Così è per noi

Nell'errore c'è la grazia. Nell'imperfezione c'è la crescita. Nell'essere proprio così come si è, c'è il senso profondissimo della nostra esistenza. E invece si può passare la vita a voler essere diversi.
Chi non è coraggioso a desiderare di diventarlo, guardando con occhi ammirati quelli e quelle che non hanno mai la voce che trema, e non arrossiscono e non tentennano mai.
Chi non è forte, a desiderare muscoli ed energia pensando che la forza stia solo lì.
Chi è collerico a desiderare di diventare come un mare calmo, senza increspatura alcuna. Imparando a controllare ogni ondina e pensando che la vittoria sia lì.
Non è tanto importante come sei ma che uso fai delle tue caratteristiche.
Nel Buddismo è così: conta il legame che stabilisci ogni volta con le cose, con i fatti, con le persone. Non c'è un meglio assoluto o un peggio assoluto, ma un meglio in relazione a.
La nostra realizzazione (processo magnifico e senza fine) passa attraverso la fioritura di ogni singola caratteristica, positiva o negativa che sia. Recitare Daimoku senza buttare via nulla perché non c'è niente di buono o cattivo in sé. C'è solo qualcosa che ci appartiene profondissimamente e che dobbiamo utilizzare per creare valore. Non eliminare ma trasformare attraverso la preghiera. Questa è la chiave: usare tutto di noi per creare valore. E questa è soprattutto la strada della "trasformazione del karma in missione".
Grazie al potere del Daimoku noi possiamo vivere il nostro percorso come una scelta, e usare la vita nel senso più alto che c'è.

di Gianna Mazzini (BS n°120 Gen-Feb 2007)
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