martedì 31 gennaio 2017

Il Budda nello specchio

Nel Gohonzon Nichiren manifestò l'aspetto più nobile e fondamentale della vita, propria e di ogni altra persona, e ne fece l'oggetto di massima venerazione.
Ma come si fa a percepire e manifestare la Legge eterna, la natura di Budda intrinseca alla propria vita?
Secondo il Gran Maestro cinese T'ien-t'ai (538-597), che ottenne l'Illuminazione abbracciando il Sutra del Loto e al cui insegnamento Nichiren spesso si riferisce, questo avviene attraverso la pratica di kanjin, l'"osservazione della mente". Questa pratica meditativa sul Sutra del Loto, descritta nell'opera Maka shikan, serviva a percepire i dieci mondi, e in particolare la Buddità, all'interno della propria mente e del proprio cuore. Era una pratica difficile, poco adatta a chi vive nell'Ultimo giorno della Legge.
Per questo il Daishonin ha materializzato la sua Illuminazione, la sua vita di Budda originale dotato dei dieci mondi, nel Gohonzon. E l'ha messa davanti ai nostri occhi, definendo il Gohonzon come l'Oggetto di culto per osservare la propria mente nell'epoca di Mappo.

Frase dal Gosho - 31 gennaio 2017

"Per tutti coloro che credevano nel Sutra del Loto ma non riuscivano a credere del tutto, il quinto volume espose il cuore dell’intero sutra, la dottrina del conseguimento della Buddità nella propria forma presente. Era come se un oggetto nero fosse diventato bianco, come se la lacca nera fosse diventata simile a neve, come se una cosa sporca fosse diventata pulita e pura o il gioiello che esaudisce i desideri fosse stato gettato nell’acqua torbida [per renderla limpida]. Vi si narra di come la fanciulla drago divenne Budda nella sua forma di serpente. E a quel punto nessuno poteva più dubitare che tutti gli uomini potessero conseguire la Buddità. Per questo affermo che l’illuminazione delle donne viene esposta come modello."

Dal Gosho "Il sutra della vera riconoscenza" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 827)

31 gennaio

Nell'educare i figli è inevitabile incontrare difficoltà imprevedibili. In quel momento, madre, il tuo amore è indispensabile, la tua forza è determinante, il tuo non arrenderti condurrà i figli alla vittoria.

dalla “Mappa della felicità” di Daisaku Ikeda

Giorno per giorno - 31 gennaio

I giovani non dovrebbero mai cercare un cammino facile. Nessuno si sviluppa in un ambiente protetto. I giovani dovrebbero andare alla ricerca di sfide e difficoltà, trasformandole in valore e, tramite questa lotta, diventare individui di grande carattere e capacità.

lunedì 30 gennaio 2017

Budda quotidiano

Io sono come mi comporto.
Non "come vorrei essere" ma come penso, parlo e agisco.
Io sono il risultato dei miei pensieri. Sono la verità che esprimono le mie parole. Sono la somma dei miei gesti, di tutti i miei gesti, giorno dopo giorno.
È una fortuna essere nati come esseri umani.
Ecco: non approfittare di questo immenso onore è la perdita più grande.
Vivere può essere una cosa bellissima. Vivere, e farsi sorprendere: ogni giorno come fosse il primo.
La vita ne contiene tanti di giorni. Ogni giorno contiene centinaia di migliaia di istanti. E in ognuno di questi istanti posso dire sì o no alla vita. Dire sì al fatto che a ogni causa corrisponde un effetto, sì all'idea di usarla per creare valore, sì a cambiare e sentire gli altri nel mio orizzonte di vita. Oppure dire no. Dire no all'idea che la vita è eterna. No, e scegliere i pensieri più bassi, le parole meno rispettose, le azioni più violente.
No perché si può essere buddisti e comportarsi come se non lo fossimo.
Il presidente Ikeda dice che ci troviamo di fronte a un bivio.
«O crediamo che la natura di Budda esista in ogni persona e costruiamo una civiltà della nonviolenza, oppure lasciamo che l'oscurità e l'ignoranza nostra e altrui ci ottenebrino e scegliamo la violenza della barbarie. [...] Io sono convinto che la strada per contribuire alla pace su scala mondiale sia seguire il Buddismo del "comportamento da essere umano"» (MDG, 2, 165).

Frase dal Gosho - 30 gennaio 2017

"Le sfortune di Kyo’o Gozen si trasformeranno in fortuna. Raccogli tutta la tua fede e prega questo Gohonzon. Allora, che cosa non può essere realizzato? Credi nel Sutra del Loto quando dice: «Questo sutra può [...] esaudirne i desideri, proprio come una fresca e limpida fonte può soddisfare tutti coloro che sono assetati» e: «Godranno di pace e sicurezza nell’esistenza presente e nasceranno in circostanze favorevoli nelle successive»."

Dal Gosho "Risposta a Kyo’o" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 366)

30 gennaio

“Supererò i miei limiti!” Nell'istante in cui prendiamo questa decisione, superiamo le nostre barriere interiori. A quel punto stiamo già realizzando i nostri obiettivi.

dalla “Mappa della felicità” di Daisaku Ikeda

Giorno per giorno - 30 gennaio

Il Buddismo insegna che "tutti i fenomeni nell'universo sono manifestazioni della legge". Spero che, capendo ciò, vi impegnate in una vasta gamma di studi con forza e determinazione.
Il cervello ha un potenziale illimitato come l'universo. Come manifestare allora il suo pieno potere creativo? Vi è solo un modo per fare emergere appieno la nostra capacità intellettiva: far lavorare di continuo la nostra mente.

domenica 29 gennaio 2017

Frase dal Gosho - 29 gennaio 2017

"Credere nel mutuo possesso dei Dieci mondi è difficile quanto credere che il fuoco esista in una pietra o i fiori all'interno di un albero, eppure nelle giuste condizioni questi fenomeni si manifestano, e allora ci crediamo. La cosa più difficile da credere è che il mondo di Buddità esista nel mondo umano, com'è difficile credere al fuoco dentro l'acqua o all'acqua dentro il fuoco. Tuttavia, si dice che il drago produca il fuoco dall'acqua e l'acqua dal fuoco e, benché non lo capiamo, ci crediamo quando lo vediamo accadere. Tu ormai credi che il mondo umano contiene gli altri otto mondi, perché dunque non riesci a includervi anche la Buddità?"

Dal Gosho "L'oggetto di culto per l'osservazione della mente" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 318-319)

29 gennaio

Non c'è niente di più forte della serietà. Affrontando le cose con serietà, manifestiamo la nostra vera bellezza e il nostro spirito giovanile.

dalla “Mappa della felicità” di Daisaku Ikeda

Giorno per giorno - 29 gennaio

Praticare il Buddismo significa essere vincitori. Avanzando un passo alla volta nella realtà della nostra vita quotidiana, mostrando risulatti concreti e realizzandoci, stiamo dimostrando con il nostro essere la validità del Buddismo di Nichiren Daishonin. Così saremo fonte di speranza e ispirazione per coloro che ci seguiranno sul cammino della fede.

sabato 28 gennaio 2017

Frase dal Gosho - 28 gennaio 2017

"[...] una sola parola di questo Sutra del Loto è come il gioiello che esaudisce i desideri e una sua singola frase è il seme di tutti i Budda. Si può trascurare il fatto che la capacità di comprensione degli ascoltatori fosse matura o no. Era giunto il tempo di esporlo. Come afferma il Sutra del Loto: «Adesso è il momento giusto in cui devo insegnare risolutamente il grande veicolo»"

Dal Gosho "La scelta del tempo" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 480)

28 gennaio

Cosa fa soffrire questa persona? Cosa desidera? Solo se siamo in grado di ascoltare e comprendere il cuore degli altri, possiamo veramente incoraggiarli a dare il meglio di sé. In questo modo alleggeriamo il loro cuore e li aiutiamo a manifestare gioia.

dalla “Mappa della felicità” di Daisaku Ikeda

Giorno per giorno - 28 gennaio

Tutti voi state recitando per la felicità dei membri, figli del Budda, nelle vostre comunità; li sostenete e li incoraggiate, impegnandovi instancabilmente per loro come se fossero vostri figli. Le vostre azioni sono davvero quelle di grandi bodhisattva, il vostro stato vitale quello di nobili Budda.

venerdì 27 gennaio 2017

Albero...

Un albero che è stato trapiantato non vacillerà, anche in presenza di forti venti, se vi è un solido palo che lo sostiene. Ma anche un albero cresciuto nella sua sede naturale può crollare se le sue radici sono deboli. Anche una persona debole non cadrà se coloro che la sostengono sono forti, ma una persona di notevole forza, se si trova sola, potrebbe perdere l'equilibrio lungo un sentiero accidentato. Se il Budda non fosse apparso nel mondo, tutti gli uomini del sistema maggiore di mondi, a eccezione di Shariputra e Mahakashyapa, sarebbero caduti nei tre cattivi sentieri. [...] Quindi il miglior modo per ottenere la Buddità è quello di incontrare uno zenchishiki, un buon amico. Dove può arrivare la propria saggezza? Se una persona ha abbastanza saggezza da distinguere il caldo dal freddo, dovrebbe far tesoro di un buon amico. Ma incontrare un buon amico è la cosa più difficile. Per questo il Budda ha paragonato la probabilità di trovare un buon amico alla probabilità per una tartaruga con un occhio solo di trovare un tronco galleggiante con una cavità della misura giusta per contenerla, o alla difficoltà di calare un filo dal Paradiso di Brahma e farlo passare attraverso la cruna di un ago posto sulla terra. Inoltre, nell'attuale epoca malvagia, i cattivi compagni sono più numerosi delle particelle di polvere che formano la terra, mentre i buoni amici sono meno numerosi dei granelli di polvere che si possono accumulare sull'unghia di un dito.

Dal Gosho “I tre maestri del Tripitaka pregano per la pioggia”
Tratto da: gli Scritti di Nichiren Daishonin vol 8 pagg 201-202

Frase dal Gosho - 27 gennaio 2017

"La vita passa in un lampo. Per quanti terribili nemici possiate incontrare, scacciate ogni paura e non pensate mai di retrocedere. Anche se qualcuno dovesse decapitarci con una sega, trafiggerci con lance o picche, incatenarci i piedi e perforarli da parte a parte con un punteruolo, finchè siamo in vita, dobbiamo continuare a recitare Nam-myoho- renge-kyo, Nam-myoho-renge-kyo. Allora, se recitiamo fino al momento della morte, Shakyamuni, Molti Tesori e tutti gli altri Budda delle dieci direzioni verranno da noi immediatamente, proprio come promisero durante la cerimonia sul Picco dell'Aquila. Prendendoci per mano e portandoci sulle spalle ci condurranno sul Picco dell'Aquila."

Dal Gosho "La pratica dell'insegnamento del Budda" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 351)

27 gennaio

Una persona che sa ripagare i debiti di gratitudine è sempre gioiosa, serena ed è capace di vincere in qualsiasi situazione.

dalla “Mappa della felicità” di Daisaku Ikeda

Giorno per giorno - 27 gennaio

Guardare gli eventi e le situazioni in una luce positiva è importante. La forza, la saggezza e la gioia che accompagnano un simile atteggiamento portano alla felicità. Guardare le cose con ottimismo o benevolezza non fignifica essere stupidamente ingenui e permetteere agli altri di approfittare della nostra buona disposizione d'animo. Significa avere la saggezza e l'intuizione di muovere le cose in direzione positiva, considerandone l'aspetto migliore pur rimanendo concentarti sulla realtà.

giovedì 26 gennaio 2017

Giudicare ed essere giudicati

E se una persona mi sta ferendo deliberatamente? Se si comporta così male da procurarmi ferite profonde, come faccio a non giudicare, a desiderare la sua felicità? La prima domanda possibile è: «Cosa desidero per me ora?» e se desidero smettere di patire, con molta saggezza, forse mi allontano. È un allontanarsi metaforico, quasi sempre: faccio in modo davanti al Gohonzon, che quella ferita non si riapra mai più. Divento più forte. Tolgo emotività, e non lo posso fare stando ferma a subire. Il mio giudizio mi serve per proteggermi. E dura un istante. Poi trasformo il mio cuore. E da lontano scorgo anche l’umanità che è alla base di un comportamento malvagio, la debolezza o la sofferenza. E anche il giudizio si trasforma, e la persona diventa un buon amico. Il cuore è libero, la mente è nuova. Ergersi a posizioni di superiorità, criticando gli altri, chiunque essi siano, per vanità, non è un comportamento del Budda. Quando alla base di un mio giudizio scopro qualcosa che ha a che vedere con il mio piccolo io, con la mia voglia di mostrarmi migliore è perché non sono ancora “sveglia”; “la persona risvegliata” afferma Fromm è quella che ha superato completamente il proprio narcisismo (Fromm, The Heart of Man, 1964). Ikeda dice: «Basta essere sinceri con noi stessi e rimanere persone ordinarie, disadorne e semplici. Possiamo ottenere l’Illuminazione rivelando la nostra natura innata, proprio come siamo, come comuni mortali del tempo senza inizio» (Saggezza, 2, 211).
È lo scopo che resta importante. Se il nostro desiderio è diventare felici, e fare in modo che anche gli altri lo siano, qualunque giudizio possiamo ricevere o dare non può definire la vera natura di nessuno. «La vera identità – scrive Ikeda – è quella del Budda, ma nell’aspetto e nelle azioni è un Bodhisattva» (Ibidem).

Nuovo Rinascimento n° 284 del 2003

Frase dal Gosho - 26 gennaio 2017

"Myo significa rivitalizzare, rivitalizzare significa ritornare a vivere. [...] Poiché [il Sutra del Loto] può curare ciò che è incurabile, è chiamato myo, o meraviglioso»."

Dal Gosho "Il daimoku del Sutra del Loto" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 132)

26 gennaio

Il movimento per la pace non è qualcosa lontano da noi. La chiave è che ogni persona riesca a vincere sulla nostra tendenza egoistica a pensare solo a se stessa. Come coltivare una sensibilità in grado di percepire la sofferenza degli altri come propria? E' importante sforzarsi in questa direzione nella vita di ogni giorno.

dalla “Mappa della felicità” di Daisaku Ikeda

Giorno per giorno - 26 gennaio

Degni di lode sono coloro che decidono di impegnarsi a fondo per kosen rufu e la Soka Gakkai nel nobile regno del Buddismo di Nichiren Daishonin. Essi sono individui naturalmente capaci e raggiungeranno uno stato vitale di completa realizzazione.

mercoledì 25 gennaio 2017

Sostegno

Proprio nei momenti cruciali infatti, quando sembra non esserci alcuna speranza, è fondamentale il sostegno delle altre persone e un incoraggiamento sincero può aiutare a ritrovare la forza di continuare a lottare e non arrendersi. A volte è l'unica cosa che riesce a ridare la fiducia e la forza di credere ancora di potercela fare, nonostante tutto. È essenziale la vicinanza delle altre persone, i cosiddetti "buoni amici", per mantenere vivi il desiderio e la decisione di superare quella situazione e non rassegnarsi. Azioni semplici come incontrarsi, parlare, recitare un po' di Daimoku e studiare qualcosa insieme possono dare un nuovo impulso a trasformare la situazione difficile che si sta vivendo. E grazie al sostegno dei compagni di fede possiamo rinnovare la nostra convinzione e ripartire da noi stessi, con la decisione di creare un cambiamento profondo nella nostra vita e dare una svolta positiva.
Nel Gosho L'eredità della Legge fondamentale della vita Nichiren Daishonin afferma: «Recitare Myoho-renge-kyo con la consapevolezza che non esiste alcuna differenza fra Shakyamuni che ottenne l'Illuminazione nel lontano passato, il Sutra del Loto che è la strada dell'Illuminazione di tutti gli esseri, e noi persone comuni, significa ereditare la Legge fondamentale di vita e morte» (RSND, 1, 189). Non è facile mettere in pratica queste parole, comunque il punto di partenza è che siamo Budda, di conseguenza dovremmo comportarci in modo da far scaturire lo stato di Buddità dalla nostra vita.

Tamotsu Nakajima (NR n°443 Mag-2010)

Frase dal Gosho - 25 gennaio 2017

"Che cosa ispirò Shakyamuni a dedicarsi per un numero di kalpa equivalenti ai granelli di polvere alla pratica religiosa nell’intento di conseguire la Buddità? Nient’altro che la devozione filiale. Tutti gli esseri viventi dei sei sentieri e delle quattro forme di nascita sono nostri padri e madri. Per questo Shakyamuni, finché non fu in grado di trattarli con devozione filiale, si astenne dal diventare un Budda. [...] Tra gli esseri viventi dei sei sentieri e delle quattro forme di nascita vi sono uomini e donne. In qualche punto delle nostre passate esistenze, tutti questi uomini e donne sono stati nostri genitori e perciò finché anche uno solo di loro manca di conseguire la Buddità, anche noi non possiamo diventare Budda"

Dal Gosho "Lettera a Horen" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 456)

25 gennaio

Ogni giorno ricerchiamo qualcosa di più elevato e profondo, e ci adoperiamo per il bene degli altri, per la società, per la pace. Queste azioni, in cui risplendono felicità, soddisfazione e progresso senza limiti, ci permettono più di qualsiasi cosa di mantenere giovane il nostro spirito.

dalla “Mappa della felicità” di Daisaku Ikeda

Giorno per giorno - 25 gennaio

La cosa importante è mantenere con decisione le proprie convinzioni qualsiasi cosa accade, come insegna il Daishonin. Le persone che possiedono una simile incrollabile determinazione diventeranno sicuramente felici.

martedì 24 gennaio 2017

Due facce della stessa medaglia

In una spiegazione del presidente Ikeda leggiamo che il Daimoku della pratica consiste «nella battaglia che ha luogo nel nostro cuore per contrastare la nostra condizione interiore illusa, od oscurità [...] una battaglia [...] per aprire un varco nell'oscurità che avvolge la natura di Budda e per far emergere la condizione vitale di Buddità grazie al potere della fede» (D. Ikeda, spiegazione del Gosho Il raggiungimento della Buddità in questa esistenza, BS, 119, 15-16).
Ma come è possibile che ci siano due nature o due tendenze così diverse, quasi antitetiche, come la Buddità e l'oscurità fondamentale? Noi occidentali facciamo una gran fatica a comprendere quanto nella vita cose apparentemente opposte facciano parte della stessa realtà. In oriente, e nel Buddismo in particolare, il concetto di non dualità, di "due ma non due" (funi in giapponese), è invece molto presente in ogni momento della vita, nella filosofia e nella religione.
Come praticanti sperimentiamo questo concetto tutti i giorni nella recitazione di Nam-myoho-renge-kyo, che riassume in una sola azione due modi di aprire la nostra vita apparentemente in contrasto tra loro: quello di credere (Daimoku della fede) e quello di sperimentare (Daimoku della pratica). La causa (sconfiggere l'oscurità) e l'effetto (far emergere la Buddità) sono presenti in un'unica azione e sono simultanei.
Lo stesso rapporto che c'è tra fede e pratica lo ritroviamo nei due elementi che compongono la parola myoho, che identifica la Legge mistica. Già parlare di una legge che si definisce mistica sembrerebbe un controsenso: come è possibile che una cosa che dovrebbe essere certa, riconoscibile, concreta, una legge appunto, sia anche qualcosa di inesprimibile, di trascendente come l'attributo mistico fa intendere?
Eppure la complessità della vita si compone sia di una parte (myo) che esprime l'aspetto mistico e intangibile, il mondo di Buddità, la natura dell'Illuminazione, la realtà fondamentale, la morte (nella sua caratteristica di ineffabilità), e al contempo di un'altra parte (ho) che rappresenta il mondo fenomenico, la Legge, la vita e le sue manifestazioni, l'oscurità e l'illusione. Nelle nostre giornatee nel nostro Daimoku esistono contemporaneamente sia la "realtà fondamentale" che la realtà quotidiana, sia la causa che l'effetto, la fede e la pratica, l'oscurità e la Buddità, i tremila regni e il singolo istante di vita, myo e ho, la semina e il raccolto, vincere (Buddità) e perdere (oscurità), la Legge (Nam-myoho-renge-kyo) e la persona (che recita la Legge).

Per finire un po' di giapponese: shobutsu-funi vuol dire "non dualità degli esseri viventi e dei Budda", esho-funi vuol dire "non dualità della vita e del suo ambiente", zen'aku-funi vuol dire "non dualità di bene e male".meigo-funi vuol dire "non dualità di illusione e Illuminazione", ninpo-ikka significa "unità di Persona e Legge", shikishin-funi vuol dire "non dualità di corpo e mente"... insomma, dobbiamo rassegnarci all'idea che la nostra mente e il nostro cuore, concetti apparentemente così lontani, siano in realtà la stessa cosa. Tanto che in giapponese il singolo ideogramma kokoro o shin sta a significare sia mente che cuore.

di Jacopo Minio Paluello - Buddismo e Società n.151 - marzo 2012

Frase dal Gosho - 24 gennaio 2017

"Se non sei disposta a fare sforzi per guarire, sarà molto difficile curare la tua malattia. Un giorno di vita è molto più prezioso di tutti i tesori del sistema maggiore di mondi, quindi, prima di tutto, devi dimostrare la volontà [di guarire]. Questo è il significato del passo del settimo volume del Sutra del Loto nel quale si afferma che bruciarsi un dito in offerta al Budda e al Sutra del Loto è meglio che donare tutti i tesori del sistema maggiore di mondi."

Dal Gosho "Il prolungamento della vita" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 848)

24 gennaio

Finchè saremo condizionati dalle apparenze e dalle opinioni altrui non saremo mai sereni, perchè in balia degli eventi e privi di un punto di riferimento. Se ci lasciamo sopraffare dall'insicurezza gireremo a vuoto, e preoccupazioni e lamentela prenderanno il sopravvento. Una ferma determinazione ci consente di mantenere la rotta verso la speranza e la felicità.

dalla “Mappa della felicità” di Daisaku Ikeda

Giorno per giorno - 24 gennaio

Noi usiamo le nostre voci non solo per recitare daimoku ma per guidare, incoraggiare e far conoscere agli altri il Buddismo del Daishonin. Una voce arrabbiata, una voce sguaiata, una voce fredda, una voce autoritaria, nessuna di queste esprimerà quanto sia meraviglioso il Buddismo di Nichiren Daishonin. Desidero che siate dei responsabili che incoraggiano le persone con voci allegre e calorose, tale da suscitare pensieri del tipo: "Che bella voce!" e "Mi sento sempre stimolato quando ti sento parlare." Diventare responsabili di questo genere è una prova concreta della vostra rivoluzione umana.

lunedì 23 gennaio 2017

Stare vicino

Siamo entrati in un'epoca in cui il Buddismo del sole di Nichiren Daishonin sta iniziando a risplendere più intensamente come religione mondiale, illuminando tutta l'umanità. A dimostrazione di ciò la SGI, un gruppo di Bodhisattva della Terra, è una presenza sempre più radiosa in tutto il globo. Sicuramente il Daishonin ci ricoprirebbe di immense lodi e il primo e il secondo presidente della Soka Gakkai, Tsunesaburo Makiguchi e Josei Toda, ne sarebbero immensamente felici. Siate assolutamente certi che condividerete eternamente, non solo voi ma anche i vostri familiari e i vostri cari, i benefici e la fortuna che derivano dagli forzi per promuovere il magnifico movimento di kosen-rufumondiale. Il Sutra del Loto afferma: «Se dopo la mia morte uno fra questi uomini o donne devoti sarà in grado di trasmettere segretamente il Sutra del Loto a una sola persona, anche solo una frase, allora sappi che egli o ella è l'inviato del Tathagata. È stato inviato dal Tathagata a proseguire la sua opera» (SDL, 10, 232).
Stare vicino agli amici, ascoltarne i problemi, parlar loro della Legge mistica, recitare Daimoku insieme, aiutarli a vincere sulle difficoltà e gioire insieme: queste azioni apparentemente piccole e di poco conto sono in realtà la nobile opera del Budda e perciò la cosa migliore e più sicura che possiamo fare per la felicità degli altri. Come membri della SGI ci impegniamo in queste azioni «giorno dopo giorno e mese dopo mese, senza che la nostra determinazione cali anche solo un po'» (cfr. RSND, 1, 885) basandoci sullo spirito di dare valore e di rispettare ogni persona, l'ideale dell'umanesimo buddista. Facciamo questo perché nella nostra vita pulsano vibranti la saggezza, la compassione e il potere del Budda. Il Daishonin scrive: «Per valutare le dottrine buddiste, io, Nichiren, credo che i metodi migliori siano la ragione e la prova documentaria. Ma ancora migliore di queste è la prova concreta»

di Daisaku Ikeda (RSND, 1, 532). (N R n° 582 Giu-2016)

Frase dal Gosho - 23 gennaio 2017

"La Legge scevra di distinzioni è la Legge meravigliosa dell’unico veicolo, la Legge che non fa distinzioni fra bene e male, la Legge che predica che l’erba e gli alberi, le foreste, le montagne e i fiumi, la grande terra e persino il singolo granello di polvere possiedono al loro interno tutti i Dieci mondi. Quest’unico veicolo del Sutra del Loto della Legge meravigliosa (Myoho-renge-kyo) presente nella nostra mente pervade tutte le pure terre delle dieci direzioni senza eccezione. I benefici che arricchiscono gli esseri viventi e l’ambiente nelle pure terre delle dieci direzioni sono presenti nella nostra mente stessa e non l’abbandonano mai, nemmeno per un istante. Questo è il Tathagata di illuminazione originale, i tre corpi che sono una singola unità, e al di fuori di questo non esiste alcuna Legge. Questa singola Legge, e nessun’altra, esiste nelle pure terre delle dieci direzioni. Perciò è chiamata Legge scevra di distinzioni."

Dal Gosho "La dichiarazione unanime dei Budda delle tre esistenze [...]" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume II, pag. 790)

23 gennaio

Dedicarsi ai propri figli senza risparmiarsi. L'amore di una madre è veramente grande e profondo.

dalla “Mappa della felicità” di Daisaku Ikeda

Giorno per giorno - 23 gennaio

In quanto seguaci del Buddismo del Daishonin, ci alziamo la mattina e recitiamo gongyo. Alcuni lo fanno di mala voglia!
Tuttavia gongyo è in se una grande e nobile azione. Gongyo è una cerimonia solenne in cui, osservando l'universo, si dialoga con esso.

domenica 22 gennaio 2017

Frase dal Gosho - 22 gennaio 2017

"Com’è straordinario che, oltre duecento anni dopo l’inizio dell’Ultimo giorno della Legge, Nichiren sia stato il primo a iscrivere questo grande mandala come il vessillo della propagazione del Sutra del Loto, mentre anche grandi maestri come Nagarjuna, Vasubandhu, T’ien-t’ai e Miao-lo non furono in grado di farlo! Questo mandala non è in alcun modo una mia invenzione. È l’oggetto di culto che raffigura il Budda Shakyamuni, l’Onorato dal Mondo, seduto nella torre preziosa del Budda Molti Tesori, e gli altri Budda che erano emanazioni di Shakyamuni, fedelmente come la stampa riproduce la matrice."

Dal Gosho "Il reale aspetto del Gohonzon" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 737)

22 gennaio

Un'amicizia sincera è come un libro che ci insegna l'arte di vivere. E' come una calamita che ci attira verso nobili ideali.

dalla “Mappa della felicità” di Daisaku Ikeda

Giorno per giorno - 22 gennaio

In definitiva, la felicità risiede in un forte senso di sè. Non si fonda sulle apparenze esteriori nè sulla vanità. Essa dipende da come vi sentite dentro; è una profonda eco nella vostra vita.
Vivere con gioia, motivati da un profondo senso di missione, e realizzare i nostri scopi: questa è la felicità. Anche se indaffaratissime, le persone che vivono così sono molto più felici di quelle che hanno molto tempo disponibile ma si sentono vuote dentro.

sabato 21 gennaio 2017

Frase dal Gosho - 21 gennaio 2017

"Recitare Myoho-renge-kyo con la consapevolezza che non esiste alcuna differenza fra Shakyamuni che ottenne l’illuminazione nel lontano passato, il Sutra del Loto che è la strada dell’illuminazione di tutti gli esseri, e noi persone comuni, significa ereditare la Legge fondamentale di vita e morte. Questo è essenziale per i discepoli, preti e laici, di Nichiren: questo è il significato di abbracciare il Sutra del Loto."

Dal Gosho "L’eredità della Legge fondamentale della vita" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 189)

21 gennaio

Desidero che tu, stabilendo una forte determinazione dentro di te, faccia brillare la saggezza e la bellezza del tuo cuore, con umiltà.

dalla “Mappa della felicità” di Daisaku Ikeda

Giorno per giorno - 21 gennaio

L'umanità oggi manca di speranzaa del futuro. E' proprio per questa ragione che sono apparsi i Bodhisattva della terra. Senza la loro presenza, la desolazione sarebbe il futuro dell'umanità e la decadenza spirituale il suo punto d'arrivo. Ecco perchè siete nati in questa epoca e avete assunto un ruolo attivo nella società. Questo è il significato di jiyu, "emergere dalla terra".
Di conseguenza ognuno di voi diventerà felice. Siate fiduciosi che condurrete vite piene di fortuna nelle tre esistenze di passato, presente e futuro.

venerdì 20 gennaio 2017

L'aspetto mistico della vita

Ci sono poi coloro i quali pensano in termini "statistici" (il pensiero logico), ad esempio desiderano solo in funzione delle probabilità buone di successo e della facile realizzabilità dei desideri. Un giorno una buddista giapponese di nome Yoshi mi raccontò una storia: viveva in Italia da molti anni e aveva programmato di partecipare a una riunione buddista a cui avrebbe partecipato anche la madre, per rivederla e darle un regalo. Ma per motivi di lavoro non poté partire. Alla stessa riunione doveva partecipare un'altra sua amica, Yuri che non aveva mai visto la madre di Yoshi, neanche in fotografia. Yoshi le chiese di consegnarle il regalo quando l'avesse incontrata. A quella riunione partecipavano circa mille persone! Yuri parte per il Giappone, si reca alla riunione, dubbiosa sulle possibilità reali di incontrare una specifica persona tra mille. Si siede e inizia a parlare con la vicina che le chiede da dove viene. Yuri risponde: «Dall'Italia». La sconosciuta le dice: «Ho una figlia lì da molti anni»... era la madre di Yoshi. Una su mille! La razionalità indicherebbe una possibilità logica di successo di 1/1000 (0,1%). Anche ipotizzando una persona seduta a destra, una a sinistra, una davanti e una dietro la probabilità non avrebbe superato i 4/1000 (0,4%). Ma ha un senso desiderare a partire dalle probabilità razionali di successo? A volte utilizziamo il pensiero logico per porre un limite ai sogni e ai desideri. L'aspetto mistico della nostra vita va ben oltre le nostre previsioni statistiche più rigorose e precise. Il problema è che spesso noi stessi crediamo di non poter avere grandi sogni o grandi ideali rinnegando la nostra natura di Budda. Questa incredulità è l'oscurità fondamentale della nostra vita. Ma «se in fondo al cuore, magari in un angolo nascosto, avete deciso che solo voi non riuscirete a essere felici, che solo voi non diventerete mai una persona capace, che solo i vostri problemi non si risolveranno, questo unico fattore mentale, questo ichinen, impedisce il sorgere del beneficio» (Ikeda, Gli eterni insegnamenti di Nichiren Daishonin, Esperia edizioni, 2003, pag. 167). Le paure, la personalità, le esperienze passate sono tutti gli elementi che possono impedire di sognare e di credere nella Buddità. Il cambiamento nasce quando decidiamo di cambiare e di provare la gioia di vivere. «Decidere di ottenere la Buddità in questa vita significa conquistare la gioia di vivere» (Ikeda, La vera entità della vita, Esperia Edizioni, 1999, pag. 219). E alla fine del percorso «resterete sorpresi più di chiunque altro di fronte a ciò che potrete raggiungere. Voi possedete un potenziale davvero illimitato» (In cammino con i giovani, pag. 86).

(N R n° 375 Giu-2007)

Frase dal Gosho - 20 gennaio 2017

"Né la pura terra né l’inferno esistono al di fuori di noi; entrambi si trovano soltanto nel nostro cuore. Chi è risvegliato a questo è chiamato Budda, chi è illuso è chiamato persona comune. Il Sutra del Loto ci risveglia a questa verità e chi abbraccia il Sutra del Loto comprenderà che l’inferno stesso è la Terra della Luce Tranquilla."

Dal Gosho "L’inferno è la Terra della Luce Tranquilla" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 403)

20 gennaio

Rispetto ai miei fratelli, io ero più cagionevole di salute e mia madre si preoccupava molto per me. Dopo la guerra, quando frequentavo la scuola serale, ogni sera aspettava fino a tarda notte il mio rientro. Mentre mi preparava qualcosa di caldo da mangiare, mi rincuorava dicendo: “Bravo, anche oggi ti sei impegnato. Dev'essere stata una giornata faticosa!”. Bastavano quelle poche parole per farmi sentire il suo amore infinito.

dalla “Mappa della felicità” di Daisaku Ikeda

Giorno per giorno - 20 gennaio

In questa esistenza, per dimostrare agli altri il potere della fede nella Legge mistica, alcuni di voi possono essere nati poveri allo scopo di raggiungere vite agiate e sicure. Altri forse sono nati con una salute cagionevole per diventare forti e sani.
A prescindere dalle vostre condizioni, la luce della fede nella profondità del vostro essere continuerà a brillare eternamente come uno splendido diamante.

giovedì 19 gennaio 2017

Compassione è incoraggiare gli altri

Il presidente Ikeda in un recente saggio ha scritto: «In fin dei conti cos'è la compassione (jihi) del Budda? Nel Trattato sulla grande perfezione della saggezza è scritto che ji vuol dire dare gioia a tutti gli esseri viventi mentre hi significa togliere loro la sofferenza. Quindi la compassione del Budda consiste nel togliere la sofferenza e aprire la propria vita donando gioia. Il presidente Toda diceva: "Non potete certo salvare le persone con la semplice commiserazione; dovete diventare dei leader capaci di incoraggiare gli altri e guidarli nella fede. La vera compassione buddista non ha nulla a che vedere con il sentimentalismo e la commiserazione". «Toda ci ha insegnato che sviluppando la compassione si ottiene contemporaneamente la saggezza. Cosa posso fare per quella persona? È da questa compassione che scaturisce la saggezza per compiere azioni concrete. [...] È perché si unisce il proprio cuore alla grande compassione del maestro che emerge il potere di togliere la sofferenza e dare gioia. Quindi la forza motrice della compassione è proprio la relazione tra maestro e discepolo. «Toda ci disse ancora: "Per le persone comuni è difficile provare compassione. La virtù che sostituisce la compassione è il coraggio. Affermare ciò che è corretto con coraggio equivale a essere compassionevoli. [...] Quando facciamo shakubuku con questo cuore è impossibile che l'interlocutore non ascolti o non capisca. Qualsiasi figlio ribelle non potrà mai resistere all'amore di sua madre"» (Seikyo Shimbun, 2 aprile 2009). In questo periodo stiamo parlando molto spesso dello spirito del Kansai. Ma cos'è in definitiva? Vivere lo spirito del Kansai è vivere ogni giorno collegati al nostro maestro. A cominciare da Gongyo mattina, in cui dobbiamo decidere: oggi non mi faccio sconfiggere da niente. Questo significa mettere in pratica la relazione maestro-discepolo. E la conseguenza è la vittoria.
Sul quotidiano Seikyo Shimbun del 1 aprile 2009 sensei ha pubblicato "cinque punti per la vittoria assoluta", indirizzati alla Divisione donne. Vorrei condividerli con voi:
partire sempre dalla preghiera;
costruire una famiglia armoniosa;
far crescere successori di valore;
aver cura dell'ambiente e della società;
raccontare la propria esperienza con allegria.
Cerchiamo di mettere in pratica questi "cinque punti per la vittoria assoluta", creando una grande onda di amicizia, un vero dialogo tra esseri umani, tante piccole riunioni gioiose e ricche di profondità, facendo conoscere la Soka Gakkai a innumerevoli nuove amiche e creando tra di noi una grande solidarietà.

di Asa Nakajima (N R n° 420 Mag-2009)

Frase dal Gosho - 19 gennaio 2017

"Non dovresti sentire la minima paura nel cuore. Sebbene una persona possa aver professato la fede nel Sutra del Loto molte volte sin dal remoto passato, è la mancanza di coraggio che gli impedisce di conseguire la Buddità."

Dal Gosho "I tre ostacoli e i quattro demoni" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 568)

19 gennaio

I fiori selvatici, per quanto appaiano fragili, piccoli e delicati, non lo sono affatto. Sono resistenti, riescono a sopportare pioggia e vento. Anche noi, allo stesso modo, non lasciamoci piegare dalle avversità e decidiamo: “Qualsiasi cosa accada, non mi arrenderò mai!”.

dalla “Mappa della felicità” di Daisaku Ikeda

Giorno per giorno - 19 gennaio

Soffrire affrontando le difficoltà per il bene degli amici e per diffondere la legge è indice del senso di responsabilità di un vero leader: è questo il comportamento del bodhisattva. Non esiste sofferenza o difficoltà che un bodhisattva non possa superare. Qualsiasi cosa accada, desidero che avanziate un passo alla volta, recitando sempre Nam myoho renge kyo con voce risonante.

mercoledì 18 gennaio 2017

Passare attraverso

Cosa serve per essere buddista?
Fare Daimoku e Gongyo mattina e sera.
Senza paura. Senza disattenzione e negligenza.
"Senza" vuol dire: passare attraverso. Non "evitare", o "fare malgrado", ma passare attraverso.
Io le conosco entrambe: paura e negligenza. Sono parenti strette, nella mia esperienza.
Quella che conosco meglio è la negligenza. Vale a dire non avere una cura continua della vita, sbrindellare i giorni, non avere attenzione alle cose e alle persone, trascurare i gesti di cura, il tempo si inceppa e non fluisce più limpidamente. Pozzanghera.
Da quando pratico la mia cura è non trascurare mai Daimoku e Gongyo.
Perché una cosa ho imparato subito: che puoi sapere tutto della dottrina buddista, condividere tutto l'impianto teorico, la legge di causa ed effetto, il karma, i dieci mondi, le teorie più fascinose e sorprendenti, ichinen sanzen e tutta la meraviglia della dottrina; puoi saperne parlare con dovizia e passione, ma se alla base della giornata non ci sono Daimoku e Gongyo il resto è accessorio. Come l'aria condizionata per una macchina che non s'accende.
La preghiera è il cuore e il senso della giornata.
È il ritmo, la protezione, la musica.

Frase dal Gosho - 18 gennaio 2017

"E' mio desiderio che tutti i miei discepoli formulino un grande voto. Siamo molto fortunati a essere sopravvissuti alla diffusa epidemia dello scorso anno e dell'anno precedente. Adesso, tuttavia, con l'incombente invasione mongola, può darsi che saranno in pochi a sopravvivere. Alla fine, nessuno può sfuggire alla morte. Le sofferenze di quel momento saranno esattamente uguali a quelle che stiamo affrontando adesso. Poiché la morte è la stessa in entrambi i casi, dovresti essere disposto a offrire la tua vita per il Sutra del Loto. Pensa a questa offerta come a una goccia di rugiada che si unisce di nuovo al grande mare, o come a un granello di polvere che ritorna alla terra. Un passo del terzo volume del Sutra del Loto dice: "Ci auguriamo che i meriti ottenuti grazie a questi doni possano estendersi in lungo e in largo a tutti, così che noi e gli altri esseri viventi possiamo conseguire tutti insieme la via del Budda"."

Dal Gosho "La Porta del Drago" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 891)

18 gennaio

E' importante curare l'aspetto esteriore e i propri modi. In tutto il mondo le persone autorevoli sono attente anche a queste cose.

dalla “Mappa della felicità” di Daisaku Ikeda

Giorno per giorno - 18 gennaio

Martin Luther King, instancabile crociato per i diritti umani, disse: "La domanda più urgente della vita è: Cosa stai facendo per gli altri?" Non dite che "un giorno o l'altro" lo farete; ora è il momento. Non dite che "qualcuno" lo farà; quel qulcuno siete voi. Ora è il momento che la gioventù prenda piena responsabilità, aprendo coraggiosamente la via per il trionfo della gente.