che conduce gli esseri umani a manifestare la propria natura di Budda. Circa settecento anni dopo, l'insegnamento di Nichiren riprese a pulsare nella vita delle persone grazie alla Soka Gakkai e alle azioni instancabili dei primi tre presidenti, Makiguchi, Toda e Ikeda. Ora i semi della Legge mistica sono finalmente sbocciati e gli ideali di pace della Gakkai si sono diffusi ovunque, tanto che in ogni momento del giorno e della notte ci sono persone che recitano Daimoku in qualche parte del globo. In un momento storico così complesso, in cui sempre più persone perdono la speranza nel futuro e la fiducia in se stesse, e in cui assistiamo a un riacutizzarsi di tensioni e conflitti di vario tipo, risuonano con forza le parole del Daishonin: «Quando con la bocca recitiamo la mistica Legge, la nostra natura di Budda viene richiamata e immancabilmente emergerà. La natura di Budda di Brahma e di Shakra, richiamata, ci proteggerà e la natura di Budda dei Budda e bodhisattva, richiamata, gioirà. [...] Questi cinque caratteri sono la ragione dell'avvento dei Budda delle tre esistenze; sono la mistica Legge con la quale tutti gli esseri viventi possono raggiungere la via del Budda» (RSND, 1, 789). È un forte appello a credere che, nonostante gli ostacoli e le difficoltà, possiamo far scaturire dalla nostra vita una forza straordinaria e una condizione vitale di grande gioia, perché non esiste strategia migliore di quella del Sutra del Loto. In qualunque circostanza, pregando con sincerità davanti al Gohonzon possiamo "trasformare il veleno in medicina" e rendere possibile ciò che sembra impossibile. Niente è più potente di una preghiera profonda; e la risposta arriva sempre con un risultato concreto, senza eccezioni. 

di Anna Conti (NR n° 533 Apr-2014)

Frase dal Gosho - 18 novembre 2016

"Le parole pronunciate dal Budda, diventando il corpo dei sutra, portano benefici a tutti gli esseri viventi. E, fra i sutra, il Sutra del Loto è una manifestazione scritta dell’intento del Tathagata Shakyamuni, è la sua voce trascritta in parole. Quindi nelle parole scritte è contenuto il cuore del Budda. Per spiegare, è come il seme, che germoglia, diventa pianta e produce il riso. Anche se la forma del riso cambia, il cuore rimane lo stesso. Il Budda Shakyamuni e le parole scritte del Sutra del Loto sono due cose differenti, ma il loro cuore è uno solo. Perciò, quando posi lo sguardo sulle parole del Sutra del Loto, devi pensare che stai contemplando il corpo vivente del Tathagata Shakyamuni."

Dal Gosho "La voce pura e risonante" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 296)

18 novembre

La determinazione di ricercare il maestro e di perseverare per avvicinarsi sempre di più al suo cuore ci permette di crescere senza limiti.

dalla “Mappa della felicità” di Daisaku Ikeda

Giorno per giorno - 18 novembre

Lo scopo della Soka Gakkai è kosen rufu, la realizzazione della felicità umana e della pace mondiale tramite la diffusione del Buddismo di Nichiren Daishonin. Ci impegneremo in questo senso, incuranti delle critiche, delle calunnie o di qualsiasi tentativo di ostacolare il nostro progresso. Noi stiamo seguendo la volontà del Budda originale, Nichiren Daishonin. Chi si sforza per la causa di kosen rufu è il vero discepolo del Daishonin e membro della Soka Gakkai.